Viterbo – “Siamo stati costantemente impegnati al contrasto dell’evasione”. Il comandante provinciale della guardia di finanza, Carlo Pasquali, ripercorre il 2025 illustrando i principali interventi svolti dalle fiamme gialle nella Tuscia e non solo.
Carlo Pasquali
Tra i servizi più importanti quello della lotta all’evasione con la scoperta di società operative in tutta la regione intestate a prestanomi e con contratti di appalto fittizi, ma anche un impegno costante nel controllo dei Pnrr. Controllo che diventerà più complicato nel 2026 perché, come spiega Pasquali, “le attività ispettive dovranno ripercorre tutto l’iter attuativo, dall’assegnazione dell’appalto, alla sua realizzazione, fino alla fase del collaudo”.
Poi ci sono stati i sequestri dei capi contraffatti che hanno tenuto occupati gli agenti con circa 60 interventi per un totale di quasi 80mila prodotti sequestrati.
Infine un sguardo al nuovo Piano per la ricerca delle persone scomparse approvato in prefettura qualche settimana fa.
Viterbo – Guardia di finanza
Come è andato il 2025 per la guardia di finanza?
“Durante l’anno 2025 il comando provinciale è stato costantemente impegnato al contrasto del fenomeno dell’evasione strutturata. L’anno trascorso, dal punto di vista investigativo, è stato caratterizzato dalla scoperta di società, operative in tutto il territorio laziale, intestate di fatto a prestanomi e/o cosiddette “teste di legno”, che, attraverso contratti di appalto fittizi o contratti di rete utilizzati in maniera distorta, hanno realizzato uno strumento di evasione, basato sull’utilizzo di manodopera.
In questi casi, l’evasione fiscale, genera di fatto, una concorrenza sleale nei confronti degli altri operatori che, secondo legge, versando tali oneri, hanno più costi nella loro economia aziendale. Di contro, non rispettando le regole, si è nella condizione di offrire alla clientela prezzi inferiori ma non frutto della migliore organizzazione bensì dell’illecito meccanismo.
Le operazioni eseguite, hanno acclarato che il meccanismo di evasione, non è più provinciale, bensì regionale e ancor più nazionale, a dimostrazione che non esistono più confini, elemento con cui ci si deve sempre più confrontare nel futuro”.
Viterbo – La guardia di finanza
Quali sono stati, nel dettaglio, gli interventi?
“Sono state diverse le operazioni eseguite in tal senso, sotto la direzione della magistratura locale e capitolina che ha portato a importanti risultati, tra cui sequestri preventivi e cautelativi per quasi 7 milioni di euro nei confronti di 21 soggetti economici e 22 persone fisiche.
Nel dettaglio: il sequestro di 13 compendi aziendali tra società immobiliari e supermercati operanti in Roma e provincia con nomina ed affidamento ad amministratore giudiziario tesa a garantire la continuità aziendale, il sequestro di 36 immobili e quote societarie, il sequestro di beni di lusso, tra cui 17 orologi e un’autovettura. In più sono state emesse diverse misure cautelari personali nei confronti di imprenditori a cui è stata applicata la misura degli arresti domiciliari, mentre alcuni professionisti sono stati interdetti dalla professione.
C’è stato sequestro di denaro contante per quasi un milione di euro, beni immobili e quote societarie per valori di circa 3 milioni di euro.
Infine, l’applicazione di misure cautelari reali nei confronti di oltre 240 soggetti, tra persone fisiche e giuridiche, per un valore complessivo pari ad oltre 90 milioni di euro”.
Quali sono le conseguenze di questi fenomeni?
“I fenomeni di evasione strutturata, portano ad importanti effetti distorsivi sulla collettività, ingenerando una concorrenza assolutamente sleale a discapito di tutti quegli operatori economici che operano in maniera corretta. Per questi motivi, il proposito per il 2026 è quello di continuare ad operare soprattutto in questo ambito perseguendo, nel nostro contesto provinciale, quelli che sono i compiti istituzionali della guardia di finanza legati alla polizia economico-finanziaria”.
Viterbo – Guardia di finanza
Cosa si sta facendo per la lotta all’evasione fiscale?
“Negli ultimi anni i provvedimenti governativi sono generalmente orientati alla lotta e al contrasto dell’evasione fiscale anche promuovendo l’adempimento spontaneo. Le recenti riforme fiscali mirano a ridurre il “tax gap” o “gap fiscale” (differenza tra l’ammontare teorico delle entrate fiscali che dovrebbero essere riscosse in un contesto di perfetta conformità alle norme e l’importo effettivamente pagato e riscosso, ndr).
Come possono muoversi contribuenti e imprenditori?
“Con ravvedimenti operosi che consentono al contribuente di sanare in maniera spontanea o indotta errori e/o omissioni, versando le imposte dovute, gli interessi e una sanzione ridotta, prima che l’amministrazione finanziaria avvii un’attività di accertamento.
Con un concordato preventivo biennale che permette a imprenditori e lavoratori autonomi di concordare in anticipo con l’Agenzia delle entrate il reddito imponibile e la relativa tassazione, ottenendo, così, certezza fiscale, in cambio di stabilità, bloccando l’accertamento su quel reddito, anche se poi si guadagna di più.
Regimi fiscali agevolati disponibili per lavoratori autonomi e piccole imprese offrendo un’imposta sostitutiva ridotta e semplificazioni contabili, rispettando specifici requisiti, prevedendo una tassazione notevolmente semplificata e vantaggiosa. In taluni casi non si applica l’Iva in fattura e si è esonerati da obblighi contabili complessi come la registrazione delle fatture emesse e ricevute, fermo restando l’obbligo di fatturazione elettronica.
Infine il pagamento di tributi e sanzioni per non essere sottoposti a processo nei casi di reati tributari.
Di fronte a tali agevolazioni, è doveroso continuare a svolgere un’efficace lotta all’evasione diffusa, individuando soggetti che sono evasori totali e non si sono avvalsi minimamente di detti strumenti, risultando evasori totali e/o parziali, recuperando a tassazione anche modesti importi, generando un effetto deterrente e preventivo. Non è certo tollerabile chi si pone in un contesto di totale illegalità fiscale”.
Guardia di finanza
In questi ultimi anni la guardia di finanza è stata molto impegnata nell’ambito dei controlli del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza). Com’è andato il 2025 e in cosa consistono questi controlli?
“I controlli sul Pnrr si possono definire un insieme di misure e procedure volte a garantire la regolarità, l’efficacia e l’efficienza nell’utilizzo delle risorse stanziate dal piano. Vengono effettuate per assicurarsi che le risorse del Pnrr siano utilizzate in modo corretto e nel rispetto delle regole; i progetti finanziati dal Pnrr siano realizzati in tempo e nel rispetto dei costi previsti, gli obiettivi del Pnrr siano effettivamente raggiunti.
Nell’anno appena trascorso, nella fase realizzativa di tutti le progettualità realizzate con fondi Pnrr, il comando provinciale Viterbo, ha effettuato dei controlli finalizzati alla verifica della regolarità amministrativa e contabile, nonché la loro legittimità e correttezza.
Per l’anno 2026, i controlli presenteranno ulteriori criticità, in quanto a conclusione di quasi tutti gli interventi finanziati con il fondo, le attività ispettive dovranno ripercorre tutto l’iter attuativo, dall’assegnazione dell’appalto, alla sua realizzazione, fino alla fase del collaudo. Quello che ci attende, in questo contesto, è un compito sicuramente impegnativo”.
Viterbo – Guardia di finanza
Il 2025 è stato per le fiamme gialle un anno particolarmente attivo anche sotto il profilo di traffici illeciti e sequestro di prodotti contraffatti. Com’è andata?
“Per contrastare tale fenomeno, per l’anno 2025, oltre agli ordinari servizi d’istituto nonché specifici piani d’intervento stabiliti anche in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, è stato istituito un ‘dispositivo permanente di contrasto ai traffici illeciti’, con l’obiettivo di realizzare una più capillare azione di prevenzione e repressione dei traffici illeciti in genere attraverso servizi di controllo economico del territorio maggiormente articolati lungo le arterie stradali del territorio nazionale che, sulla base delle risultanze di una mirata attività di analisi e ricerca informativa, fondata anche sulle evidenze di pregresse operazioni di servizio, risultano prioritariamente esposte al rischio di essere interessate da traffici illeciti di varia natura.
Per la repressione del traffico dei beni con marchio contraffatto e sicurezza prodotti, la cui produzione e commercializzazione provoca considerevoli effetti distorsivi nel sistema economico finanziario e può causare seri danni alla salute, sono stati effettuati oltre 60 interventi e sequestrati capi contraffatti o comunque non conformi a quanto previsto dal Codice di Consumo, per quasi 80mila prodotti, con la denuncia o la segnalazione amministrativa di quasi 50 soggetti”.
Da poco tempo è stato convocato un vertice in prefettura per l’approvazione del nuovo Piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse. Come cambierà, se cambierà, la vostra attività in tale contesto?
“Il Piano Provinciale per la ricerca delle persone scomparse, predisposto dalla locale prefettura, prevede un’implementazione del sistema di allertamento e informazioni a tutti gli enti competenti, procedure di intervento tempestivo sin dalla prima segnalazione, attività di coordinamento integrato tra le istituzioni coinvolte e personale volontario specializzato.
Il piano ha come finalità la massima integrazione tra tutti i soggetti coinvolti, ottimizzando i tempi di risposta e efficacia delle operazioni, attraverso protocolli standardizzati e procedure coordinate.
La guardia di finanza concorre alle operazioni di ricerca delle persone scomparse quando c’è la necessità di effettuare ricerche in zone impervie e/o difficilmente raggiungibili, mettendo a disposizione personale appartenente al Sagf (Soccorso alpino della guardia di finanza) di stanza ad Antrodoco (Ri), unità cinofile specializzate nella ricerca, aeromobili in dotazione al Corpo, risorse umane, mezzi e strumentazioni utili per tutte le attività di ricerca”.
Elisa Cappelli
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