Viterbo – (sil.co.) – Killer di camorra arrestati a Ponte di Cetti, riprenderà il prossimo 28 settembre il processo ai tre presunti fiancheggiatori tra cui due fiorai.
Salvo imprevisti, in quella data saranno finalmente sentiti davanti al collegio del tribunale di Viterbo il perito trascrittore e il traduttore dal dialetto napoletano, nominati nell’autunno di tre anni fa dal tribunale, in merito ad alcune intercettazioni chieste dalla pm Paola Conti.
L’interprete si è reso necessario per la corretta trascrizione delle cinque telefonate e dell’intercettazione ambientale captata sul furgone dei fiorai che potrebbero inchiodare uno dei complici venuti dalla Campania e i due fioristi ambulanti napoletani che hanno nascosto Giovanni Tabasco e Gaetano Formicola nel casolare di Ponte di Cetti dove sono stati arrestati nella primavera di sei anni fa.
E’ sulla Cassia Sud, alle porte del capoluogo, che il 22 marzo 2016 sono stati arrestati i latitanti, nel corso di un blitz della polizia finito in manette per la coppia di 27enni condannati all’ergastolo in primo grado per l’omicidio del 18enne Vincenzo Amendola, ucciso a Napoli a colpi di pistola in faccia. Il 15 maggio 2019 si sono visti ridurre la pena a 30 anni in secondo grado per l’omicidio commesso il 5 febbraio 2016 a San Giovanni a Teduccio.
Tre gli imputati rinviati a giudizio per favoreggiamento su richiesta della Dda di Roma: Domenico Gianniello, Pasquale Gianniello e Giulio De Martino.
Pasquale Gianniello e Giulio De Martino sono due fioristi ambulanti d’origine campana, residenti da anni nel Viterbese, dove vendono piante per strada col furgone. Fino al 2014 avrebbero vissuto tra Tobia e Tre Croci, dal 2014 si erano trasferiti nella casa di Ponte di Cetti, dotata di un capiente seminterrato, attrezzato a magazzino, con tanto di cella frigorifera per conservare i fiori freschi.
In possesso di un regolare contratto, vivevano sulla Cassia Sud dal mese di settembre di otto anni fa, come ha confermato in aula all’udienza del 6 novembre 2019 l’agente immobiliare che si è occupata della locazione dell’immobile per i proprietari.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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