Viterbo – “Il futuro dell’edilizia è nella rigenerazione urbana e nel Pnrr”. Se a inizio 2022, le parole di Andrea Belli, presidente dell’Ance, lasciavano trasparire una certa positività, alle soglie del nuovo anno, il tono è un altro. E a trasparire è un po’ di preoccupazione.
Andrea Belli
“E’ un bilancio di luci e ombre – dice Belli -, perché si sente ancora l’effetto dei bonus edilizi e il settore quindi continua a essere trainante per l’economia locale. In questi ultimi due anni, gli occupati sono aumentati di duemila unità che, per una provincia come la nostra, rappresenta un dato eccezionale; credo che nessuna attività, negli ultimi 50 anni, abbia avuto un incremento così importante di manodopera.
Ultimamente, però, questo effetto sta calando perché molte piccole aziende che hanno difficoltà a cedere i crediti fiscali, come si legge ovunque, e come associazione siamo preoccupati che per il 2023 possa sfociare in un problema sociale.
Per ora, non è stata trovata alcuna soluzione a questo problema e, invece, va trovata per evitare che delle famiglie si trovino senza lavoro, visto che le aziende non avendo più possibilità finanziarie andranno a tagliare sul personale o non potranno più pagarlo. Dopo tanto entusiasmo, un po’ di preoccupazione, da questo punto di vista ce lo abbiamo.
Nel nostro territorio, alcuni segnali sono anche molto evidenti, ma se da una parte ci sono aziende che continuano a fare i bonus e a produrre ricchezza, dall’altra ce ne stanno molte in difficoltà”.
Se guardiamo ai macronumeri, “l’anno è stato eccezionale, perché i numeri e i fatturati sono in crescita, ma il problema è finanziario dato che questi crediti acquisiti dalle aziende non possono essere ceduti alle banche”.
Da qualche mese c’è un nuovo governo guidato da Giorgia Meloni. “Ancora c’è poca chiarezza, sicuramente c’è stata la volontà di bloccare il 110, perché creava problemi al bilancio dello Stato, anche se poi, come associazione, non siamo d’accordo, perché sono stati visti solo i costi, e diversi studi hanno dimostrato che le entrate fiscali e quelle da contribuzione dei dipendenti compensano almeno per il 60/70% le uscite dello Stato. Con la legge di bilancio, comunque, il 110 è stato bloccato e dal 25 novembre non è più possibile operare col bonus. Da quando è uscito, ha avuto 16 modifiche di legge, non c’è stata mai stabilità e possibilità di programmazione per le imprese. Una situazione paradossale.
Non c’è stata poi alcuna volontà di risolvere il problema dei crediti fiscali incagliati, perché nella manovra non se ne parla e le banche, che sono soggetti privati, possono scegliere a chi prenderlo o meno e, di solito, optano per aziende strutturate che danno più garanzie, lasciando molti artigiani in mezzo a una strada. Si crea una situazione di squilibrio”.
A febbraio si vota anche per la Regione. “L’edilizia – continua Belli – potrebbe compensare la mancanza del bonus con i fondi del Pnrr, considerando che sulla provincia di Viterbo sono stati finanziati almeno 200 milioni di interventi infrastrutturali. Su questo, il cambio in Regione potrebbe produrre effetti negativi per instabilità politica dovuta al momento di assestamento che si porta poi dietro mancanza di decisioni strategiche. Notiamo comunque che, anche in posti in cui c’è stabilità, c’è un notevole ritardo nell”esecuzione delle gare di appalto e nella progettazione. A oggi, nessun intervento Pnrr è partito sulla città di Viterbo o in provincia o almeno non ci risulta.
Il 2026, che è la data ultima per rendicontare queste cose alla Comunità europea, è davvero alle porte, perché in edilizia tre anni non sono un tempo enorme per realizzare 200 milioni di opere. Su questo siamo preoccupati e non vediamo segnali di accelerazione, sia per mancanza di strutture adeguate, come ci dicono molti, ma anche per inerzia e anche un po’ per ignavia.
C’è da sottolineare che queste opere saranno importanti nella fase di realizzazione, perché ci lavoreranno persone che produrranno fatturati, ma di grande ci sarà anche il cambiamento sociale. I 200 milioni, infatti, serviranno per migliorare le scuole, costruirne di nuove più efficienti, per costruire come nel caso di Viterbo una pista ciclabile…
Permetteranno ai nostri ragazzi di studiare in scuole più sicure e moderne, di avere ospedali, tessuto urbano e strade migliori o alloggi per gli studenti. Effetti positivi di qui ai prossimi 50 anni. Un’occasione irripetibile per la nostra provincia, perché mai più avremo una cifra come questa da investire in infrastrutture. Noi vigileremo e mi auguro che questi soldi vengano spesi bene innanzi tutto e soprattutto vengano spesi presto per non perderli. Non mi sembra ci sia, però, questa consapevolezza, anzi mi sembra che stiamo molto indietro”.
Il nuovo anno quindi “si gioca su quei pochi bonus rimasti e sulle gare e sui lavori Pnrr per cui se non partono questi il settore sarà davvero in crisi, perché l’edilizia abitativa è ferma per l’aumento del costo dei materiali che ha fatto sì che operazioni immobiliari importanti di nuove costruzioni si siano bloccate visto che poi i prezzi di vendita sarebbero stati fuori mercato.
L’unica cosa che rimane è la rigenerazione urbana di cui parliamo ogni anno. La legge regionale è inapplicata perché manca, da parte del Comune, la delibera per renderla tale e non solo nel capoluogo, ma anche in gran parte della provincia.
Il futuro dell’edilizia è nel Pnrr e nella rigenerazione urbana. Forse ero più ottimista all’inizio dello scorso anno per questo un po’ di preoccupazione ce l’ho che tutto questa crescita che c’è stata finora possa sgonfiarsi improvvisamente, creando un danno sociale non indifferente per la nostra città che vive di edilizia, agricoltura e ceramica nella zona di Civita Castellana. Il turismo – conclude – è purtroppo ancora marginale”.
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