Viterbo – 2022 di ripresa e rilancio per la provincia e nel nuovo anno arriverà altro personale attraverso concorsi, perché l’ente si appresta a riavere competenze di un tempo e tornare a essere eletto dai cittadini. Alessandro Romoli fa il bilancio di un anno da presidente e guarda al prossimo, nel quale sono in partenza lavori nelle scuole per 22 milioni di euro e 5 in quattro anni per le strade. Sul suo futuro politico e relative voci che lo vedrebbero in procinto di lasciare Forza Italia: “La situazione è statica, democristiano sono e democristiano resto…”.
Alessandro Romoli
Alessandro Romoli, un anno da presidente della provincia. È arrivato preparato, in quanto era già presente in consiglio, ma è stato come se lo immaginava?
“Era come me l’aspettavo – spiega Alessandro Romoli – anche se qualcosa è cambiato. Oltre alle competenze, sono aumentate le risorse. Sicuramente è stato un anno di ripresa e di rilancio, c’è stato tanto contatto con il territorio, i comuni, le amministrazioni locali, le realtà produttive, associazioni di categoria. Tanti incontri e tanti progetti da portare avanti”.
In cosa si è caratterizzato questo 2022?
“Nell’attività di rilancio e presenza sul territorio, proseguendo nelle linee guida portate avanti dalla precedente amministrazione, con attenzione capillare alle singole realtà”.
Le competenze dell’ente sono aumentate, ma tra le principali rimangono viabilità e scuole. Gioie e dolori, gioie quando si effettuano interventi, dolori quando per le scuole si parla di dimensionamento.
“Per l’edilizia scolastica abbiamo portato a conclusione gare da 22 milioni legate al Pnrr. Al massimo a marzo apriranno i cantieri, quelli più invasivi invece a giugno. Si tratta di un intervento massiccio sulle scuole. Il dimensionamento parte da un punto cruciale, la denatalità ormai imperante. C’è necessità di una riforma a livello centrale, sennò fra sette – otto anni, non solo scuole superiori, ma anche primarie saranno dimezzate, su tutto il territorio provinciale”.
Per la viabilità?
“Grazie all’accordo raggiunto con le aree interne, votato unanimità da tutti, siamo attuatori d’interventi per cinque milioni di euro in 4 anni, poi abbiamo portato avanti con il Mit i lavori sulle strade provinciali e sbloccato dopo 30 anni l’intervento alla rotatoria di Fabrica di Roma. I lavori sono partiti, ma siamo intervenuti anche per appaltare il comparto ponti, riguardano la gran parte delle infrastrutture. Si stanno sistemando le arterie provinciali, anche se c’è chi ancora confonde quelle di proprietà dell’ente da altre, come l’Ortana, non più di nostra competenza”.
La carenza di personale è uno dei problemi della provincia, ha annunciato una serie di concorsi col nuovo anno. Qual è la situazione?
“Attraverso una selezione abbiamo 12 nuovi impiegati, a supporto degli uffici e approvato un nuovo piano di fabbisogno per il prossimo anno. Partiranno concorsi per tutte le categorie. Sarà importante per la provincia, ma anche per i comuni. Le graduatorie saranno a disposizione. Ultimamente, poi, è stato approvato il regolamento all’unanimità sul patrocinio oneroso, che riguarda attività ludico culturali, artistiche. Un ritorno della provincia su questo tema. Il testo potrà essere di supporto alle varie iniziative, potendole supportare anche economicamente”.
Come procede l’idea di recupero per l’Arcionello, l’area verde di Viterbo diventata parco, ma finora più sulla carta che altro?
“Siamo andati avanti, affidato uno studio preliminare a un professionista per poi affidarlo alla regione, un lavoro d’intesa con le associazioni. Abbiamo destinato risorse per ripulire tutta un’area interna affinché sia resa fruibile e i viterbesi possano conoscere la storia di questo luogo”.
Nella casa dei comuni, così lei ha descritto la provincia insediandosi, i sindaci hanno scelto di prenderci la residenza? C’è collaborazione?
“Con i sindaci siamo in contatto quotidianamente, per vari problemi e situazioni, da Talete a tante altre situazioni”.
Con la nuova amministrazione comunale di Viterbo i rapporti non sono ottimi, però. Proprio a partire da diversità d’opinione su Talete. Come va?
“Viterbo per la provincia è al pari d’altre amministrazioni. Abbiamo due approcci alla politica diversi. I problemi io ritengo che vadano affrontati in base alle norme che disciplinano gli stessi, non serve fare vetrina. Poi, ognuno può agire secondo le proprie valutazioni. La sindaca si è insediata da poco e da parte mia c’è disponibilità alla massima collaborazione. Vedremo gli sviluppi col nuovo anno”.
Talete: lei oggi è in grado di scommettere sul futuro della società idrica?
“Secondo me, con la votazione di qualche settimana fa sull’adeguamento tariffario, abbiamo garantito, quantomeno temporaneamente, la tenuta della società. Occorre andare avanti per esternalizzare il 40% delle quote, su cui stiamo procedendo. A gennaio dovrebbe partire la gara, al momento questa è l’unica soluzione che abbiamo. Oltre le chiacchiere, non è arrivata una proposta concreta. Ovviamente, se dovesse pervenire un’alternativa saremo tutti in grado di valutarla e sospendere la procedura”.
Trasversale: il 2023 sarà l’anno in cui vedremo qualche passo avanti per arrivare al compimento dell’opera?
“Da quanto ho letto sembrerebbe di sì, è l’opera fondamentale, insieme al raddoppio della Cassia, da prendere in esame. La trasversale è fondamentale per collegare realtà produttive importanti, da Civitavecchia a Orte, dall’interporto a al porto, oltre a essere importante per migliorare la circolazione nella Tuscia”.
Se Marcello Meroi è stato l’ultimo presidente della provincia vecchia maniera, sotto la sua presidenza si tornerà a un ente nel pieno delle sue funzioni ed eletto dai cittadini? Arriveranno i provvedimenti annunciati dal governo?
“C’è stata una riunione a Bergamo. Tutto pare andare in questa direzione, col suffragio universale e il ritorno delle competenze, queste ultime dovrebbero arrivare nel 2023, mentre alle elezioni si dovrà tornare, man mano che gli enti giungeranno a scadenza naturale. La provincia è un ente di prossimità, quotidianamente i cittadini si rivolgono a noi per diverse necessità, è una presenza più vicina, rispetto a realtà come la regione”.
Le elezioni politiche hanno portato il centrodestra al governo, come valuta i primi passi della premier Giorgia Meloni? Ha avuto qualche indicazione in particolare per il nostro territorio?
“Io ho sostenuto Forza Italia e quindi la premier Meloni. Il governo si sta dimostrando carico d’entusiasmo nell’affrontare tanti problemi. I nostri rappresentanti locali, Mauro Rotelli e Francesco Battistoni rappresentano un buon collegamento col territorio, per le varie esigenze”.
Su di lei si fa un gran parlare del suo futuro politico, c’è chi ipotizza passaggi da un partito all’altro, cosa c’è di vero?
“La situazione è statica, democristiano sono e democristiano resto…”.
Giuseppe Ferlicca
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