Civita Castellana – Non ha risposto alle domande dei pm. Ma solo perché aspetta di leggere le carte.
Sergio Annesi, ex assessore al comune di Civita Castellana, è comparso in procura nei giorni scorsi per un confronto con gli inquirenti titolari dell’inchiesta Led. L’ennesimo terremoto sull’affidamento di appalti in provincia.
Tre le gare nel mirino di carabinieri e forestale, bandite dai comuni di Villa San Giovanni in Tuscia, Grotte di Castro e Civita Castellana. L’ultima è quella che interessa Annesi, indagato a piede libero per turbativa d’asta. Che, tradotto, significherebbe aver favorito la Cpm Gestioni termiche nell’aggiudicazione di un appalto plurimilionario per la pubblica illuminazione.
Annesi si è dimesso subito, per non mettere in difficoltà il suo comune. Assistito dagli avvocati Roberto Massatani e Gino Salvatori, aspetta di leggere quanto scritto a suo carico dagli investigatori. Per potersi difendere. E, magari, a quel punto, chiedere lui stesso un interrogatorio per spiegare.
Dei tre, l’appalto di Civita è quello più corposo: valore complessivo di 4,7 milioni di euro, per la durata di 15 anni e la possibilità, secondo gli investigatori, di aumentare la posta in gioco fino a circa 700mila euro annui dai 315mila euro iniziali.
Una prima gara, con importo da 2,5 milioni, va deserta. La seconda, maggiorata a oltre 4 milioni e mezzo, impone tempi stretti, se non si vuole rischiare di perdere il finanziamento regionale. Su Annesi pesano soprattutto gli incontri nel suo ufficio privato, fuori dal comune di Civita, con gli imprenditori della Cpm. Incontri che si sarebbero svolti anche nello studio privato dell’ingegnere (indagato) Piero Peri, consulente esterno del comune civitonico. L’uomo che i vertici Cpm trattano in tutto e per tutto come il loro ‘gancio’ con l’ente pubblico.
Gli investigatori indagavano da due anni. Prima il Nipaf della forestale. Poi anche i carabinieri del nucleo investigativo.
L’operazione, che prende il nome dal tipo di lavori commissionati, è scattata all’alba del 17 febbraio. Gli investigatori sono andati a bussare alla porta degli indagati con mandati di perquisizione e d’arresto. Ai domiciliari i vertici della Cpm Gestioni Termiche: i fratelli Alessandro e Luca Tramannoni, rispettivamente amministratore delegato e socio dell’azienda, e Massimiliano Sanzogni, direttore commerciale area Tirrenica.
Tre arrestati e almeno sette indagati, tra cui anche il sindaco di Villa san Giovanni in Tuscia Mario Giulianelli. E le indagini non finiscono qui.
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