Viterbo – “Edilizia e mondo benessere spingono la crescita delle imprese della Tuscia”. Attilio Lupidi, segretario Cna Viterbo e Civitavecchia, fa il punto sulle 3.703 aziende associate e sulle sfide del 2026 tra costi, dazi e fine dei bonus. E guardando ai numeri, ammette: “Dopo anni di calo, segnali positivi ma la cautela è d’obbligo”.
Il segretario della Cna di Viterbo e Civitavecchia, Attilio Lupidi
Segretario Lupidi, come valuta il 2025 per le imprese artigiane e le piccole imprese della Tuscia? È stato un anno di crescita, di difficoltà o di consolidamento?
“Per avere un quadro definito e fornire una valutazione precisa è necessario attendere i dati relativi al quarto trimestre dell’anno. Restando quelli del terzo, i numeri evidenziavano una crescita, seppur lieve, che però dopo anni di calo mostra un’inversione di tendenza. Peraltro risultava il dato più alto d’Italia, anche se con l’ottimismo preferiamo sempre restare cauti. Il momento che attraversano le imprese però non è certamente dei più semplici, anche per via delle attuali situazioni geopolitiche, che non favoriscono la stabilità delle imprese. Insomma, aspettiamo a tirare le somme”.
Numero di imprese e andamento. Quante imprese risultano iscritte a Cna Viterbo oggi? Si registra un aumento o una flessione, e cosa ci racconta questo trend sul tessuto produttivo locale?
“Al 31 dicembre 2024 le imprese associate alla Cna di Viterbo e Civitavecchia risultano 3.703. Un dato in crescita, che evidenzia un incremento di 22 unità rispetto al 31 dicembre 2023. I dati del 2025 li avremo solo a maggio, in quanto la campagna di tesseramento si chiuderà a metà febbraio 2026. Siamo comunque soddisfatti: il trend dice che siamo un interlocutore affidabile e serio, con una professionalità riconosciuta dal mondo imprenditoriale”.
Quali sono i settori più rappresentati tra le imprese associate alla Cna nella provincia? Quali stanno trainando la crescita e quali invece soffrono maggiormente a causa dei costi, del mercato e della concorrenza internazionale?
“Anche qui, per avere uno sguardo completo, serviranno gli ultimi dati. Ciò che è certo, è che la nostra provincia è a trazione edile, indotto compreso, ovvero elettricisti, termoidraulici, serramentisti eccetera. Nel 2025 e in parte nel 2026 il settore continuerà ad avere la spinta del Pnrr: potremo dare una valutazione quando questa spinta si sarà esaurita. Così come quella dei vari bonus messi in campo negli ultimi anni. Altro settore in crescita qui è il benessere, ma anche i servizi alla persona o le imprese di gestione delle nuove tecnologie, ambiti che stanno andando forte. Quelli che soffrono di più sono invece trasporti e manifatturiero. Ad influire negativamente, in generale, sono l’incremento dei costi, come quello dell’energia, e l’applicazione dei dazi, che nel 2026 avranno effetti sicuramente non positivi. Effetti che ad oggi ancora non sono quantificabili ma faranno certamente soffrire il nostro mondo”.
Attilio Lupidi
Tradizione e innovazione nell’artigianato. In che modo le imprese artigiane della Tuscia riescono a coniugare tradizione e innovazione? Quali esempi virtuosi esistono e quali strumenti Cna mette a disposizione per sostenere questa evoluzione?
“Tradizione e innovazione viaggiano insieme grazie a un mix di saper fare manuale, competenze che si tramandano, abilità che si affinano ogni giorno, legame col territorio, che ha anche un valore sociale: combinando tutte queste conoscenze si riesce a mantenere viva una tradizione, innovandola e adattandosi in base alle nuove situazioni che si creano sui mercati. Esempi virtuosi? Pensiamo alla panificazione o all’artigianato artistico: pur mantenendo uno spirito tradizionale, si avvalgono delle evoluzioni tecnologiche. La Cna vanta un’esperienza pluridecennale: ciò che facciamo è proporre corsi di formazione in linea proprio con l’evolversi delle nuove tecnologie e delle nuove esigenze del mercato. Fermo restando che competenza e tradizione restano i pilastri, le caratteristiche di base”.
Quanto è difficile oggi per i giovani avviare un’attività artigiana nella Tuscia? Quali strumenti e iniziative servirebbero per favorire il ricambio generazionale e attrarre nuove energie nel settore?
“Avviarla, anche grazie al nostro supporto in tutte le fasi – dalle forme di finanziamento alle agevolazioni fiscali, fino ai problemi burocratici – è relativamente facile. Il punto riuscire a rendere più attrattive verso i giovani alcune tipologie di attività. Per capirci: quelle in cui ci si “sporca le mani”. E poi riuscire a restare in piedi sul mercato a lunga scadenza. Se ci fossero linee di intervento finanziario volte a favorire il ricambio generazionale, come agevolazioni fiscali finalizzate proprio a favorire questo ricambio, sarebbe sicuramente d’aiuto”.
L’uso strategico della comunicazione e del marketing digitale è sempre più importante: come supporta Cna le imprese della Tuscia in questo ambito e quanto può fare la differenza per crescita e visibilità?
“Questo è un campo che ci vede impegnati su più fronti. Ad esempio con una nostra iniziativa ormai storica, la mostra concorso di artigianato artistico Forme e Colori nella terra di Tuscia. Attualmente con Intrecci, dove imprese di diverse lavorazioni si presentano e interagiscono, trovando punti di contatto che a molti sono sconosciute. O anche con progetti come La porta del pellegrino, dove abbiamo messo insieme aziende del comprensorio di Civitavecchia, cultura, enogastronomia, alimentando il turismo religioso e fornendo allo stesso tempo da una parte una vetrina, dall’altra un servizio. Ma parlando di comunicazione, sfruttiamo i nostri canali social e web per dare visibilità alle nostre imprese associate. Raccontiamo le loro storie, che arrivano a una platea di circa 10mila followers. Infine ci sono l’informazione continua, gli incontri sul territorio, il sostegno alla partecipazione a fiere di settore”.
Secondo recenti analisi, per pagare tasse e contributi in Italia servono mediamente 193 giorni di lavoro, più della metà dell’anno. Quanto pesano burocrazia e pressione fiscale sulle imprese della Tuscia e quali interventi sarebbero più urgenti per alleggerire il carico?
“Quei 193 giorni li ha calcolati proprio la Cna: emergono dall’osservatorio sulla tassazione delle piccole imprese “Comune che vai, fisco che trovi”. Viterbo è al 76° posto sui 114 comuni analizzati, qui l’impresa lavora fino all’11 luglio per pagare le tasse, il 52,7% del totale, mentre il restante 47% è per i consumi personali. Quelli citati nella domanda sono due appesantimenti importanti, che pesano come macigni su chi rappresenta, a detta di tutti, la spina dorsale dell’economia del nostro Paese. Per questo la Cna è intervenuta in maniera propositiva, suggerendo e presentando al governo 100 semplificazioni: a costo zero, applicandole si risparmierebbero 7 miliardi di euro”.
Guardando al 2026, quali sono le priorità e i progetti di Cna Viterbo per sostenere crescita, innovazione e visibilità delle imprese locali? Quali segnali positivi o sfide prevede per il prossimo anno?
“Il prossimo, per noi, sarà un anno importante, da candeline sulla torta. La nostra Associazione a livello locale compie infatti i suoi primi 70 anni. E contestualmente anche la Cna nazionale festeggerà i suoi primi 80. Progetti? Forme e colori è un evento ormai consolidata, ora puntiamo a far crescere anche Intrecci e Go Green, per favorire la transizione ecologica delle imprese, la cui seconda edizione è al via. Sfide? Tante, a partire dall’impatto dei dazi e l’internazionalizzazione delle imprese. Poi, come accennato, bisognerà capire gli effetti della fine dei bonus sull’edilizia. In tutto questo Cna è presente e affianca le imprese. Poi l’intelligenza artificiale: la Cna nazionale ci sta lavorando con una task force ad hoc. Valuteremo impatto e opportunità, vogliamo essere d’aiuto perché qui si gioca parte del futuro. Infine, tra le priorità c’è senza dubbio quella di continuare a migliorare l’offerta formativa per rispondere alle esigenze delle imprese, sempre alla ricerca di competenze”.
Barbara Bianchi
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