Fabrica di Roma – Barricata in casa per non farsi portare via il figlio di 7 anni, la madre è finita sotto processo per maltrattamenti davanti al collegio del tribunale di Viterbo assieme ai genitori, nonni del bambino. Era stata già denunciata per sottrazione di minore e per avere eluso l’esecuzione del provvedimento del giudice civile che ne aveva disposto il trasferimento in una casa famiglia.
Ci sarebbe un’altra verità dietro la vicenda venuta alla luce a fine luglio, quando una quindicina di persone tra ambulanza, polizia di stato e vigili del fuoco, pronti a usare la fiamma ossidrica se necessario, hanno bussato all’uscio dell’abitazione dove si era rifugiata la donna, a Fabrica di Roma.
Avrebbe aperto la porta il nonno del piccino, mentre la mamma si sarebbe asserragliata col bimbo in camera da letto, di cui avrebbero buttato giù la porta.
Nel corso della perquisizione, documentata da un video, sarebbe emerso che il piccolo e i suoi familiari avrebbero vissuto in condizioni talmente precarie da venire informata la pm Paola Conti che ha aperto un fascicolo. Visionate le immagini e avuti ulteriori riscontri, il sostituto ha chiesto il giudizio immediato per la madre e i nonni del bambino, nel frattempo condotto in casa famiglia.
Il processo si è aperto ieri mattina davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini. In base a quanto emerso per il bambino sarebbe stato disposto il prelievo forzoso nell’ambito di un presunto caso di “alienazione parentale”, ovvero quando un genitore cerca di “cancellare” l’altro, privando il figlio dell’affetto del padre o della madre.
La pm Paola Conti
La quarantenne, secondo quanto si è appreso, si sarebbe trasferita la primavera scorsa nella Tuscia dal Veneto, per stare più vicina all’ospedale Bambino Gesù di Roma dove il piccolo è in cura per una grave patologia di cui soffre.
Quando era ancora in Veneto, avrebbe fatto sei denunce contro l’ex compagno e padre del bambino per violenza e maltrattamenti in famiglia al tribunale di Treviso, tra il 2014 e il 2018. Tutte archiviate.
Il tribunale civile, dopo una lunga battaglia legale tra i genitori, ha così nominato un curatore e un tutore speciali, e alla fine ha disposto la collocazione del piccolo in una casa famiglia. Il piccolo, portato nel frattempo nella Tuscia dalla mamma e dai nonni, è stato rintracciato a fine luglio a Fabrica di Roma.
Il processo entrerà nel vivo il 29 giugno coi primi testimoni dell’accusa, dopo di che si tornerà in aula il 28 settembre, il 12 ottobre e il 16 novembre.
Silvana Cortignani
Articoli: “No al prelievo forzoso di un bimbo perché conteso dai genitori” – “Bimbo tolto alla madre, si colpevolizza una donna vittima di violenza” – “Mamma si barrica in casa per non farsi portare via il figlio di 7 anni”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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