Viterbo – L’inchiesta Led al vaglio del Riesame.
Si è svolta nei giorni scorsi la prima udienza davanti ai giudici romani per i fratelli Alessandro e Luca Tramannoni, imprenditori di Ancona, uno amministratore delegato e l’altro socio della Cpm Gestioni Termiche srl.
L’azienda, specializzata in impianti termici, di illuminazione e climatizzazione, ha vinto diverse gare d’appalto in provincia. Tre sono finite sotto la lente della magistratura viterbese nell’inchiesta “Led”, dal tipo di servizi aggiudicati dai comuni di Civita Castellana, Grotte di Castro e Villa San Giovanni in Tuscia. Almeno dieci persone sotto inchiesta per turbativa d’asta, tre delle quali (i Tramannoni e il direttore commerciale di area tirrenica della Cpm, Massimiliano Sanzogni) agli arresti domiciliari. Nel registro degli indagati anche il sindaco di Villa San Giovanni in Tuscia Mario Giulianelli e l’assessore civitonico (dimissionario) Sergio Annesi.
Sul ricorso della difesa dei Tramannoni, discusso a inizio settimana scorsa, i giudici romani non si sono ancora pronunciati. Nei prossimi giorni, anche Sanzogni comparirà davanti al tribunale del Riesame per gli stessi motivi dei Tramannoni: impugnare l’ordinanza d’arresto e chiederne la revoca.
Per ora, il direttore commerciale ha ottenuto dei permessi per motivi familiari: potrà uscire di casa una volta a settimana. Ma la difesa – avvocato Daniele Nobili – punta a ottenere lo stop ai domiciliari.
L’inchiesta Led parte nel 2014. I pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma coordinano inizialmente il Nipaf della forestale; dal 2015 in poi, anche il nucleo investigativo dei carabinieri partecipa alle indagini.
Appalti di illuminazione pubblica per centri abitati e pubblici edifici come scuole e comuni. Tutti vinti dalla Cpm srl, società con sede a Recanati (Macerata) e sede legale a Terni, attiva nei settori di illuminazione, climatizzazione e termoidraulica.
La gara più ghiotta era quella di Civita Castellana: 4,7 milioni di euro come base d’asta per lavori della durata di 15 anni. E la possibilità di aumentare la posta in gioco pompando gli introiti annuali da 300mila euro fino a circa 700mila euro. Il tutto grazie all’abilità dei vertici societari: agli arresti domiciliari sono finiti il titolare, l’amministratore delegato e il responsabile dell’area commerciale della società, quest’ultimo interfaccia tra l’azienda e i comuni. Sono di origine marchigiana e ternana. Viterbesi gli indagati a piede libero, dipendenti comunali dei comuni di Grotte, Villa San Giovanni e Civita Castellana o consulenti esterni. Per lo più geometri, ingegneri e responsabili di area tecnica che hanno gestito l’iter degli appalti incriminati.
Il blitz è scattato all’alba del 17 febbraio, quando gli investigatori sono andati a bussare alla porta degli indagati con mandati di perquisizione e d’arresto. Alessandro Tramannoni è stato fermato sulle piste da sci di Ortisei, dove si trovava in vacanza con la famiglia. Un’operazione a carattere interregionale, che ha coinvolto Lazio, Umbria e Marche e tenuto impegnati sessanta uomini tra carabinieri e forestale.
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