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Operai viterbesi morti ad Aprilia - Provvedimento urgente del pm titolare dell'inchiesta - Le analisi dell'Arpa sul percolato parlano di acido solfidrico

Sequestrato l’intero impianto di compostaggio Kyklos

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Fabio Lisei

Fabio Lisei 

Roberto Papini

Roberto Papini 

Aprilia – Sigilli all’impianto Kyklos.

Dopo la morte dei due operai di San Lorenzo Nuovo, Roberto Papini e Fabio Lisei, il pm Luigia Spinelli ha disposto il sequestro preventivo del sito di proprietà dell’Acea.

Il provvedimento è stato eseguito ieri in via di urgenza, a seguito delle prime risultanze dei prelievi dell’Arpa. 

Le analisi chimiche sono ancora in corso. Ma, già durante i prelievi del percolato dall’impianto di Aprilia, i tecnici dell’Arpa avrebbero avvertito un fortissimo odore di uova marce, “tipico dell’idrogeno solforato (acido solfidrico) e dei suoi composti (solfuri)”, scrivono gli specialisti nella loro relazione.

L’Arpa rileva che l’acido solfidrico è “caratterizzato da una spiccata tossicità a elevate concentrazioni” e “in quantità superiore alle 1000 parti per milione provoca collasso immediato con soffocamento anche dopo un singolo respiro”. 

I due operai viterbesi lavoravano per una ditta orvietana. Lunedì mattina, al momento dell’incidente, stavano prelevando il percolato dall’impianto Kyklos con una pompa collegata alla loro cisterna. Una nube tossica li ha travolti e uccisi quasi subito.

Un dramma ancor più inaccettabile perché anomalo, dato che il percolato non è generalmente catalogato come un rifiuto tossico. Si tratta di una sostanza liquida che nasce da infiltrazioni d’acqua nelle masse di rifiuti. Niente più che acqua che fuoriesce dalla spazzatura. Ma la procura di Latina sembra sposare la tesi dell’Arpa: “è altamente probabile che le esalazioni siano state caratterizzate da elevatissime concentrazioni di acido solfidrico”, scrive il pm. Talmente potenti da uccidere praticamente sul colpo persino all’aperto. 

Il sequestro dovrà essere convalidato dal gip del tribunale di Latina. Il pm lo ha disposto d’urgenza, su richiesta dell’avvocato Angelo Di Silvio, difensore della ditta per cui lavoravano i due operai.

Oggi, intanto, sarà affidato l’incarico al medico legale che eseguirà l’autopsia sui corpi di Lisei e Papini. I due operai avevano 44 e 42 anni. Papini era separato. Lisei sposato. Entrambi lasciano due figli. 


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31 luglio, 2014

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