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Tribunale - Della durata di oltre un'ora, è stato proiettato su richiesta della pm Paola Conti

Bimbo tolto alla madre, il video del blitz della polizia nella villa bunker in aula

di Silvana Cortignani
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Il pubblico ministero Paola Conti

Il pubblico ministero Paola Conti


Fabrica di Roma – Bimbo invalido di 7 anni tolto alla madre che si era asserragliata in casa perché non fosse portato in casa famiglia, in aula il video del blitz della polizia nella villa bunker di Fabrica di Roma dove lo scorso 26 luglio sono entrati in azione gli uomini della squadra mobile della questura di Viterbo, coordinati dal commissario Alessandro Tundo. 

Della durata di oltre un’ora, il filmato, girato dagli stessi agenti durante l’operazione, è stato proiettato ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, su richiesta della pm Paola Conti, alla prima udienza testi del processo in cui la madre Laura e i suoi genitori sono imputati di maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale in concorso.

Alla madre, che si sta battendo a tutti i livelli per riavere il figlio, è stata sospesa la potestà genitoriale.

Gli imputati sono difesi dall’avvocato Giacomo Tranfo del foro di Roma. Il minore, da quasi un anno in casa famiglia su disposizione del tribunale dei minorenni di Roma, è parte civile con l’avvocato Enrico Maggiore.

“Siamo stati costretti ad agire d’urgenza nell’interesse del minore”, ha spiegato il dirigente Tundo, ricostruendo gli eventi che hanno portato ad anticipare la perquisizione, programmata per le sei della mattina successiva, al pomeriggio di lunedì 26 luglio 2021.

Un intervento drammatico, condotto con l’ausilio dei vigili del fuoco e del 118. Ma non alla presenza del tutore del piccolo e di un neuropsichiatra infantile, come sottolineato dalla difesa, che ne ha duramente contestato la legittimità. 


Il capo della squadra mobile, Alessandro Tundo

Il capo della squadra mobile, Alessandro Tundo


 “Venerdì 23 luglio abbiamo saputo della perquisizione che avremmo dovuto effettuare a Fabrica di Roma su delega della pm Eleonora Fini del tribunale di Roma per cercare un bambino di sette anni che doveva essere condotto in casa famiglia”, ha spiegato il dirigente della mobile.

“Il sabato mattina abbiamo effettuato un sopralluogo, scoprendo che la villa era un sito barricato, inaccessibile, praticamente un bunker, con le persiane di ferro serrate, lucchetti e catena al cancello, filo spinato. Un luogo da dove non si sarebbe visto uscire nessuno da mesi”, ha spiegato.

“Verso le 15,30 di lunedì siamo tornati sul posto coi vigili del fuoco, scoprendo da un vicino che i nonni erano usciti. Allora abbiamo chiesto alla pm se non fosse il caso di muoverci subito e sia lei che l’assistente sociale hanno dato il via libera ad agire al rientro dei nonni, concordando che il bambino sarebbe stato subito portato in ambulanza all’ospedale di Belcolle per verificarne le condizioni di salute prima del previsto trasferimento in casa famiglia “, ha proseguito il commissario Tundo.

Riusciti a entrare in casa, nonostante le “vibrate proteste” dei nonni del piccolo, i poliziotti sono stati “accolti” dalle urla della madre, provenienti da una cameretta chiusa a chiave, affacciata su un corridoio separato dal resto dell’abitazione da un’altra porta, anch’essa chiusa a chiave.

“Io ero terrorizzato – ha spiegato il dirigente della mobile – perché sentivamo le urla della madre, ma non la voce del bambino. Non avevamo idea di che cosa avremmo trovato”. “Crepate, bestie, schifosi maledetti, vermi, che vi venisse il Covid, che gli stipendi vi vadano in bare”, alcune delle frasi ripetute senza soluzione di continuità dall’imputata, fedelmente riportate in aula dal sonoro del filmato.

“In casa era tutto serrato, faceva caldo da morire, non c’era ricircolo di aria. Nella cameretta, completamente al buio, la luce era spenta, si sentivano solo le urla della donna, che stava con tutto il peso del corpo sul piccolo, che non piangeva e non fiatava, mentre lei, urlando, parlava in videochiamata con la sua psichiatra”.

“Il bambino era tranquillo, non era in preda al panico, contrariamente a quanto detto dalla la madre”, secondo il commissario.

Momenti drammatici. “Lasciatemelo, mi state ammazzando. Tesoro resisti, cucciolo della mamma sono i cattivi chiamati da papà, ma un giorno Dio vi castigherà”, si sente gridare la donna nel video, mentre cerca di trattenere a sé il figlioletto, condotto dal personale del nucleo anti abusi della mobile in un’altra stanza.

“Per la ‘liberazione’ del bambino c’è voluta mezzora. Era solo un po’ spaesato, ma si è lasciato prendere in braccio e portare fuori tranquillamente, contento che gli avrei fatto vedere la camionetta dei vigili del fuoco e che poi sarebbe salito sull’ambulanza”, ha sottolineato Tundo.

“La sera stessa siamo andati a trovarlo in ospedale, dove gli abbiamo portato dei giocattoli, mentre la mattina dopo siamo tornati a vedere come stava, portandogli un panino con la nutella. I medici ci hanno detto che era tranquillo e sereno, come è apparso a noi. Penso che cosa più traumatica dell’atteggiamento della madre non ci sia”, ha sottolineato il testimone, durante il controesame della difesa. 

Al termine dell’udienza ha preso la parola il nonno del piccolo per rilasciare spontanee dichiarazioni. “Nessun bunker, le persiane di ferro, il filo spinato, la catena al cancello sono semplici precauzioni prese per paura dei furti, molto frequenti nella zona. Abbiamo denunciato ai carabinieri tre tentativi di scasso”, ha sottolineato.

Per il 28 settembre è prevista un’udienza fiume. La scaletta prevede l’ascolto di bene dieci testimoni della pm Conti, tra cui medici, psicologi, pediatri e quant’altro. Anche per chiarire, dopo quasi un anno che vive in cada famiglia, come stia adesso il bambino.

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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30 giugno, 2022

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