Viterbo – La macchina di Santa Rosa da Bruxelles al Messico…Il 2025 si è chiuso, lasciando un segno indelebile nella comunità di Viterbo e nei cuori di chi ha vissuto i momenti più intensi della festa di Santa Rosa. Un anno speciale, ricco di iniziative e di emozioni, che ha visto protagonisti la dedizione, il coraggio e la speranza di tutti coloro che lavorano per mantenere viva questa tradizione millenaria.
Il presidente del Sodalizio dei facchini, Massimo Mecarini, traccia un bilancio di questi dodici mesi: “L’anno è andato bene – dice – un anno giubilare che ci ha visti impegnati in diverse iniziative significative. Tra queste, spicca il trasporto del cuore di Santa Rosa, che il 6 marzo ha percorso quasi interamente il centro cittadino. Partiti dalla Crocetta, abbiamo attraversato Corso, via Marconi e poi salito a Santa Rosa, un evento che non si ripeteva da molti anni e che abbiamo proposto proprio in questa ricorrenza speciale”.
Successivamente, si è passati alla preparazione per il Trasporto 2025, con un’anticipazione importante: il trasporto del cuore della Santa il 2 settembre. “È stato un privilegio portarlo per le strade di Viterbo, dal santuario alla cattedrale e poi di nuovo indietro. Un’esperienza insolita e molto emozionante”, commenta Mecarini.
Il giorno fatidico, il 3 settembre, ha portato con sé tensione e paura. “Nel pomeriggio, io e il capofacchino abbiamo ricevuto l’informazione di un possibile attentato. Inizialmente ci è stato detto che la macchina non poteva partire. Poi, grazie a un lavoro di squadra e responsabilità condivisa, dal prefetto alle forze dell’ordine, dalla sindaca ai facchini, siamo partiti con le luci accese, almeno fino a metà percorso. È stato un trasporto che ricorderò per sempre: tra i tanti ricordi di questi anni, questo è stato davvero particolare. Alla fine, tutto è andato per il meglio. Un successo che si deve all’impegno e alla collaborazione di tutti: ciascuno ha dato il massimo”.
Dal punto di vista tecnico, il trasporto è stato impeccabile: “Lo abbiamo eseguito secondo le regole, consapevoli delle difficoltà rispetto allo scorso anno, e tutto è filato liscio”. Sotto la macchina, un nuovo duo ufficiale Mecarini-Aspromonte. “Fino al 2028, quando scadrà il mio mandato, continuerò a condividere questa responsabilità con Gigi. Siamo nel consiglio dal 2007 e ci si capisce perfettamente, anche senza parlare”.
Il futuro si prospetta ricco di impegni e di ambizioni. Mecarini racconta: “Con la Rete, abbiamo portato avanti la mostra ‘Machines for Peace’, esposta alla chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo a Roma. L’evento ha avuto tappe, oltre che a Viterbo, anche a Betlemme, Belgrado, Praga e Parigi. Il prossimo anno si prevede di andare al parlamento a Bruxelles con un pezzo di Gloria, poi ci dovrebbe essere una tappa della mostra a Ginevra, poi Istanbul e, se le cose vanno come devono andare, ci dovrebbe essere un trasferimento a Queretaro, in Messico, dove si trova il monastero dedicato a Santa Rosa, patrimonio materiale dell’umanità. Il legame con questa città è molto forte”.
La promozione della tradizione si fa sempre più internazionale. “Siamo soddisfatti dell’impegno delle istituzioni e dell’amministrazione, soprattutto per quanto riguarda il trasporto come patrimonio immateriale dell’umanità. Il 2026 sarà un anno importante, e faremo il possibile per bissare via Marconi, anche se richiede uno sforzo notevole da parte dei nostri ragazzi perché Dies Natalis è molto impegnativa”.
Le emozioni di questi 365 giorni sono state intense e spesso sorprendenti. “A partire dal 6 marzo, abbiamo vissuto momenti di grande soddisfazione,- e anche durante le prove di portata, a cui hanno preso parte 55 nuovi aspiranti facchini, di cui 11 sono stati selezionati. È stato un vero exploit, superiore alle aspettative, rispetto ai numeri degli anni del Covid.”
Mecarini conclude con un messaggio di speranza e di pace: “Desidero che il 2026 sia un anno di serenità e di vera pace, in un momento storico in cui questa sembra essere in pericolo. Speriamo che le menti di chi ha in mano il destino del pianeta possano essere illuminate e che anche Santa Rosa, con il suo esempio di pace, possa essere di aiuto. Come ha detto Papa Leone XIV, la pace deve essere ‘disarmata e disarmante’. Il trasporto di quest’anno, dedicato proprio alla pace, non è stato un gesto retorico, ma un segno sentito da tutta la comunità”.
Paola Pierdomenico
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