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Bilanci di fine anno - Sport - Motocross - Dopo la lunga sosta per malattia, il campione fissa gli obiettivi 2023: "Rivincere il titolo italiano e stare nei primi dieci del mondiale"

Alessandro Lupino: “Ho passato la stagione più brutta della carriera, voglio tornare al top”

di Alessandro Castellani
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Sport - Motocross - Alessandro Lupino in allenamento

Sport – Motocross – Alessandro Lupino in allenamento sotto la pioggia

Sport - Motocross - Alessandro Lupino in allenamento

Sport – Motocross – Alessandro Lupino in allenamento

Alessandro Lupino

Alessandro Lupino

Viterbo – La stagione più brutta della carriera, proprio l’anno dopo quella più bella. Alessandro Lupino non vede l’ora di mettere una pietra sopra al suo terribile 2022. Dopo un’infezione post-operatoria che l’ha costretto a casa praticamente per tutto l’anno, il campione di Viterbo sta lavorando al massimo, con qualsiasi condizione meteo e sempre in sella alla Beta, per tornare ai vertici del motocross.

Come hai vissuto questa stagione così travagliata?
“È stata dura dal punto di vista mentale, forse anche più che quello fisico. Non riuscivo ad accettare il fatto che quella maledetta infezione non passasse mai. Quando arrivi da una stagione bella, sei in fiducia e ti aspetti di poter continuare su quella strada. Invece è stato tutto il contrario”.

Credi che il primo rientro in gara dopo l’operazione sia stato troppo affrettato?
“Forse è vero, ho avuto troppa voglia di tornare, ma non sarebbe cambiato niente. Non ero stato un pazzo, avevo seguito le indicazioni dei medici: mi avevano detto di aspettare 30 giorni prima di salire in sella e io l’ho fatto dopo 28 giorni. Non penso che due giorni abbiano fatto la differenza, l’infezione era troppo estesa per credere che dipendesse tutto da quello”.

Prima dei vari problemi fisici, avevi faticato anche a trovare il feeling con la tua Beta. Cosa c’era che non andava?
“L’elettronica era il problema principale, ma non l’unico, perché la moto era nuova e c’erano diverse cose da sistemare. Un po’ alla volta eravamo riusciti a raggiungere un buon livello, poi la mia malattia ha mandato tutto a monte. Mi dispiace anche per quello: mi sono dovuto fermare proprio quando era il momento di dimostrare il nostro vero valore”.

Adesso come stai?
“Fisicamente sto bene, mi sto allenando regolarmente e sono molto contento dei progressi che abbiamo fatto negli ultimi test con la Beta. Adesso abbiamo una moto veramente competitiva, con cui possiamo toglierci belle soddisfazioni”.

Il che si traduce in…?
“Gli obiettivi sono tornare ai livelli del 2021 e quindi vincere il campionato italiano e stare nei primi dieci del campionato del mondo. Sarà più difficile del 2021, perché c’è Alberto Forato che in questi anni è cresciuto veramente tanto, ma io dopo il 2022 ho tanta voglia di riscatto”.

Come hai organizzato la preparazione invernale?
“Al momento non abbiamo in programma trasferte all’estero. Fino a dopo le feste faremo allenamenti tra Viterbo e Roma, poi ci sposteremo per qualche settimana in Sardegna e torneremo qui per gli Internazionali d’Italia”.

Nel 2023 compirai 32 anni e sarai il pilota con più esperienza al campionato del mondo. Hai fatto caso che quando ci si invecchia di solito si acquista più rispetto?
“In effetti non ci avevo mai pensato, ma è vero. Coi tifosi c’è un rapporto diverso, grazie anche al fatto che i miei risultati sono migliorati sempre più. Mi fa strano vedere dei ragazzi che vengono a chiedermi la foto e magari non erano nemmeno nati quando ho iniziato a correre il mondiale. Ma soprattutto con gli anni è cambiato il mio rapporto con gli avversari, oggi c’è molto più rispetto reciproco”.

Vedi delle differenze tra il giovane Lupino e un ragazzo che esordisce oggi nel campionato del mondo?
“Le cose sono cambiate molto, non so dire se in meglio o in peggio. Io ho iniziato con un carrello e una moto comprati da mio nonno, andavamo a girare sulle piste di Viterbo, bruciavamo pieni di benzina e tornavamo a casa. Adesso i ragazzini sono professionisti già dal minicross: hanno istruttori che li seguono, si allenano tre volte a settimana, viaggiano in lungo e in largo. Il livello si è alzato tantissimo, si arriva al campionato del mondo molto più preparati rispetto a vent’anni fa. Solo che anche le spese che una famiglia deve sostenere per far correre un ragazzino sono aumentate a dismisura. Ci vorrebbe una via di mezzo”.

A livello di atteggiamento, invece, cos’è cambiato?
“Oggi un ragazzino di 15 anni è molto più smaliziato rispetto ai miei tempi e in pista ti affronta senza paura. Ti rispetta, ma non ha timori reverenziali. Forse perché ti vede ogni giorno sui social e quando t’incontra è come se ti conoscesse già”.

Alessandro Castellani


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5 gennaio, 2023

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