Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Alessandro Maurizi parla della seconda edizione di Ombre festival e traccia un bilancio

“Temi di spessore raccontati nella leggerezza della piazza”

Condividi la notizia:

 

Viterbo - Il direttore di Ombre festival Alessandro Maurizi

Viterbo – Il direttore di Ombre festival Alessandro Maurizi

Viterbo - Il prefetto di Bologna Matteo Piantedosi

Viterbo – Il prefetto di Bologna Matteo Piantedosi

Viterbo - Tina Montinaro, moglie del caposcorta di Giovanni Falcone Antonio Montinaro

Viterbo – Tina Montinaro, moglie del caposcorta di Giovanni Falcone Antonio Montinaro

Viterbo - Ombre festival - L'incontro "Dall'arresto di Provenzano alla morte dignitosa di Riina"

Viterbo – Ombre festival – L’incontro “Dall’arresto di Provenzano alla morte dignitosa di Riina”

Viterbo - Tiberio Bentivoglio a Ombre festival

Viterbo – Tiberio Bentivoglio a Ombre festival

Viterbo - Don Luigi Ciotti a Ombre festival

Viterbo – Don Luigi Ciotti a Ombre festival

Viterbo - Lucia Annibali a Ombre festival

Viterbo – Lucia Annibali a Ombre festival

Ombre festival - Franco Gabrielli

Ombre festival – Franco Gabrielli

Viterbo - Nicola Gratteri a Ombre festival

Viterbo – Nicola Gratteri a Ombre festival

Viterbo – “Temi di spessore raccontati nella leggerezza della piazza”. Alessandro Maurizi parla della seconda edizione di Ombre festival e di come la formula proposta abbia funzionato. Quella cioè di unire la serietà dei temi alla leggerezza di un contesto aperto a tutti.

Quest’anno si discuteva di omertà. Lo hanno fatto il prefetto di Bologna Matteo Piantedosi, Tiberio Bentivoglio, Don Ciotti, Lucia Annibali, Franco Gabrielli e Nicola Gratteri.

E proprio la piazza, per il direttore artistico Maurizi, ha aiutato ad arrivare più direttamente al pubblico. “Era un continuo aggiungere sedie – ha spiegato Maurizi -. La gente veniva e restava fino alla fine ad ascoltare”.

Come è andato il festival?
“Siamo soddisfatti – dice Maurizi -. Il format che noi vogliamo dare con Ombre è quello di parlare di temi di un certo spessore culturale con la leggerezza della piazza e dell’estate. Spesso è preferibile fare qualcosa che possa intrattenere più che far riflettere. Noi abbiamo seguito una strada diversa, lasciando campo libero alla gente di venire, sedersi e ascoltare. Abbiamo dato libertà alle persone di partecipare e, in più occasioni, la piazza era piena, senza che ci fosse nulla di artefatto e organizzato”.

Perché questa scelta?
“In questo modo, siamo anche riusciti a capire quali fossero i temi che più toccano il cuore della gente. Per esempio, tra tutti i personaggi che ci sono stati, la serata con Lucia Annibali è stata quella che ha avuto più pubblico. Abbiamo messo più di 500 sedie e c’erano persone in piedi. Un segnale che la violenza di genere colpisce più di altri temi che sono stati affrontati. Gli argomenti più interessanti si vedono dalla partecipazione.

Tutte le sere, poi, le persone non si alzavano, ma restavano fino alla fine. Era un continuo aggiungere le sedie. La piazza non mente, è reale e leale. Può esserci anche chissà quale personaggio, ma se non ‘prende’ l’argomento, non si riempie”.

Cosa ha funzionato?
“La formula dell’impegno sociale in un determinato contesto e con un determinato modo di comunicarlo. La gente ha voglia anche di cose serie e non solo di frivolezza. E’ la battaglia più bella che abbiamo vinto con questo festival”.

Perché Ombre festival?
“L’idea è quella di un festival che potesse fare un viaggio nell’animo umano e che potesse gettare luce sulle sue ombre. Scegliere quindi una successione e costruirci intorno la manifestazione. Nella prima edizione, era l’ombra declinata in tutte le sue forme, quest’anno era l’omertà visto che ricorrevano i 25 anni dalla morte di Falcone e Borsellino.

Si è parlato quindi di ‘ndrangheta, camorra e mafia, ma anche violenza di genere e cyberbullismo: tutto quello che, in maniera trasversale, nella nostra società, rappresenta appunto l’omertà, quindi sia nella criminalità organizzata, che in altri ambienti. Non era scontato che potesse interessare”.

E invece la risposta del pubblico c’è stata.
“Eccome, nonostante, poi, in quella settimana, ci fossero anche altre manifestazioni culturali. Un dato importante, perché, sarebbe stato meglio fare eventi separati così da allungare l’estate viterbese, ma il bando regionale a cui abbiamo partecipato, prevedeva di chiudere il festival entro il 15 luglio. Nonostante concomitanze importanti, il festival non ne ha comunque risentito. Viterbo ha fatto uno scatto culturale importante, la gente ha voglia di impegnarsi su temi seri e di riflettere”.

Per quanto riguarda i giovani?
“Anche con loro abbiamo avuto una bella sorpresa, perché la sensazione della piazza è la stessa che abbiamo percepito nelle scuole. Ne è un esempio il premio Romiti junior con cui, negli istituti superiori di Viterbo e provincia, abbiamo proposto di scrivere un racconto giallo di 30mila battute a sfondo omertoso. Una sfida non facile. Anche in questo caso, c’è stata invece grandissima partecipazione, con centinaia di elaborati che ci sono arrivati e tra i quali poi abbiamo scelto i vincitori”. 

Paura che il festival potesse non essere capito?
“Nello scrivere il progetto, ho riflettuto molto e ho capito comunque che c’è nella gente la richiesta di conoscere e di ricordare. Basta poco, da una sollecitazione che può essere un festival o una fiaccolata, da cui poi possono scaturire tanti meccanismi con lo scopo di non dimenticare”.

Per il futuro, a cosa state pensando?
“E’ tutto in divenire, meglio non dire nulla. Stiamo solo valutando se ripetere il festival ogni anno o al massimo ogni due. Del resto, siamo poliziotti e facciamo altro nella vita. Dietro alla manifestazione, c’è un impegno non indifferente, ma continueremo a riproporre il format e a percorrere questa strada.

Nel 2018 poi ricorre il centenario dalla fine della prima guerra mondiale. Guerra potrebbe appunto essere il sottotitolo della prossima edizione. La guerra in tutte le sue sfaccettature, non solo quella combattuta, ma quella sociale, politica ed economica. Ci sarebbe la possibilità di fare una grande cosa – conclude Maurizi – e se non sarà il prossimo anno, sarà sicuramente quello dopo”.

Paola Pierdomenico


Condividi la notizia:
4 agosto, 2017

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/congratulazioni-per-questo-meraviglioso-traguardo-raggiunto/