Cronaca Giudiziaria

Tribunale - Violenza sessuale - Assolto marito venuto da oltreoceano per sposare un vecchio amore ritrovato su Facebook - L'accusa aveva chiesto 4 anni e quattro mesi - Per la difesa è stato sedotto e abbandonato due volte

Croci sui muri e selfie dal cimitero alla ex moglie…

Violenza Viterbo - (sil.co.) - Croci sui muri e selfie dal cimitero alla ex moglie, l'accusa chiede 4 anni e quattro mesi. Convinto che la moglie gli facesse le corna col fidanzato della figlia, l'avrebbe violentata. Ossessionato dalla gelosia, per controllare ogni suo spostamento, l’avrebbe anche obbligata ad attivare la geolocalizzazione del cellulare. Protagonista un uomo venuto in Italia da oltreoceano, per l'esattezza dal Brasile, per un vecchio amore di gioventù ritrovato su Facebook. E' stato assolto. 

Tuscania - Imputato di maltrattamenti e violenza sessuale un 42enne - Disposta anche una provvisionale di 10mila euro alla vittima - L'accusa aveva chiesto 8 anni di reclusione

Schiavizzata e imprigionata nell’agriturismo bunker, 4 anni a imprenditore

Viterbo - Il tribunale Tuscania - Schiavizzata e imprigionata nell’agriturismo bunker, condannato a 4 anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale aggravati l'ex convivente della vittima.Articoli: Schiavizzata e imprigionata nell’agriturismo-bunker, processo al rush finale - “Schiavizzava le sue vittime tenendole prigioniere nell’agriturismo bunker” – “Mi ha segregata nell’agriturismo, togliendomi auto e cellulare” – “Se mi denunci, prendo il migliore avvocato e orino in bocca ai giudici”

Molestie sul lavoro - Cinquantenne dell'alta Tuscia davanti al gup del tribunale di Grosseto - Quattro le vittime pronte a costituirsi parte civile

“Quando me la dai?”, dirigente accusato di violenza sessuale dalle dipendenti

Tribunale di Grosseto Acquapendente - "Quando me la dai?", sarebbe una delle frasi esplicite con cui approcciava le sue vittime nei corridoi della ditta. Protagonista un dirigente d'azienda di Acquapendente, dove è nato nel 1972, finito davanti al gup del tribunale di Grosseto con le pesanti accuse di violenza sessuale, lesioni e molestie ai danni di quattro dipendenti.

Tribunale - A processo in seguito a un controllo della finanza sulle concessioni demaniali

Settanta barche ormeggiate in riva al lago, assolto ristoratore

Guardia di finanza  Capodimonte - (sil.co.) - Ormeggio per 70 barche sul lago, assolto con formula piena ristoratore. L'imprenditore, di Capodimonte, era finito nei guai nel 2017 in seguito a un controllo dei militari della guardia di finanza sulle concessioni demaniali.Ormeggio per barche abusivo sul lago di Bolsena, alla sbarra un ristoratore

Giallo di Ronciglione - Morte di Sestina Arcuri - Scattata fuori del tribunale durante il processo al 33enne assolto dall'accusa di avere ucciso la fidanzata

Landolfi posta foto della mamma col suo motto: “Male non fare, paura non avere “

Giallo di Ronciglione Ronciglione - "Male non fare, paura non avere", il pugile e operatore sociosanitario Andrea Landolfi, assolto dall'accusa di avere ucciso la fidanzata Maria Sestina Arcuri, posta su Facebook la foto della mamma che, assieme alle zie, indossa fuori del tribunale la t-shirt con lo slogan che lo ha accompagnato fino alla sentenza di primo grado. 

Mafia viterbese - Tre anni fa il blitz - Sventato dai carabinieri l'attentato alla vittima del titolare del salone di bellezza - Si sarebbe servito della banda per risolvere un contenzioso con un cliente insoddisfatto

Il boss Trovato: “Il ristoratore ha bisogno di un’addrizzata”

Mafia a Viterbo - I tredici arrestati Viterbo - Tre anni esatti dopo il blitz dell'operazione Erostrato, si parla di quando il boss Trovato fece la posta al ristoratore per dargli un'addrizzata col martello. Sventato dai carabinieri, è il programmato attentato alla vittima del titolare del salone di bellezza, che si sarebbe servito della banda per risolvere un contenzioso con un cliente insoddisfatto, titolare per l'appunto di un locale non lontano dal centro. 

Tribunale - Operazione Erostrato - In una frase il pm sintetizza il "metodo mafia viterbese" - Al via la discussione del processo per metodo mafioso a Manuel Pecci, Emanuele Erasmi e Ionel Pavel

“La prima volta si ragiona, la seconda si bastona, la terza si rompe il culo…”

Mafia viterbese - Un attentato incendiario (nei riquadri, da sinistra in senso orario, Ionel Pavel, Emanuele Erasmi e Manuel Pecci) Viterbo - Al via la discussione del processo per metodo mafioso a Manuel Pecci, Emanuele Erasmi e Ionel Pavel. "La prima volta si ragiona, la seconda si bastona, la terza si rompe il culo", Tucci ha sintetizzato in una frase il "metodo mafia viterbese". 

Vetralla - Arrestato a novembre dai carabinieri, ha usufruito dello sconto di un terzo della pena

In macchina con oltre un etto di cocaina, patteggia 4 anni e due mesi

Un posto di controllo dei carabinieri Vetralla - (sil.co.) - E' stato condannato a 4 anni e due mesi di reclusione per spaccio - con lo sconto di un terzo del patteggiamento - l'uomo d'origine marocchina arrestato con oltre un etto di cocaina in macchina lo scorso novembre a Vetralla. Un quantitativo di cocaina pura all'87 per cento da cui sarebbe stato possibile ricavare ben 584 dosi. Più di un etto di cocaina in macchina, arrestato

Giallo di Ronciglione - Le motivazioni dell'assoluzione in primo grado di Landolfi - I giudici: "Nonna Mirella non ha mentito per coprire il nipote"

“Un tragico incidente, Andrea e Sestina sono caduti rovinosamente giù per le scale”

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri Ronciglione - "Un tragico incidente che ha visto Andrea e Sestina cadere rovinosamente giù per le scale, con conseguenze rivelatesi fatali per uno di loro". Lo mettono nero su bianco nelle 83 pagine delle motivazioni della sentenza i due giudici togati della corte d'assise del tribunale di Viterbo che lo scorso 19 luglio ha assolto Andrea Landolfi Cudia dalle accuse di omicidio volontario e omissione di soccorso per cui il pubblico ministero Franco Pacifici aveva chiesto una condanna a 25 anni.

Villa San Giovanni in Tuscia - Chiusa dalla cassazione la vicenda delle fioriere della discordia

“Vi prendo a calci nelle palle”, condanna definitiva per ex consigliere che minacciò tre colleghi di minoranza

Il comune di Villa San Giovanni in Tuscia Villa San Giovanni in Tuscia - (sil.co.) - “Vi prendo a calci nelle palle in mezzo alla piazza”, disse l'imputato. Al centro le fioriere della discordia, per cui è stato condannato in via definitiva per avere minacciato tre colleghi di minoranza durante una seduta l'ex consigliere comunale Francesco Gasbarri. Articoli: “Vi prendo a calci nelle palle”, condannato consigliere comunale - “Vi prendo a calci nelle palle in mezzo alla piazza”

Valentano - È la moglie del pastore arrestato sul lago di Mezzano per maltrattamenti in famiglia aggravati

Scappa scalza dal marito che la picchia, lo perdona evitandogli i domiciliari

Carabinieri Valentano - Scappa scalza dal marito che la sta picchiando a sangue e lo fa arrestare. Ma alla fine è lei ad allontanarsi da casa assieme ai figli. Non solo. A distanza di cinque giorni lo perdona, evitandogli i domiciliari.Articoli: Picchiata a sangue fa 7 chilometri scalza, si aggrava la posizione del marito - Picchiata a sangue dal marito, scappa per sette chilometri a piedi scalzi per le campagne

Abusi edilizi sul colle falisco - Parola al consulente dell'ex dirigente Angelo Cecchetti - Tra i sette imputati il costruttore e politico Massimo Ceccarelli

Poggio del Crognolo, la difesa: “La forestale ha sbagliato, il cantiere non andava sospeso”

Montefiascone - Il cantiere sequestrato a Poggio del Crognolo e nel riquadro Massimo Ceccarelli Montefiascone - Abusi edilizi a Poggio del Crognolo, la parola alla difesa: "Ha sbagliato la forestale, il cantiere di Poggio del Crognolo non andava sospeso". E' ripreso ieri con la testimonianza di un consulente di parte il processo al costruttore e politico falisco Massimo Ceccarelli.

Tribunale - L'accusa aveva chiesto 3 anni per Venturino Paparozzi, l'unico voluto arrivare fino in fondo

Usura, si è chiuso con 14 prescrizioni e un’assoluzione il processo ai “canepinesi”

Viterbo - Palazzo di giustizia Canepina - Usura, si è chiuso con 14 prescrizioni e un'assoluzione il processo alla "banda dei canepinesi". Undici anni sulla graticola, dodici col millesimo. Ma alla fine è stato assolto, rinunciando alla prescrizione pur di sentirsi dire che invece era innocente, rischiando una condanna a tre anni di reclusione. Tanto ha chiesto la pm Paola Conti, convinta invece della colpevolezza di Venturino Paparozzi, titolare di un'agenzia di pompe funebri nella sua Canepina.

Valentano - L'uomo, cui sono stati contestati i maltrattamenti aggravati, sarà processato dal collegio - Rischia un inasprimento della misura

Picchiata a sangue fa 7 chilometri scalza, si aggrava la posizione del marito

Carabinieri - Immagine di repertorio Valentano - Si aggrava la posizione del pastore d'origine romena arrestato il 13 gennaio in un casolare della tenuta di 600 ettari sul lago di Mezzano dopo avere picchiato la moglie che, scalza e coperta di sangue, ha percorso 7 chilometri a piedi per chiedere soccorso alla caserma dei carabinieri di Farnese. L'uomo, cui sono stati contestati i maltrattamenti aggravati, rischia un inasprimento della misura.Picchiata a sangue dal marito, scappa per sette chilometri a piedi scalzi per le campagne

Tribunale - Vittima una 57enne - L'uomo è imputato di violenza sessuale e stalking

Ci prova con la moglie del migliore amico e la minaccia: “Ti do due schioppettate e poi ti imbalsamo”

Violenza di genere - Foto di repertorio Capranica - (sil.co.) - Ci prova con la moglie del migliore amico e la minaccia: "Ti do due schioppettate e poi ti imbalsamo". Vittima una 57enne.

Andria - L'uomo li aveva sorpresi mentre stavano cercando di rubare del materiale edile all'esterno della struttura

I parenti della sposa picchiano il custode della sala ricevimenti, tre arresti

Polizia Andria - Pestano il custode della sala ricevimenti dove stavano festeggiando il matrimonio di una cugina. Arrestate dalla polizia tre uomini.

Tribunale - Ma ai carabinieri dà prima un indirizzo inesistente e poi uno fittizio - Finisce a processo per falso

Nella città di palazzo Farnese, vive in un gazebo…

Caprarola - Palazzo Farnese Caprarola - (sil.co.) - Nella città di palazzo Farnese, vive in un gazebo. Sottoposto a libertà vigilata, uno straniero domiciliato a Caprarola dà ai carabinieri un indirizzo inesistente e finisce sotto processo per falso davanti al giudice Roberto Colonnello. Si è scoperto che l'imputato alloggiava in realtà in un gazebo.

Tribunale - Nessun pirata della strada - Imputati di sfruttamento e di simulazione di reato il datore di lavoro e un complice

Operaio con le ossa rotte sul ciglio della strada, non era un incidente ma un infortunio

Carabinieri e polizia al pronto soccorso di Belcolle Viterbo - A Belcolle col bacino, le gambe e una mano rotta, dice di essere stato investito da un pirata che l'ha abbandonato sul ciglio della strada. Dietro c'è una brutta, bruttissima vicenda di sfruttamento del lavoro. Imputati il datore della vittima e il presunto complice, che avrebbe preteso dalla vittima metà della paga giornaliera.Investito e abbandonato sul ciglio della strada

Giustizia - L'annuncio di Marta Cartabia - Conclusi i lavori della commissione interministeriale presieduta dall'ex presidente del tribunale di Viterbo Maria Rosaria Covelli

“Presto interventi per migliorare gli uffici giudiziari”

Maria Rosaria Covelli, presidente del tribunale di Viterbo Roma - "Finalmente una ricognizione articolata della situazione delle 16 corti d’appello e dei 62 tribunali del sud e delle isole: a breve le linee guida, proposte dalla commissione interministeriale per la giustizia al sud, diventeranno proposte concrete di intervento”. Così la ministra della giustizia Marta Cartabia ha annunciato la conclusione dei lavori della commissione interministeriale presieduta dall'ex presidente del tribunale di Viterbo Maria Rosaria Covelli, composta da magistrati, avvocati e operatori del diritto che esercitano la loro professione nelle regioni interessate dall’analisi.

Canosa di Puglia - Era convinto che la vittima fosse un sanitario che riteneva responsabile di un errore che avrebbe causato una grave malattia a un suo parente

Voleva uccidere un infermiere, ma sbaglia persona e ferisce un altro

Polizia Canosa di Puglia - Avrebbe voluto uccidere l'infermiere che riteneva responsabile di un errore sanitario nei confronti di un suo stretto familiare. Ma avrebbe sbagliato persona e a ricevere la coltellata è stata una vittima ignara di tutto.

Cassazione - Imputato un 37enne, secondo cui la droga era per uso personale

Oltre un etto di cocaina in un buco del muro, definitivi 4 anni per spaccio

La suprema corte di Cassazione Viterbo - (sil.co.) - Definitiva la condanna a 4 anni di reclusione per spaccio e 18mila euro di multa di un 37enne arrestato il 23 settembre 2016 con oltre un etto di cocaina. Per l'esattezza 107,2 grammi, da cui erano ricavabili 530 dosi singole medie. Secondo l'imputato la droga era per uso personale. 

Tribunale - Il figlio 16enne era stato minacciato per un debito di droga di 800 euro

Spaccio al Sacrario, assolto “pusher” denunciato da una mamma

Viterbo - Intervento della polizia al Sacrario Viterbo - (sil.co.) - Denunciato dalla madre di un 16enne, è stato assolto un presunto pusher del Sacrario. Avrebbe minacciato mamma e figlio per un debito di droga di 800 euro. Imputato di spaccio e estorsione un operaio edile 28enne per cui l'accusa ha chiesto una condanna a 5 anni di carcere. Articoli: Ricattato dai pusher del Sacrario, la madre: “Per la droga rubava anche alla nonna” - Un 16enne alla madre: “Se non pago 800 euro di fumo a quelli del Sacrario, devo spacciare”

Tribunale - Uno degli imputati è anche parte civile - Risale all'estate 2018 il violentissimo scontro

“Maxirissa a San Faustino, in sette si sono tirati transenne e presi a bottigliate”

Viterbo - Centro storico - Maxirissa a San Faustino - Intervento di polizia e carabinieri Viterbo - "Maxirissa a San Faustino, in sette si sono tirati transenne e presi a bottigliate", hanno detto i primi testimoni. Risale all'estate 2018 il violentissimo scontro. Imputati quattro africani e tre romeni, uno dei quali è anche parte civile. Hanno un'età tra i 28 e i 36 anni. Multimedia: Maxirissa a piazza San Faustino – video 

Tribunale - L'imputato: "Avete mai parlato con la figlia? Chiedete a lei" - Tra le parti civili l'ordine degli psicologi del Lazio

Processo al “santone”, scontro in aula tra mamma Virginia e maestro Lino

Pasquale Gaeta e Virginia Adamo Acquapendente - Processo al "santone", è stato subito scontro in aula tra mamma Virginia e maestro Lino. Non è cambiato molto dall'ultima volta che è venuto al tribunale di Viterbo, nel frattempo, Pasquale Gaeta, il "santone" di Acquapendente chiamato dai proseliti maestro Lino.La mamma che ha denunciato maestro Lino: “Ecco come ho perso mia figlia…”

Tribunale - Sono accusati di falsa testimonianza e rivelazione di segreto d'ufficio

Ubriaco forza posto di blocco, a giudizio il padre e un carabiniere

Carabinieri Tuscania - (sil.co.) - Ubriaco forza posto di blocco, a giudizio il padre e un carabiniere. Sono accusati di falsa testimonianza e rivelazione di segreto d'ufficio. Articoli: Assolti due carabinieri accusati di falso da un 25enne ubriaco alla guida - “I carabinieri mi hanno tirato fuori dalla macchina e preso a cazzotti in faccia” 

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/congratulazioni-per-questo-meraviglioso-traguardo-raggiunto/