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Civita Castellana - Operazione Led - L'amministratore delegato della Cpm intercettato

“Noi la gara la vinciamo comunque”

di Stefania Moretti
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Civita Castellana - L'assessore Sergio Annesi

Civita Castellana – L’assessore Sergio Annesi

Operazione Led - Gli arrestati - Alessandro Tramannoni

Operazione Led – Gli arrestati – Alessandro Tramannoni, amministratore delegato della Cpm

Massimiliano Sanzogni, direttore commerciale Area Tirrenica della Cpm

Operazione Led – Gli arrestati – Massimiliano Sanzogni, direttore commerciale Area Tirrenica della Cpm

Operazione Led - Carabinieri e forestale - Tre arresti per turbativa d'asta

Operazione Led – Carabinieri e forestale – Tre arresti per turbativa d’asta

Operazione Led - Carabinieri e forestale - Tre arresti per turbativa d'asta

Operazione Led – Carabinieri e forestale – Tre arresti per turbativa d’asta

Operazione Led - Carabinieri e forestale - Tre arresti per turbativa d'asta

Operazione Led – Carabinieri e forestale – Tre arresti per turbativa d’asta 

Civita Castellana – Un quadro “desolante” e “sconfortante”.
E’ quello che per il gip di Viterbo Stefano Pepe emerge dall’operazione Led: tre arrestati e almeno sette indagati per turbativa d’asta, tra imprenditori ‘affamati di appalti’ e dipendenti pubblici che li avrebbero assecondati.

Dalle 73 pagine di ordinanza d’arresto, l’immagine della pubblica amministrazione esce svilita. Se, in effetti, le condotte degli imprenditori appaiono mosse da uno scopo identificato e identificabile che è quello del profitto, la nonchalance con cui i pubblici funzionari indagati sembrano mettersi a disposizione dell’azienda è incomprensibile.


L’appalto di Civita Castellana

L’operazione Led di carabinieri e forestale prende il nome dal tipo di lavori commissionati: appalti per l’illuminazione pubblica di centri abitati, scuole e comuni. Tre aggiudicazioni, per gli inquirenti, sono sospette. E sono tutte alla Cpm, azienda di Recanati (Macerata), per gli appalti di Grotte di Castro, Villa San Giovanni in Tuscia e Civita Castellana. In arresto finiscono l’amministratore delegato Alessandro Tramannoni, il socio e fratello Luca Tramannoni e il direttore d’area commerciale Massimiliano Sanzogni. Gli indagati nella Tuscia sono almeno 7, quasi tutti impiegati dei comuni che hanno curato l’iter degli appalti, ma anche pubblici amministratori come il sindaco di Villa San Giovanni Mario Giulianelli e l’assessore ai Lavori pubblici di Civita Sergio Annesi. Che si è dimesso per questioni di opportunità. Ma non è il suo il nome più ricorrente nella ricostruzione  del gip.

L’appalto di Civita Castellana è quello più ghiotto: 2,5 milioni di euro, l’importo a base d’asta in una prima gara che va deserta. Nella seconda gara viene elevato a 4,7 milioni. Per eseguirla, c’è in ballo un finanziamento della Regione Lazio che impone una tempistica precisa se non si vuole rischiare di perderlo. E’ su questo appalto, il più importante tra quelli incriminati, che si concentrano tre quarti dell’ordinanza d’arresto.


“Il nostro amico a Civita…”

Stando agli atti di indagine, la Cpm aveva come suo ‘gancio’ al comune di Civita Castellana l’ingegner Piero Peri, consulente esterno. Molti i contatti anche con il responsabile dell’ufficio tecnico Giovanni Te’, ma è Peri che gli imprenditori menzionano più spesso. I Tramannoni e Sanzogni lo chiamano “il nostro amico a Civita”, “il nostro caro ingegnere”, “il nostro referente”. Ridendo, intercettati, gli arrestati osservano che “l’ingegnere è stato di grosso aiuto” e che “la sua parte l’ha fatta alla grande”. Per i pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci si riferiscono sempre a Peri, il cui “stretto rapporto” con la Cpm non passa inosservato nel comune civitonico, tanto da creare spaccature sulle modalità di lavoro. Un impiegato in particolare (etichettato come “rompiscatole” dai vertici Cpm in un’intercettazione) non sembra gradire tutta questa confidenza con l’azienda e “si lascia andare a sospetti che Peri possa avere qualche interesse nella gara”. Interessi personali non sono emersi dall’inchiesta: la procura contesta unicamente il reato di turbativa d’asta per le intromissioni della Cpm nella preparazione della gara d’appalto.


“Un bando su misura per la società dei Tramannoni”

Intromissioni numerose e variegate. Dai “rilievi critici” sollevati dalla ditta perfino su com’era stato pubblicato il bando, alle “bozze revisionate del capitolato predisposte dalla Cpm”. Fino agli incontri “presso gli studi privati dell’ingegner Peri e dell’assessore Annesi e quindi fuori dall’ambiente ‘naturale’ della casa comunale”.

Uno scenario che fa parlare il gip di “mescolamento di interessi pubblici e privati”, “predisposizione di un bando su misura per la società dei Tramannoni” e “totale asservimento dei pubblici ufficiali”.  “Gli odierni indagati – prosegue l’ordinanza d’arresto – agiscono nel più totale disprezzo delle norme poste a garanzia del buon andamento e della imparzialità della pubblica amministrazione nell’affidamento di appalti pubblici (…), con assoluta disinvoltura, senza alcuna titubanza. Prova questa, del fatto che essi traevano forza dal sistema illecito creato”. Talmente tanta forza e sicurezza da far dire all’amministratore delegato della Cpm, Alessandro Tramannoni: “Noi la gara la vinciamo comunque”.

Stefania Moretti


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19 febbraio, 2016

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