Viterbo – Andrea Baffo: “Spettatori aumentati del 30% e del doppio i visitatori”. Caffeina chiude con il segno più. L’undicesima edizione per il presidente della Fondazione è andata ben oltre le più rosee aspettative. Gli organizzatori avevano scommesso sulle piazze e sugli eventi di qualità. I numeri gli hanno dato ragione. Archiviato il festival, c’è prima l’apertura del san Leonardo e poi il Natale. Baffo la definisce una “pazzia che fa sognare e tremare al tempo stesso”. E la vuole condividere con chi in questo progetto ci crede e vuole sostenerlo.
Un bilancio della manifestazione?
“Il festival – dice Baffo – è andato bene e siamo soddisfatti. Molte cose sono anche andate oltre le aspettative e le scommesse che avevamo inserito in questa edizione sono ampiamente superate. Le piazze piene, lo slam teatro col grande lavoro di Annalisa Canfora e degli attori Leonardo Conte ed Emanuela Cappello. La location in piazza del Comune e i burattini a piazza Scacciaricci. Doveva essere un contenitore culturale e una grande fiera di piazza. Ci siamo riusciti. Siamo riusciti a coinvolgere anche chi, solo passeggiando, non sarebbe entrato nei luoghi tradizionali degli eventi”.
Qualche numero.
“C’è stata una risposta pazzesca, gli spettatori sono aumentati del 30 per cento e del doppio i visitatori”.
I grandi eventi, di piazza san Lorenzo e piazza del Comune, come sono andati?
“Sono state tutte serate grandiose e di qualità con una notevole risposta del pubblico, per nulla scontata, visto che, in alcuni casi, per uno spettacolo specifico, esisteva il biglietto dedicato che usciva dal giornaliero. Le piazze erano stra piene e la qualità è stata elevatissima, dalla serata dei dervisci a quella finale e indimenticabile di Nicola Piovani, poi le performance di Elio, Saviano, Geppi, Neri Marcoré e Ruggeri. Doveva essere il primo festival della nuova vita di Caffeina e credo sia andato tutto secondo i piani. Dobbiamo continuare su questa direzione perché siamo convinti che sia la strada giusta”.
E qual è la strada giusta?
“Sempre più grandi eventi e produzione di qualità. Sempre più attività culturali e spettacoli per tutti da mettere al centro delle piazze”.
Il san Leonardo invece?
“Non abbiamo mai smesso i lavori che ora stanno andando avanti con un’accelerazione importante, perché vogliamo aprire nel primo autunno. L’architetto Carlo Marini è murato all’interno della struttura a seguire tutte le operazioni per nostro conto. Iniziano a vedersi, oltre al grande casino di un cantiere, anche gli spazi di quello che sarà. Un’emozione e una paura al tempo stesso. Per questo, non abbiamo smesso di chiedere aiuto alla città per sopravvivere e vincere la sfida”.
Come fare?
“Per esempio diventando soci della fondazione che, con 50 euro all’anno, permette di avere agevolazioni sugli spettacoli del teatro Caffeina, l’abbonamento e l’ingresso gratuito a tutti gli eventi del biglietto giornaliero del prossimo festival e ancora agevolazioni per la libreria e la caffetteria all’interno del teatro. Vuol dire vivere davvero questo status.
Del resto, l’apertura del teatro, sarà una piccola rivoluzione per la città e per il centro storico. Un modo diverso di vivere uno spazio che è totalmente assente, perché non esiste, e che viene recuperato. Uno spazio aperto alla città, dalla mattina alla sera, un luogo per incontri, reading, saggi, produzioni e spettacoli per bambini. Non solo, un posto in cui fare teatro, programmazione, leggere, acquistare o chiedere in prestito i libri. Una caffetteria”.
Ci saranno eventi per sostenere l’apertura?
“Stiamo pensando a qualcosa, ma stiamo lavoriamo soprattutto sull’inaugurazione. Sarà un grandissimo evento, pazzo, e anche un metodo per supportare il teatro. Non possiamo dire altro, però”.
Cosa c’è di altro in caldo?
“Il teatro come chiodo fisso e grande pazzia che ci fa sognare e tremare, al tempo stesso, e poi il Natale. Stiamo costruendo fisicamente le attrazioni e gli scenari, abbiamo già individuato le luminarie. Altri imprenditori stanno lavorando sulla propria fetta di allestimento del mercatino. La logistica e la programmazione sono tutto. Superato agosto, già a settembre, bisogna quasi essere pronti a montare le scenografie. Per noi, insomma, sarà già Natale.Tutto molto stimolante, ma anche spaventoso”.
Pensate in grande…
“In realtà, chiunque può starci vicino con idee, partecipando ai corsi o diventando soci, ma anche venendoci solo a trovare. Abbiamo concluso un festival con successo, stiamo aprendo uno spazio in città che non ha precedenti e poi partirà il Natale. Non siamo indistruttibili, ma persone che affrontano, anche con un pizzico di ansia, una sfida e che hanno comunque bisogno delle idee e del supporto. Di tutti. Sembriamo giganti che fanno cose, ma non è così – conclude Baffo -. Sono giganti le cose che facciamo. E’ diverso”.
Paola Pierdomenico
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