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Tribunale - Turbativa d'asta - Mancano i testimoni dell'accusa, "Led bis" finisce prima di cominciare - Tra i dieci imputati anche pubblici amministratori

Appalti pubblici truccati, verso la prescrizione il processo a ex sindaco e assessore

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Civita Castellana - La lettera di dimissioni dell''assessore Sergio Annesi

Civita Castellana – La lettera di dimissioni dell”assessore Sergio Annesi


Viterbo – (sil.co.) – Operazione Led da record, è destinato a finire sotto la pietra tombale della prescrizione prima ancora di cominciare il processo bis per turbativa d’asta.

E’ il procedimento scaturito da uno dei filoni della maxinchiesta della procura sfociata in tre arresti il 17 febbraio 2016, partita da un appalto sospetto per la pubblica illuminazione di Civita Castellana da 4,7 milioni di euro per 15 anni. Un terzo processo è finito a Terni.

Ieri mattina il processo sarebbe dovuto entrare nel vivo coi primi testimoni dell’accusa, nessuno dei quali presente in aula, per cui la giudice Elisabetta Massini, costretta a rinviare e realizzata l’ormai prossima prescrizione, ha fissato al prossimo 12 dicembre l’udienza in  cui sarà formalizzata.  

Imputati di turbativa d’asta in concorso con altre otto persone sono Mario Giulianelli e Sergio Annesi, rispettivamente ex sindaco di Villa San Giovani in Tuscia ed ex assessore comunale ai lavori pubblici di Civita Castellana, per fatti risalenti al 2014-2015. Annesi a suo tempo, saputo di essere indagato, si dimise. 

L’appalto di Villa San Giovanni in Tuscia finito al centro dell’inchiesta è un appalto biennale: 66mila euro per la gestione dell’illuminazione pubblica del paese. A Grotte di Castro un appalto del valore di circa 197mila e 500 euro. 


Villa San Giovanni in Tuscia - Nel riquadro il sindaco Mario Giulianelli

Villa San Giovanni in Tuscia – Nel riquadro l’ex sindaco Mario Giulianelli


A suo tempo indagati a piede libero, sono stati rinviati a giudizio in dieci, nell’ambito dell’inchiesta su tre presunti appalti pilotati per l’illuminazione pubblica e impianti termici a Civita Castellana, Villa San Giovanni in Tuscia e Grotte di Castro.

Oltre a Sergio Annesi e Mario Giulianelli, dovevano rispondere di turbativa d’asta in concorso: il presidente della Cpm, Renzo Tramannoni; il responsabile dell’ufficio tecnico di Civita Castellana, Giovanni Te’; l’ingegnere Piero Peri, consulente esterno del comune civitonico; Angelo e Nazareno Del Soldato, zio e nipote, uno consulente del comune di Grotte di Castro, l’altro addetto all’ufficio tecnico; l’ingegnere Giorgio Bianchi, sempre per il comune di Grotte di Castro; gli altri due sono Antonio Bianchi e Alessio Gigli.

Gli imputati erano già comparsi il 6 luglio 2020 davanti al giudice Massini, costretta all’epoca a rinviare di due mesi l’udienza di ammissione prove in seguito alle disposizioni in vigore contro l’emergenza Coronavirus. Ieri avrebbero finalmente dovuto essere sentiti i primi degli otto testimoni dell’accusa. 


Operazione Led - Carabinieri e forestale - Tre arresti per turbativa d'asta

Operazione Led – Carabinieri e forestale 


Tre condanne nel 2021 

A processo col giudizio immediato, per turbativa d’asta in concorso, sono finiti nel 2016 i fratelli Alessandro e Luca Tramannoni, rispettivamente amministratore delegato e socio della Cpm Gestioni termiche di Recanati (Macerata), e il direttore commerciale di Area Tirrenica Massimiliano Sanzogni. 

Il processo di primo grado si è chiuso il 5 febbraio 2021 dopo cinque anni, davanti al giudice Silvia Mattei, con la condanna dei tre imputati. Sanzogni è stato condannato a un anno, un mese e 500 euro di multa. Alessandro Tramannoni è stato condannato a un anno e 400 euro di multa. Luca Tramannoni, assolto da uno dei capi d’imputazione, è stato condannato a otto mesi e 250 euro di multa. Per tutti e tre il giudice ha disposto la sospensione condizionale della pena.


Corruzione, a Terni il filone “cena di pesce”

E’ finito invece a Terni il terzo filone, per corruzione. Al centro “una cena di pesce, pagata dalla Cpm con la carta di credito offerta a 6-7 amministratori”. Più volte i legali, durante la discussione, hanno definito i propri assistiti “banda degli onesti”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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29 marzo, 2022

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