Ore contate per la sentenza sul caso Cev. Alle 17,30 il gup Francesco Rigato scioglierà le riserve sul destino dei 38 imputati per abuso d'ufficio ed emissione di fatture false e chiuderà l'udienza preliminare.
Torneranno in aula questa mattina i 38 imputati nell'udienza preliminare per il caso Cev, la maxi inchiesta per abuso d'ufficio ed emissione di fatture false sulla società partecipata del Comune.
Una vita costellata di abbandoni e sofferenze che lo hanno segnato, ma non al punto da renderlo incapace di intendere e di volere. Il passato e la personalità di Giorgio De Vito "sviscerati", in aula, dai periti psichiatrici e dalla madre adottiva.
Spuntano due nuovi indagati nell'ambito dell'inchiesta Kunta Singh, sulla riduzione in schiavitù di cinque allevatori indiani. Si tratterebbe di due uomini, uno del Nord Italia, l'altro residente sul litorale viterbese.
Per i giudici del tribunale di Viterbo, l'uomo l'avrebbe imbavagliata e strappato di dosso una collana. Ma la difesa dissente: in casa c'era solo dna femminile.
Aggrediti fuori da una pizzeria, al ritorno da una serata in discoteca. Uno dei due viene investito poco dopo, dagli stessi ragazzi che lo avevano picchiato. Ieri mattina il processo.
Nove anni di presunti abusi da parte dello zio acquisito. Sei anni di indagini e processo. Una vicenda datata e dolorosa che vede alla sbarra un uomo di Tuscania, imputato per violenza sessuale e, come parte civile, la nipote oggi 19enne.
Continua a tenere banco la questione delle intercettazioni azzerate al processo Dazio. I pm Stefano D'Arma e Fabrizio Tucci sono tornati sull'argomento all'udienza di ieri pomeriggio: l'obiettivo era quello di riuscire a farle riammettere tra le prove a carico degli imputati.
L'avvocato Roberto Fava si lascia andare a qualche commento sulla testimonianza di Angelo Greco. Intanto, prepara l'istanza di scarcerazione per la sua assistita Mariola Henrycka Michta.
- Angelo Greco: "Quel giorno non ero a Roma con la Michta"
Tornerà in aula stamattina Silvano D'Ascanio. Il titolare dell'agenzia pubblicitaria Studio Uno, alla sbarra per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, comparirà per la quinta volta davanti ai giudici del tribunale di Viterbo, insieme a quattro coimputati.
(s.m.) - Arresti domiciliari per Vincenzo Ventura. Così ha deciso il gip Francesco Rigato, all'udienza di convalida del fermo, tenutasi questa mattina alle 9 a Mammagialla. Il 62enne di Fonte Nuova (Roma) che ha travolto e ucciso il ciclista Massimo Faccenda ha risposto per circa un'ora e mezza alle domande del giudice.
Gallery: Il fermo di Ventura * Il Furgone
Video: Il fermo del 62enne * Ecco come lo abbiamo preso
- Tradito dal furgone e dal satellitare - Autotrasportatore sotto torchio per due ore - Oggi l’addio a Massimo Faccenda - Ciclista morto, fermato un uomo - Si cerca un furgone bianco- Stamattina l’autopsia sul ciclista - “Aiutateci a capire chi ha ucciso Massimo” - Auto pirata, si cercano testimoni - Non ce l’ha fatta il ciclista caduto dal dirupo – Ciclista cade in un dirupo
(s.m.) - "Ho accompagnato due volte la Michta a Roma. Ma era parecchio tempo dopo l'omicidio di Marcella". Angelo Greco, chiamato a testimoniare, esclude di essere stato a Roma con la Michta il giorno del delitto, il 3 febbraio 2010.
* Fotocronaca
- Omicidio Rizzello, la Michta non risponde - Omicidio Rizzello, parla la Michta
Seconda parte della battaglia legale che vede l'europarlamentare contro la ex moglie. Il giudice si è riservato sull'aumento dell'assegno di mantenimento.
E' prevista per stamattina la deposizione di Mariola Henrycka Michta, la polacca già condannata a diciott'anni per il delitto Rizzello. Sul banco dei testimoni anche la madre, il padre e il compagno della vittima.
Lavori di pubblica utilità per entrambi i fratelli: otto mesi e otto giorni per uno, dieci mesi e dieci giorni per l'altro. Questa la sentenza per i due baristi vetrallesi accusati di spacciare cocaina nel loro bar.
Depositata in mattinata la perizia psichiatrica su Giorgio De Vito, il 35enne imputato per l'omicidio di Marcella Rizzello, la giovane di Civita Castellana uccisa a coltellate il 3 febbraio 2010.
Quattro mesi e quindici giorni di reclusione, pena sospesa. Ha deciso così il giudice Eugenio Turco, al termine dell'udienza di questa mattina al tribunale di Viterbo.
In aula li ha chiamati "lavoretti". Le servivano per sbarcare il lunario e mantenere suo figlio. In pratica, sarebbero prestazioni sessuali. Prostituzione part-time per arrotondare. Testimonianza-shock ieri mattina in aula.
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La aggredisce, la spintona e le palpa il seno. Ma per i giudici del tribunale di Viterbo non è violenza sessuale. Il reato viene derubricato in percosse e l'uomo è condannato a un mese con la condizionale e assolto dall'altra accusa, quella di molestie.
Assolto perché il fatto non sussiste. Si è chiuso così il processo a D.C., l'ex volontario della Caritas di Civita Castellana denunciato per violenza sessuale da Mariola Henrycka Michta, la 34enne polacca già condannata per l'omicidio di Marcella Rizzello.
Rinviato il processo all'ex direttore generale della Asl Roma H, Mingiacchi, alla sua collaboratrice ed ex dirigente del servizio informatico, Sanna, e al socio Perugini.
E' entrato nel vivo ieri mattina il processo a Giorgio De Vito per l'omicidio di Marcella Rizzello. Sette ore di udienza concentrate sulle tracce sulla scena del delitto: la villetta di Civita in cui il 3 febbraio 2010 fu trovata morta la 30enne uccisa a coltellate davanti alla figlia.
Omicidio Rizzello, la Michta non era a Civita Castellana. Colpo di scena nel processo che vede Giorgio De Vito accusato di aver ucciso a coltellate Marcella Rizzello. Mariola Henricka Michta, che aveva sempre sostenuto di essere a Civita Castellana con De Vito durante il delitto, avrebbe passato la mattinata in un ospedale di Roma.
Militare accusato di violenza sessuale, prosciolto. L'uomo si è sempre dichiarato innocente e ieri il tribunale di Viterbo ha accolto la tesi del suo legale, l'avvocato Giovanni Bartoletti, decidendo per il proscioglimento per vizi procedurali.
E' arrivata dopo otto ore e mezzo di camera di consiglio la sentenza per Francesco Tagliavia, boss mafioso condannato all'ergastolo, isolamento diurno per tre anni e maxirisarcimento per le stragi del '93-'94.
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