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Latina - Slitta l'udienza preliminare per i nove indagati

Operai morti ad Aprilia, ancora nessun risarcimento agli orfani

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L'impianto di compostaggio Kyklos di Aprilia - Nei riquadri Roberto Papini e Fabio Lisei

L’impianto di compostaggio Kyklos di Aprilia – Nei riquadri Roberto Papini e Fabio Lisei

Latina – Operai di San Lorenzo Nuovo uccisi da un drammatico infortunio sul lavoro ad Aprilia, slitta a maggio la decisione del gip sulla richiesta di rinvio a giudizio dei 9 indagati. Ancora nessun risarcimento dalle assicurazioni ai familiari delle due vittime che, pronti a costituirsi parte civile, adesso chiedono che nell’eventuale processo entrino anche i responsabili civili. E’ una delle novità dell’udienza preliminare in corso al tribunale di Latina, rinviata a marzo per decidere sulla richiesta dei parenti e a maggio per la discussione.  L’altra novità è che nessuno dei 9 indagati ha chiesto riti alternativi, per cui, se processo sarà, come chiesto dal pm, saranno tutti sul banco degli imputati.

Riepilogando. Il pm ha chiesto 9 rinvii a giudizio, sei per omicidio colposo a carico di persone fisiche e tre a carico di aziende, mentre i familiari delle vittime, compresi quattro orfani, sono pronti a costituirsi parte civile al processo. Non era percolato, ma esalazioni provenienti da rifiuti pericolosi. A perdere la vita, il 28 luglio 2014, asfissiati da una nube di acido solfidrico, furono Roberto Papini e Fabio Lisi, di 44 e 42 anni dipendenti delle ditte Mira di Orvieto, che avevano avuto in subappalto tale attività da una società di Perugia.

Il pm Luigia Spinelli, con le accuse di omicidio colposo ha chiesto il processo per l’allora amministratore della Kyklos, attuale dirigente Acea, Alessandro Filippi; per i dirigenti Kyklos, Sebastiano Reveglia, di Pomezia, e Fabrizio Martinelli, di Ariccia, rispettivamente delegato in materia di sicurezza e responsabile della prevenzione: per i titolari delle due ditte per cui lavoravano le vittime, Davide e Danilo Mira, di Orvieto, padre e figlio; e per il rappresentante della Eco 2000 di Perugia, Andrea Pula. Per violazioni amministrative è stato chiesto inoltre un processo per le stesse Kyklos, rappresentata dal presidente del cda, Luciano Piacentini, Mira Giuseppe snc, nelle persone degli amministratori Davide e Daniele Mira, ed Eco2000, nella persona di Pula.

Il magistrato ha inoltre specificato che il tipo di percolato prelevato dalla Kyklos doveva essere qualificato come rifiuto pericoloso ed essendo invece inquadrato come non pericoloso l’azienda da una parte aveva risparmiato sui costi di smaltimento e dall’altra su quelli delle protezioni di cui dovevano essere dotati i lavoratori. Dalle norme sulla sicurezza del lavoro a quelle ambientali, le violazioni compiute nell’impianto Kyklos di Aprilia sarebbero state tante. E tutte avrebbero concorso a causare la morte dei due operai rimasti asfissiati, nell’estate di tre anni fa, mentre aspiravano dall’impianto di compostaggio percolato da portare in discarica.

A pronunciarsi sulle richieste di giudizio, a maggio, sarà il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Latina, Mara Mattioli.


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6 febbraio, 2017

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