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Bilanci 2025 - Viterbo - Intervista al presidente di Unindustria, Andrea Belli, sull'andamento dell'anno che sta per finire e uno sguardo al 2026 alle porte

“Infrastrutture, anche se lentamente, qualcosa si muove pure per la Tuscia…”

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Viterbo – “Unindustria ha una visione chiara per il Lazio, contenuta nel Piano industriale, presentato lo scorso febbraio insieme alla regione: un piano industriale capace di rafforzare l’identità del Lazio e accrescerne la capacità di attrarre investimenti e capitali internazionali, valorizzare la centralità delle reti e delle infrastrutture, ridurre gli ostacoli burocratici che frenano le imprese e favorirne la crescita dimensionale”. Andrea Belli, presidente di Unindustria Viterbo, con Tusciaweb parla delle proposte dell’associazione per la crescita del territorio e traccia un bilancio dell’anno che sta per concludersi.

Andrea Belli

Andrea Belli


Quali sono, secondo lei, le priorità per riequilibrare il peso tra manifattura e servizi avanzati nell’economia regionale?
“Siamo la seconda regione italiana per Pil, ma il valore aggiunto dell’industria manifatturiera si è ridotto. Per questo il Piano industriale suggerisce una matrice di interventi per riequilibrare il peso di manifattura e servizi avanzati all’interno della nostra economia. L’obiettivo principale è la crescita dimensionale delle imprese: le imprese più grandi competono meglio sui mercati e sono da traino anche per le imprese più piccole”.

Che ruolo può giocare la Tuscia nello sviluppo industriale del Lazio?
“L’economia del Lazio è interconnessa con quella europea, ma un ruolo molto importante lo hanno anche i territori. Il presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo, ha definito la Tuscia culla del “Made in” e mi sembra una definizione molto centrata: basti pensare, per fare solo un esempio, al distretto ceramico di Civita Castellana o alle eccellenze di moda, tessile e agroalimentare. L’impresa è un patrimonio del territorio, preservare e far crescere. Va fatto anche un elogio alla resilienza delle nostre aziende, che investono e creano occupazione nonostante qui si scontino gap importanti, a partire da quello infrastrutturale. Dobbiamo fare comunque di più, a mio avviso, per far sì che i giovani rimangano nella Tuscia e non siano costretti ad andare fuori o che, dopo un’esperienza formativa fuori, possano tornare. In una parola: dobbiamo essere più attrattivi”.

Perché è così importante per i poli industriali della Tuscia entrare nel Consorzio industriale del Lazio?
“Riteniamo che il Consorzio possa essere uno strumento opportuno per la gestione e lo sviluppo delle aree industriali. L’auspicio è che, come già avvenuto per Castel Sant’Elia e con la recente delibera del comune di Civita Castellana, anche altri comuni possano decidere di aderire”.

Quali effetti concreti avrà la Zona logistica semplificata del Lazio sulla competitività delle imprese?
“L’istituzione della Zona logistica semplificata del Lazio rappresenta un passaggio fondamentale. Siamo soddisfatti della conclusione dell’iter della Zls come proposta dalla regione Lazio e su cui Unindustria ha dato un contributo sempre costruttivo. Diventa indispensabile chiedere subito al governo di ampliare nella prossima legge di bilancio la dotazione del credito di imposta, affinché possa soddisfare l’intero fabbisogno del centro nord. Parallelamente, è essenziale accelerare l’istituzione del Comitato di indirizzo, organo che renderà davvero operativa la Zls e potrà imprimere finalmente quella spinta alle procedure autorizzative rapide, sul modello Zes che le imprese attendono da anni. Attendiamo, inoltre, anche la pubblicazione di una cartografia che individui puntualmente le aree Zls per poter consentire alle aziende di programmare i propri investimenti”.

A che punto siamo sul fronte infrastrutturale e quali opere considera decisive per l’economia e lo sviluppo della provincia di Viterbo?
“Sul fronte infrastrutture il presidente Biazzo, nella sua relazione alla nostra assemblea di ottobre, ha lanciato l’idea di inserire tutte le opere incompiute del Lazio in una visione d’insieme, un unico masterplan che può ridisegnare la geografia economica e sociale della nostra regione. Anche se lentamente, qualcosa si muove pure per la Tuscia. Penso per esempio alla conferma della fermata ad Orte dell’Alta Velocità, ora raggiungibile da e per Viterbo con un collegamento diretto in bus. Siamo fiduciosi sul completamento della Orte-Civitavecchia, dopo la scelta del tracciato definitivo per l’ultimo tratto. E sulle opere stradali è essenziale tornare a parlare di raddoppio della Cassia, che dimezzerebbe o quasi i tempi di percorrenza da Viterbo per Roma. C’è un progetto definitivo, c’è la fattibilità tecnica, bisogna fare un grande lavoro di squadra per reperire le risorse. A tal proposito abbiamo apprezzato le parole di Davide Bordoni, consigliere del vicepresidente del consiglio e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che ha detto di voler convocare a breve un tavolo al ministero per cercare di far sbloccare i lavori. Siamo pronti a dare il nostro contributo”.


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28 dicembre, 2025

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