Latina – (sil.co.) – Operai di San Lorenzo Nuovo uccisi da un drammatico infortunio sul lavoro ad Aprilia, chiesto il processo per tutti e sei gli indagati.
Spetta ora al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Latina l’ultima parola. La gip Mara Mattioli si esprimerà sulla delicata questione il prossimo 21 giugno. A distanza di quasi quattro anni dalla tragedia avvenuta il 28 luglio 2014, quando persero la vita, asfissiati da una nube di acido solfidrico, Roberto Papini e Fabio Lisi, di 44 e 42 anni, entrambi di San Lorenzo Nuovo.
Al vaglio del magistrato le sei richieste di rinvio a giudizio, formulate in aula dalla pm Luigia Spinelli, per la morte di Lisi e Papini nell’impianto di compostaggio Kyklos di Aprilia, ora gestito da Acea.
I due lavoratori persero la vita avvelenati dalle esalazioni di acido solfidrico, mentre aspiravano quello che doveva essere innocuo percolato da smaltire in discarica. Per gli inquirenti un omicidio colposo.
Alla luce anche di alcune consulenze e di alcune intercettazioni telefoniche, battendo su una serie di violazioni alle norme sulla sicurezza del lavoro, nei giorni scorsi il pubblico ministero ha sollecitato il processo per l’allora amministratore della Kyklos, ex direttore generale Ama e dirigente Acea, Alessandro Filippi, i dirigenti Kyklos Sebastiano Reveglia e Fabrizio Martinelli, i titolari delle due ditte per cui lavoravano le vittime, Davide e Danilo Mira, di Orvieto, e il rappresentante della Eco 2000 di Perugia, Andrea Pula, che aveva subappaltato alla Mira.
L’udienza è stata quindi aggiornata al 21 giugno per le ultime arringhe delle difese. Poi la decisione del giudice.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY