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Viterbo - Caffeina 2017 - Federico Zampaglione, frontman dei Tiromancino, emoziona piazza san Lorenzo presentando il romanzo scritto a quattro mani con Giacomo Gensini con lui sul palco

Un libro a tempo di musica…

di Paola Pierdomenico
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Caffeina 2017 - La presentazione del libro di Zampaglione e Gensini

Caffeina 2017 – La presentazione del libro di Zampaglione e Gensini

Caffeina 2017 - Federico Zampaglione

Caffeina 2017 – Federico Zampaglione

Caffeina 2017 - Federico Zampaglione

Caffeina 2017 – Federico Zampaglione

Caffeina 2017 - Giacomo Gensini

Caffeina 2017 – Giacomo Gensini

Caffeina 2017 - Federico Zampaglione

Caffeina 2017 – Federico Zampaglione

Caffeina 2017 - La presentazione del libro di Zampaglione e Gensini

Caffeina 2017 – La presentazione del libro di Zampaglione e Gensini

Caffeina 2017 - La presentazione del libro di Zampaglione e Gensini

Caffeina 2017 – La presentazione del libro di Zampaglione e Gensini

Caffeina 2017 - La presentazione del libro di Zampaglione e Gensini

Caffeina 2017 – La presentazione del libro di Zampaglione e Gensini

Caffeina 2017 - Il pubblico alla presentazione del libro di Zampaglione e Gensini

Caffeina 2017 – Il pubblico alla presentazione del libro di Zampaglione e Gensini

Caffeina 2017 - La presentazione del libro di Zampaglione e Gensini

Caffeina 2017 – La presentazione del libro di Zampaglione e Gensini

Caffeina 2017 - Il pubblico alla presentazione del libro di Zampaglione e Gensini

Caffeina 2017 – Il pubblico alla presentazione del libro di Zampaglione e Gensini

Viterbo – “Un libro a tempo di musica”. Federico Zampaglione, frontman dei Tiromancino, emoziona piazza san Lorenzo. Ieri a Caffeina ha presentato “Dove tutto è a metà” il libro che ha scritto con Giacomo Gensini.

Prima di iniziare, con le luci del palco spente, un selfie col pubblico: “Non ce l’ho fatta, siete troppo belli”, ha detto Zampaglione. Quindi l’ingresso ufficiale. “Benvenuti in questa piazza bellissima”, ha detto il cantautore.

“Dove tutto è a metà”, è un romanzo scritto a quattro mani e a tempo di musica. “La questione – ha detto Zampaglione – è avere qualcosa da dire. Io cerco sempre di ispirarmi alla vita e alle emozioni che uno ha e che ha da dare. Con Giacomo – ha detto rivolgendosi al coautore che era con lui sul palco -, ci conosciamo da anni e abbiamo già scritto due film.

L’idea era quella di realizzarne un altro, ma, nel cinema, per questioni di budget, tutto viene limitato e allora abbiamo pensato di scrivere un libro perché si può parlare in maniera grandiosa, senza che nessuno tagli. I personaggi, poi, ci hanno catturato e sono diventati nostri amici. Noi stessi volevamo sapere cosa gli accadesse. Mondadori, a cui abbiamo letto la prima parte, ci ha creduto e stasera siamo qui”.

Sull’ambientazione Gensini ha spiegato: “Volevamo raccontare un ambiente e posti affascinanti in cui suonano spesso giovani artisti. Nel romanzo, si incrociano le vite di un giovane spavaldo che vuole fare musica e un cantautore che ha avuto successo nel passato, ma che ha fatto degli errori, si è comportato male e ha scritto brutti dischi” e Zampaglione ha aggiunto: “l’incontro-scontro tra queste due realtà fa esplodere le loro esistenze”.

Ancora: “Usiamo la scenografia della musica – ha detto il cantautore – per parlare ai sentimenti, ma ci sono anche altri temi: c’è l’amicizia, l’amore, le cadute e il sapersi anche rialzare. Nel testo, si ride e si riflette. Abbiamo fatto passare i nostri protagonisti attraverso situazioni difficili, fragilità e debolezze, perché forse sono anche i momenti che fanno imparare di più. Siamo stati spietati. Ma ci hanno anche detto che è un libro che dà emozioni”.

Ogni capitolo è aperto da una canzone: “Ci sono brani di Amy Whinehouse – ha spiegato Zampaglione -, Adele, c’è Lucio Dalla, i Tool, Lou Reed volevamo una canzone ideale che aggiungesse colore”.

Sulla genesi del libro, Gensini ha rivelato: “Ci è voluto un anno e mezzo. Da lunedì al giovedì scendevo di casa, prendevo l’autobus e, dopo quattro fermate, mi trovavo sotto quella di Federico. Scrivevamo un po’ io e un po’ lui per tre o quattro ore. Ogni tanto, tra noi, c’erano delle discordie, dei contrasti e i vicini lo sanno bene. È stata una jam session”.

Quindi Zampaglione ha aggiunto: “È il primo romanzo con la sua canzone originale”, ha detto riferendosi all’omonimo e ultimo singolo dei Tiromancino.

Su come sia nato il testo, ha poi rivelato: “La canzone è stata scritta col mio meccanico di fiducia perché avevo rotto la coppa dell’olio. Mi ha dato un cd con un paio di suoi brani. Alcuni non erano un granché, poi ne ho sentito uno in cui c’era un embrione di quello che è diventato il mio. Questo per dire che tutti possono scrivere una canzone, nel momento in cui provano un’emozione”.

Zampaglione, sullo sgabello con la chitarra in mano, ha anche suonato regalando al pubblico un po’ di  musica con “Space oddity” di David Bowie, “Roma nuda” di Califano, “Oh mamma ho quasi 40 anni” dei Tiromancino e infine “Dove tutto è a metà” che ha cantato per l’appunto a metà con il pubblico.

Prima di andare via, i due: “Sostenete questo libro. Leggetelo, ci abbiamo messo il cuore per farlo”.

Paola Pierdomenico


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2 luglio, 2017

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