Viterbo – Appalti truccati per cinque milioni di euro, una società nel mirino e dipendenti comunali nei guai.
E’ il bilancio dell’operazione Led (video: Carabinieri e forestale; “Smantellato un sistema” – Le immagini dell’operazione Led – fotocronaca – slide): tre arresti e sette indagati a piede libero per turbativa d’asta. Tre gli appalti finiti sotto la lente della magistratura, banditi dai comuni di Civita Castellana, Grotte di Castro e Villa San Giovanni in Tuscia.
La forestale ha iniziato a indagare nel 2014, dopo una segnalazione arrivata agli uffici del Nipaf (Nuclei di polizia ambientale e forestale) di via Pacinotti. Col supporto dei carabinieri del nucleo investigativo dal 2015.
Appalti di illuminazione pubblica per centri abitati e pubblici edifici come scuole e comuni. Tutti vinti dalla Cpm srl, società con sede a Recanati (Macerata) e sede legale a Terni, attiva nei settori di illuminazione, climatizzazione e termoidraulica.
La gara più ghiotta era quella di Civita Castellana: 4,7 milioni di euro come base d’asta per lavori della durata di 15 anni. E la possibilità di aumentare la posta in gioco pompando gli introiti annuali da 300mila euro fino a circa 700mila euro. Il tutto grazie all’abilità dei vertici societari: agli arresti domiciliari sono finiti il titolare, l’amministratore delegato e il responsabile dell’area commerciale della società, quest’ultimo interfaccia tra l’azienda e i comuni. Sono di origine marchigiana e ternana. Viterbesi gli indagati a piede libero, dipendenti comunali dei comuni di Grotte, Villa San Giovanni e Civita Castellana o consulenti esterni. Per lo più geometri, ingegneri e responsabili di area tecnica che hanno gestito l’iter degli appalti incriminati. Sotto inchiesta anche l’assessore ai Lavori pubblici di Civita Castellana Sergio Annesi.
“Un’operazione a carattere interregionale, che ha coinvolto Lazio, Umbria e Marche e tenuto impegnati sessanta uomini tra carabinieri e forestale – spiega il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Mauro Conte -. Uno degli arrestati lo abbiamo fermato sulle piste da sci di Ortisei”.
Le ordinanze d’arresto, chieste dai pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma, sono state emesse dal gip del tribunale di Viterbo Stefano Pepe.
Prove tecniche di assemblaggio forestale – carabinieri, dopo la firma del decreto che ufficializza la fusione dei due corpi e l’assorbimento della forestale nel Noe, Nucleo operativo ecologico dei militari. “E’ stato un buon banco di prova – spiega il comandante provinciale della forestale di Viterbo e Rieti, Giovanni Coviello -. La sinergia è stata produttiva: abbiamo lavorato fianco a fianco in un clima di collaborazione che ha portato frutto”.
Stefania Moretti
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