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Viterbo - Caffeina 2017 - Il cantante conquista piazza san Lorenzo eseguendo l'opera con lo spettacolo "Madamina, il catalogo è questo" insieme alla soprano Scilla Cristiano e i cameristi del maggio fiorentino
Narratore, baritono, comico. Elio di Elio e le storie tese, ieri, ha conquistato il pubblico di Caffeina a piazza san Lorenzo con lo spettacolo “Madamina, il catalogo è questo”. È salito sul palco, completo rosso, occhiale tondo e capello laccato con la riga di lato.
A metà tra il serio e la presa in giro, ha esordito: “Vi racconto la favola del Flauto magico”, e così ha iniziato a leggere.
Narratore impeccabile, ha interpretato e strappato sorrisi con la sua ironia e il suo atteggiamento buffo, proprio come l’opera che ha raccontato.
Si è calato poi nelle vesti di baritono e ha eseguito arie, suonando il flauto traverso in un botta e risposta coi cameristi del maggio musicale fiorentino che lo accompagnavano sul palco.
Insieme a lui, la soprano Scilla Cristiano che, con le sue interpretazioni, ha fatto venire qualche brivido sulla pelle. E non certo per il freddo.
“L’aria della regina della notte” ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso. Con lei, Elio ha anche duettato: l’aria di “Papageno e Papagena” è stata esilarante, con entrambi i cantanti che, al collo, portavano una sciarpa di piume, nera per lui, rossa per lei. Elio, senza scomporsi e sguardo sullo spartito, ha cantato, in tedesco, con voce bassa e calda. La Cristiano, più disinvolta, gli girava intorno.
Ha coinvolto il pubblico, specie dopo le esecuzioni della Cristiano, quando si rivolgeva agli spettatori chiedendo se fosse tutto chiaro, ironizzando sul fatto che cantasse in tedesco.
Dopo il “Flauto magico”, Elio e la Cristiano hanno eseguito opere di Mozart, Rossini e Offenbach.
“Abbiamo ascoltato il collega compositore Mozart – ha detto scherzando -. Purtroppo è morto, però, mi hanno detto che c’è il logo, quindi, siamo tranquilli”.
Ha quindi cantato “L’aria del catalogo” e quando gli spartiti volavano per il vento ha scherzato: “Sono gli inconvenienti di chi suona dal vivo, ecco perché dico che è meglio il playback o il rap. Il rap non ha questi problemi”.
Quindi: “Possiamo andare avanti con un altro collega – ha detto Elio -, si tratta di Rossini, anche lui bravo e, purtroppo, morto, anche se è meglio di molti che sono vivi”.
Di lui, ha eseguito “Largo al factotum”. Esilarante. I musicisti hanno iniziato a suonare mentre Elio si sistemava i capelli e si stirava la giacca. Qualche respiro e poi via con le parole. Ogni tanto, nel prendere fiato, dopo i pezzi vocalmente più impegnativi, si sventolava, gonfiava le guance e poi ricominciava.
Stesso copione anche con ‘La chanson du bébé’, “che io – ha detto Elio prima di eseguirla – ho riadattato e tradotto in ‘la canzone del bébé'”. Dopo di lui una splendida Cristiano ne “La bambola” di Offenbach che ha chiuso la serata.
Il pubblico però li ha richiamati sul palco. “Immagino che vorrete un bis – ha detto Elio – e siccome è la seconda volta che facciamo questo spettacolo, non ci siamo abituati. La prima volta ce ne siamo dimenticati, invece, stasera ne abbiamo preparato uno”. E’ così che i due hanno lasciato la piazza a suon di ‘miao’ con il “Duetto dei gatti”.
Paola Pierdomenico
Il video di Elio nello spettacolo “Madamina, il catalogo è questo”