Montefiascone – (sil.co.) – Una carriera criminale breve ma intensa, che si è conclusa per ora con un cumulo di condanne e la prospettiva di una lunga detenzione in carcere, quella dell’ex bossetto di Montefiascone, N.V., oggi 25enne, destinato su carta a restare dietro le sbarre fino al 2028. Quando sono cominciati i primi processi a suo carico, c’era la fila dei suoi fan, tra cui minorenni, che tentavano di entrare in aula per fargli da claque. Adesso è difficile portarci i testimoni, tre dei quali ieri assenti, per cui multati di 300 euro ciascuno, che alla prossima udienza saranno prelevati e accompagnati in tribunale dai carabinieri. L’imputato è difeso da Paolo Delle Monache.
Montefiascone – Spaccio di droga ai giardinetti
È ripreso così ieri il processo davanti al collegio presieduto dal giudice Francesco Oddi, pm Aurora Mariotti, scaturito dall’arresto per spaccio di fine aprile 2023, quando finì ai domiciliari col braccialetto per spaccio aggravato dalla minore età degli assuntori. Clienti di ogni età, secondo l’accusa, avrebbero comprato da lui hashish, cocaina e eroina. Sostanze smerciate ai giardinetti e fumate anche direttamente a casa dell’imputato durante i numerosi festini che avrebbe organizzato ad hoc.
– Spaccio di droga ai giardinetti e festini in casa, due arresti e un obbligo di dimora
Tutti smemorati e pronti a ridimensionare le accuse, a negare di essere assuntori, a fare i finti tonti finché non gli vengono contestate le dichiarazioni rilasciate a suo tempo ai carabinieri o i tabulati telefonici che privano i contatti. Come la ragazza che ha ammesso di avere concordato con lui al telefono una cessione di “hashish per 150-170 euro”, con pagamento anticipato la mattina a un suo amico al bar. “Nel pomeriggio ho scoperto che lui l’hashish non ce l’aveva, per cui abbiamo litigato. I soldi glieli ho lasciati, ma abbiamo chiuso. È stata la prima e ultima volta”, ha detto, parlando di “spaccio fuffa”, stupendo i giudici per non avere nemmeno preteso indietro la più che cospicua somma di denaro.
Montefiascone – Spaccio di droga ai giardinetti
Un 35enne, dopo avere ammesso a fatica di spippacchiare marijuana e hashish, ha detto che l’imputato glielo cedeva “poco poco”, a titolo gratuito, “al muretto del lago o al campo della fiera”, e che fumavano insieme . “Ma mi sono allontanato, sia per la grande differenza di età, sia perché non mi piaceva il suo giro”.
Tra i “compagni di spinelli” un 27enne, amico dell’imputato “da quando avevo 13-14 anni”. Partito con un “mai visto consumare droga a casa sua”, ha ammesso che “in alcune delle mie sporadiche visite, abbiamo fumato in gruppo”. Un processo non facile, destinato a concludersi la prossima primavera con la sentenza.
Tra il 2021 e il 2022, avvalendosi come socio di un 21enne più due complici di 23 e 26 anni, nonostante le misure cautelari a suo carico, sarebbe riuscito a farsi recapitare a Montefiascone sostanze stupefacenti del tipo marijuana, hashish, eroina e cocaina acquistate nella capitale o prese tramite un fornitore di colore orbitante su Perugia.
Sostanze che sarebbero poi state sia vendute che cedute a titolo gratuito anche a due ragazze ancora minorenni tra cui la sorella del socio 21enne e altri minori, organizzando pure festini a base di droghe nella sua abitazione delle Mosse, mentre la fiorente attività di piccolo spaccio si sarebbe svolta prevalentemente ai giardini pubblici di piazzale Roma.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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