Bagnoregio – “Turismo, a Civita la pandemia ha azzerato la situazione precedente al Covid”. Luca Profili è sindaco di Bagnoregio dal 2019. Città dove ricade il borgo di Civita, un tempo morente e oggi una delle realtà turistiche più importanti d’Italia. Ma la situazione, dopo l’emergenza dovuta al virus, è cambiata. “Manca completamente il turismo orientale, soprattutto cinese”, ha detto Profili, cioè il motore dell’economia turistica bagnorese. Andando ai dati, trasmessi al giornale dal sindaco stesso, nel 2022 i turisti italiani hanno rappresentato il 91,39% delle presenze. Subito dopo i flussi provenienti dall’Italia, si trova la Germania (1,64%) e il Giappone (0,73%). Una situazione che, calata prima della pandemia, nel 2019 vedeva al primo posto l’Italia con il 63% delle presenze, al secondo la Cina (10%) e poi il Giappone (5%), gli Stati Uniti (5%) e Taiwan (4%).
Il sindaco di Bagnoregio Luca Profili
Sindaco Luca Profili, quale è stata l’iniziativa più importante del 2022?
“L’iniziativa più importante sono stati i festeggiamenti per i 100 anni del cambio di nome da Bagnorea a Bagnoregio. Quest’estate a luglio, con una serata durante la quale abbiamo premiato le attività storiche del territorio alla presenza di Gianni Letta e al professor Mauro Letterio del centro studi bonaventuriani. E il primo ad usare la parola Bagnoregio fu proprio Dante quando parlò di Bonaventura da Bagnoregio. Dopodiché, molto importante è stata l’iniziativa per i 30 anni della morte dei giudici Falcone e Borsellino cui inaugurammo il parco di fronte a Civita di Bagnoregio nel 2014”.
Invece dal punto di vista turistico cosa è accaduto e cosa succederà?
“Cosa succederà dobbiamo capirlo bene, perché con la pandemia abbiamo vissuto anni complessi. Rispetto a Civita di Bagnoregio le cose sono cambiate molto. Ci sono tanti italiani ma manca completamente il turismo orientale, soprattutto cinese. Un turismo che non è tornato. E dobbiamo cercare di capire come fare meglio e tornare quantomeno ai livelli del 2019. Capire quale politica di promozione mettere in atto. Nel 2019 toccammo i picchi più alti, poi la pandemia ha azzerato tutto”.
E’ iniziata la parabola discendente di Civita di Bagnoregio?
“Non credo. Penso invece che sarebbe comunque arrivato un momento di assestamento. Poi la pandemia ha azzerato la situazione precedente al Covid. Con il turismo asiatico e statunitense che nel 2019 rappresentava il 30-35% del totale dei flussi. Bisogna capire cosa fare da qui in avanti, perché il turismo rappresenta la principale componente economica della città e un punto di riferimento imprescindibile per l’amministrazione”.
Civita di Bagnoregio
A che punto è la candidatura Unesco?
“Un paio di settimane fa ho incontrato il capo di gabinetto del ministro della cultura e ho parlato con il consigliere diplomatico. Per quanto riguarda la Russia, la situazione si è sbloccata. Il comitato mondiale si doveva infatti tenere in Kazàn’, poi la guerra in Ucraina ha rinviato tutto. Nel 2023 il comitato si terrà in Arabia Saudita, anche se non sappiamo ancora in quale mese. Il governo di Giorgia Meloni è a conoscenza della nostra candidatura e la ritiene una candidatura forte, cosa che ci ha rassicurato. C’è comunque da seguirla bene”.
Quale è invece la situazione di Bagnoregio, indipendentemente da Civita?
“L’obiettivo della mia amministrazione è stato fin da subito riversare una parte dei flussi turistici su Bagnoregio e ci siamo riusciti. Ed è la cosa di cui vado più fiero. Abbiamo poi riqualificato tutta una serie di spazi. Abbiamo riqualificato i due terzi dei bagni pubblici e tutta una serie di parchi, vie e piazze. Questo per migliorare l’accoglienza all’interno del paese sia per i turisti che per chi ci abita. E da quest’anno abbiamo visto i primi risultati concreti. Abbiamo fatto anche dei parcheggi esterni riservati solo ai residenti, per non penalizzarli di fronte all’arrivo di tanti turisti, e aperto diversi locali che prima erano chiusi”.
Bagnoregio
Quali sono stati i progetti presentati con il Pnrr?
“Abbiamo innanzitutto ottenuto un finanziamento di 800 mila euro per la costruzione della nuova mensa scolastica che va a completare il plesso delle scuole elementari e medie, e probabilmente il nido comunale. Su Civita avevamo partecipato al progetto della linea A e B sui borghi, ma non è andata bene. All’interno c’erano interventi importanti come l’ex cantina didattica che stiamo comunque portando avanti”.
Il progetto di unire e mettere in sinergia i comuni della Teverina che fine ha fatto?
“La pandemia per certi versi ha unito i sindaci per quanto riguarda le emergenze, per altri versi li ha penalizzati in merito ad alcuni progetti che erano partiti. Uno dei nostri obiettivi è quello di collaborare con le realtà della zona, ma dopo la pandemia le problematiche da affrontare sono tanti”.
Quanto una città come Bagnoregio sente vicino e quanto lontano un capoluogo come Viterbo?
“Credo che Viterbo debba avere l’ambizione di essere il comune capoluogo, non soltanto sulla carta, facendo scelte ambiziose e coraggiose che la rimettano al centro. Se la città dei Papi ritrova la sua centralità potrà considerarsi di nuovo vicina a tutti gli altri paesi della Tuscia, altrimenti non avrà un ruolo da protagonista. Sarebbe un peccato e ne soffrirebbe tutto il territorio”.
Civita di Bagnoregio
Come è cambiato il modo di fare il sindaco dopo il Covid?
“Ci portiamo ancora appresso la pesantezza di quei momenti. Il nostro è un piccolo paese e durante la pandemia abbiamo contattato tutte le persone che si ammalavano. Uno per uno. Un lavoro enorme. Da un lato, la pandemia ha migliorato l’aspetto di vicinanza tra sindaco e popolazione, aumentando il legame con la cittadinanza. Dall’altro mi ha fatto capire le responsabilità che ha un sindaco sulle questioni legate alla salute. Questo, fondamentalmente, l’insegnamento che ci portiamo dietro”.
Come è cambiato, invece, Luca Profili?
“Vivo l’esperienza da sindaco in modo assoluto e totale. Il Covid ha aumentato tutti i miei impegni, lasciandomi soprattutto la consapevolezza del ruolo permettendomi di scoprire tante realtà. Poi, sicuramente, sono tanto stanco”.
Quale sarà il suo futuro politico?
“Ad oggi penso a fare il sindaco e farlo al meglio e proverò a fare un altro mandato. Insomma, proverò a fare quello che mi piace. Se i bagnoresi lo vorranno”.
Quindi nessuna candidatura in vista delle regionali?
“No, nessuna candidatura. A me piace fare il sindaco. Ed è una scelta che vivo con molta serenità”.
Tornasse indietro, cosa non rifarebbe?
“Di fatto rifarei tutto. Se sono state fatte delle scelte è perché le ritenevo giuste. Abbiamo seguito il programma elettorale e fatto anche interventi extra. Forse, guardando indietro, durante il Covid, è stato un po’ esagerato l’utilizzo dei droni. Però era un momento complesso”.
Daniele Camilli
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