Viterbo – (s.m.) – Danza e letteratura in piazza del Comune. E i volti di Falcone e Borsellino sulla facciata della prefettura. Apre così “Ombre festival”, la rassegna organizzata dai poliziotti dell’associazione Mariano Romiti.
Gallery: “Ombre festival”, al via alla seconda edizione
In divisa per professione, volontari per passione: dal premio letterario viterbese dedicato al maresciallo ucciso dalle Br a sette giorni di appuntamenti serali, con le voci più autorevoli della lotta alle mafie sul palco.
Ieri, l’esordio dell’edizione 2017. La seconda. Piazza del Comune inizia ad animarsi all’imbrunire. La Lamborghini Gallardo della polizia e la Citroen Mehari di Giancarlo Siani, giornalista 25enne ucciso dalla camorra nell’85, sono esposte dal pomeriggio sotto la prefettura e al cortile di palazzo dei priori. La gente si avvicina. Le tocca. Scatta foto.
Una bambina guarda il verde luccicante della Mehari e chiede: “Di chi è?”. La mamma risponde: “Di un signore che è morto per la libertà”. Liberare Napoli dalla camorra era il sogno di Siani, prima che i clan si liberassero di lui e dei suoi articoli scomodi con dieci colpi esplosi dentro quella macchina. Dietro l’auto di Giancarlo e la fontana del cortile, il tramonto è spettacolare.
Tra la Mehari e la Lamborghini, il palco del festival, infarcito dal primo all’ultimo giorno di letteratura, ma ieri sera di più: la partenza è interamente dedicata agli scrittori, naturale per una rassegna a vocazione letteraria come “Ombre”.
Davanti a una platea raccolta e fedele, che assiste a tutti gli eventi uno dopo l’altro, Mirko Zilahy, Francesco e Max Morini e Marcello Simoni presentano “La forma del buio” (Zilahy, edito da Longanesi), “Nero Caravaggio” (i fratelli Morini per Newton Compton), “Il marchio dell’inquisitore” e “L’eredità dell’abate nero” (Simoni per Einaudi e Newton Compton).
Romanzi in cui le città non fanno solo da sfondo, ma parlano e raccontano storie. Roma è lo scenario della “Forma del buio”, con le vittime del serial killer protagonista che diventano “installazioni di morte – spiega Zilahy – da esibire a Villa Borghese e non solo”.
Ma la città eterna e i suoi rioni fanno da cornice anche a “Nero Caravaggio” dei fratelli Morini e al mistero di un omicidio a due passi da piazza Navona, accanto a un quadro del maestro. “L’eredità dell’abate nero” nasce per vendicare Firenze. “Molto di più di un’alcova per artisti e scrittori – spiega Simoni – e con una storia che non ha niente a che vedere quella cazzata che ci hanno propinato con la serie tv sui ‘Medici'”. Più di qualcuno, tra il pubblico, applaude.
L’ultimo romanzo nato dalla penna di Simoni racconta di Tigrinus, un ladro dai capelli scuri striati di bianco (tigrati, appunto). Assisterà a un omicidio, ma anziché da testimone verrà preso per assassino: il libro racconta la sua lunga strada verso la discolpa.
Tra la prima parte, dedicata a Zilahy e i Morini, e la seconda tutta per Simoni, il balletto di Paolo Di Caprio “Il coraggio della paura”. Stasera spazio ad altri autori e, dalle 21, l’arresto di Bernardo Provenzano raccontato dal questore di Palermo Renato Cortese.
Sul palco, la moglie del caposcorta di Falcone Tina Montinaro, il Prefetto di Bologna Matteo Piantedosi e il segretario generale del Sindacato unitario lavoratori polizia (Siulp) Felice Romano.
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