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Bimbo tolto alla madre - Così la donna, a processo per maltrattamenti sul figlio di sette anni

“Per giustificare un allontanamento illegittimo, si è costruita una situazione di pericolo”

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Fabrica di Roma – (sil.co.) – “Per giustificare un allontanamento illegittimo, si è costruita una situazione di pericolo”. Commenta così la prima udienza del processo Laura.

È la mamma quarantenne di Fabrica di Roma che l’anno scorso si è asserragliata nella villa dei genitori col figlio di 7 anni, per cui il tribunale per i minori ha disposto il trasferimento in casa famiglia.

Il piccolo, sofferente di una patologia neurologica, è stato “liberato” nel corso di un blitz della polizia il 26 luglio 2021. L’intervento è stato interamente ripreso dal personale della squadra mobile della questura di Viterbo e mercoledì il filmato è stato proiettato in aula davanti al collegio, nella versione integrale della durata di oltre un’ora e col sonoro, al processo in cui la donna è imputata coi genitori di resistenza e maltrattamenti aggravati in famiglia.

Secondo lei, cui è stata sospesa la potestà genitoriale: “Per giustificare un allontanamento illegittimo, si è costruita surrettiziamente la situazione di pericolo”.

“Quanto riportato dal commissario Alessandro Tundo nella descrizione dell’abitazione – scrive Laura a Tusciaweb- conferma un accanimento persecutorio, che da tutto è animato fuorché l’interesse del minore, un bambino che ‘stava bene’ come verrà dimostrato al dibattimento e come persino dichiarato in udienza dallo stesso commissario Tundo”.

E ancora: “Si descrive l’abitazione mettendo in risalto caratteristiche assolutamente normali fintanto da farle sembrare come aberranti: serrande e finestre chiuse in un afoso pomeriggio di luglio non appare così strano, soprattutto se le stanze poi non sono affatto buie per il genere di persiane installate. Così come normale è tenere chiuso il cancello di una villetta privata e la sua porta di accesso”.

Infine: “La premeditata distorsione della realtà in aula nel racconto del Tundo è stata evidente quando ha tentato di descrivere il cancello chiuso persino con ‘piu’ lucchetti’ come testualmente affermato dal Tundo, costretto poi davanti a prova fotografica realizzata dai suoi stessi operanti a riconoscere che trattavasi di un solo lucchetto, ‘uno solo”, e tante sono state le contraddizioni”.


Articoli: Bimbo tolto alla madre, il video del blitz della polizia nella villa bunker in aula – Madre scende in piazza per “liberare” il figlio dalla casa famiglia – Si barrica in casa per non farsi togliere il figlioletto, mamma e nonni a processo – “No al prelievo forzoso di un bimbo perché conteso dai genitori” – “Bimbo tolto alla madre, si colpevolizza una donna vittima di violenza”  – “Mamma si barrica in casa per non farsi portare via il figlio di 7 anni”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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4 luglio, 2022

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