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Viterbo - Primo trasporto per Spirale di fede, la minimacchina del Pilastro - Piccoli facchini impeccabili, fra due ali di folla, guidati da Pino Loddo

Un trionfo di bellezza, eleganza e luce

di Giuseppe Ferlicca
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Santa Rosa - Mini macchina Pilastro

Santa Rosa – Minimacchina Pilastro

Santa Rosa - Mini macchina Pilastro - Pino Loddo

Santa Rosa – Minimacchina Pilastro – Pino Loddo

Santa Rosa - Mini macchina Pilastro

Santa Rosa – Minimacchina Pilastro

Santa Rosa - Mini macchina Pilastro - Loddo e Mecarini

Santa Rosa – Minimacchina Pilastro – Loddo e Mecarini

Santa Rosa - Mini macchina Pilastro

Santa Rosa – Minimacchina Pilastro

Santa Rosa - Mini macchina Pilastro

Santa Rosa – Minimacchina Pilastro

Santa Rosa - Mini macchina Pilastro

Santa Rosa – Minimacchina Pilastro

Santa Rosa - Mini macchina Pilastro - Angelo Loddo

Santa Rosa – Minimacchina Pilastro – Angelo Loddo

Santa Rosa - Mini macchina Pilastro - Di Luisa

Santa Rosa – Minimacchina Pilastro – Di Luisa

Santa Rosa - Mini macchina Pilastro - Pino Loddo

Santa Rosa – Minimacchina Pilastro – Pino Loddo

Viterbo – Sono grandi questi facchini (fotocronaca: i voltislide –  la partenzaslide –  il trasportoslide – video: il trasportola macchina).

Con amore, devozione e sacrificio, ieri sera al Pilastro hanno portato a compimento un trasporto memorabile. E il debutto di Spirale di Fede è stato un capolavoro, perché la minimacchina, riproduzione di quella uscita dal 1979 al 1985, è un capolavoro.

Bella, alta, elegante. Portata con maestria dai piccoli, ma grandi facchini, grazie agli ordini impartiti dal capofacchino Pino Loddo. “Si porta bene”. Ripete durante le soste.

Da subito a suo agio, tanto da scherzare con i suoi “uomini” e il pubblico a ogni fermata, con la Macchina che scivola via, una girata allo slargo di fronte al bar, l’altra davanti alla chiesa, quindi all’arrivo.

Passa con sicurezza su viale Buozzi, fra gli alberi. Porta in trionfo santa Rosa, che svettava lassù in alto, a dodici metri. Fra due ali di folla. In estasi.

Al Pilastro la sera del 30 il percorso è sempre pieno, ma così tanta gente come ieri, non se ne ricorda da tempo. E’ stato tutto perfetto, impeccabile.

La nuova – vecchia Macchina si è già conquistata un posto importante nel cuore dei viterbesi, quel posto che probabilmente non ha mai abbandonato.

Tanto è l’entusiasmo che più di una persona lungo il percorso si lascia sfuggire: “E’ più bella di quella del tre settembre”.

Il nuovo modello piace a tutti. Non fa paragoni, ma Spirale di Fede tutta made in Viterbo, costruita da artigiani locali, piace molto anche al sindaco Leonardo Michelini.

Partenza alle 21.46, Spirale di Fede si è appoggiata per l’ultima volta sui cavalletti alle 23.26. Quando è esplosa la festa e dal presidente del comitato festeggiamenti Angelo Loddo, è partito il coro: “Luca, Luca, Luca…”.

Il saluto di tutto il Pilastro a un “pilastro” del comitato, Luca Brancadoro, che se n’è andato due mesi fa.

A lui sono state dedicate le girate, a lui è andato lo sguardo verso l’alto una volta appoggiata la Macchina, il saluto a un amico che non c’è più.

“Ma che sono sicuro – dice Angelo Loddo – stasera è qui con noi. Allo stesso posto, guida posteriore, com’è sempre stato per sedici anni.

Era sempre pronto a dare una mano quando c’era un problema, bastava uno sguardo e mi diceva tranquillo, vai avanti”.

Il comitato ha voluto prima della partenza, consegnare una targa al suo datore di lavoro, Nocilli. La condivisione di un dolore e un modo di dire grazie: “Perché ogni anno – ricorda Loddo – i venti giorni prima del trasporto lui era lasciato libero dagli impegni e questo per noi ha significato molto”.

Sotto la Macchina a ogni fermata si sorride, ci si abbraccia. Qualche giovane facchino non regge all’emozione. Si stringe ai compagni, a sua madre, piangendo.

Ma sotto, i leoni del Pilastro, come li chiama Pino Loddo, sono concentratissimi. “Abbiamo detto di rallentare il passo – spiega Angelo Loddo – più morbido, per gustare ogni momento.

Quando si arriva in fondo è finita”. Se può durare un po’ di più è una gioia per tutti.

Anche don Flavio è rapito da Spirale di Fede: “Quando è stata fatta la prova luci – dice alla sosta di fronte alla chiesa – era bella, ma non così. E’ impressionante”.

E’ già tempo di ripartire, l’ultimo tratto fino all’edicola.

Pino Loddo coinvolge il pubblico, chiama sotti i suoi uomini e scherza. Quando arriva il momento dei cavalletti, anziché incitarli con, sotto, dice: “Cavalletti, a casa”.

In questo caso disobbediscono agli ordini. Anche loro vanno al posto che gli compete.

La dedica del trasporto è a Rosario Valeri. Ideatore con la moglie di Spirale di Fede.

La riproduzione è motivo d’orgoglio. “Perché – dice Angelo Loddo alla partenza – completamente realizzata da artigiani viterbesi”.

Al via ci sono tutti, autorità, amministratori, i responsabili Aves, per ringraziarli dell’ospitalità quando si è trattato di pesare la Macchina, il presidente del Sodalizio Mecarini e il capofacchino Rossi. Il vescovo Fumagalli impartisce la benedizione e c’è un ospite speciale, Nello Celestini. Lui Spirale di Fede, l’originale, l’ha guidata da capofacchino. Il trasporto ha pure un padrino, il campione Di Luisa.

Sotto Spirale di Fede anche l’abbraccio fra Pilastro e comitato Centro storico. “Oggi gli amici del centro storico sono qui – dice Angelo Loddo – a noi il compito d’aprire i festeggiamenti con il trasporto, ma il primo saremo a tutti a vedere la mini macchina del centro, per arrivare all’apoteosi del tre settembre”.

Giuseppe Ferlicca


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31 agosto, 2014

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