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Bilanci 2025 - Economia - Intervista al presidente della camera di commercio Rieti-Viterbo Domenico Merlani

“Bisogna puntare su tre pilastri: aggregazione, formazione e digitalizzazione, e sostenibilità”

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Viterbo – “Nel 2025, la provincia di Viterbo conferma la sua posizione di eccellenza economica, dopo aver dominato nel 2024 con un +4,85% nel valore aggiunto, più del doppio della media nazionale”. A distanza di un anno di consolidamento, Domenico Merlani, presidente della Camera di commercio di Rieti- Viterbo, sottolinea un quadro di resilienza e di nuova fiducia, nonostante le sfide ancora presenti. Merlani analizza i principali trend, le criticità e le strategie per garantire un futuro sempre più sostenibile e competitivo alle imprese del territorio.


Domenico Merlani

Domenico Merlani


Qual è stato l’andamento economico del 2025?
“Dopo i dati sul valore aggiunto 2024 – spiega Merlani – che hanno visto la provincia di Viterbo primeggiare sul resto d’Italia con un +4,85% più del doppio della media nazionale il 2025 sembra un anno di consolidamento e resilienza. Dopo l’instabilità degli anni precedenti, l’economia della provincia di Viterbo ha mostrato una tenuta incoraggiante. Abbiamo stimato una crescita moderata del valore aggiunto provinciale, trainata anche dall’export che nei primi tre trimestri è cresciuto dell’1,5%, valore particolarmente importante perché arriva dopo la crescita record del 2024. Nonostante il peso dell’inflazione residua e il costo del credito ancora significativo, le nostre imprese hanno dimostrato una straordinaria capacità di adattamento, mantenendo un trend positivo sui livelli occupazionali”.

Quali sono le principali sfide che si stanno affrontando in questo periodo di ripresa economica?
“Le sfide sono molteplici e complesse. In primis, il mismatch tra domanda e offerta di lavoro: molte aziende locali faticano a trovare profili specializzati, specialmente nei settori dell’innovazione digitale e della sostenibilità. Inoltre, la transizione ecologica impone investimenti onerosi che le piccole e medie imprese (Pmi) faticano a sostenere da sole. Infine, la carenza infrastrutturale cronica di alcune aree del viterbese continua a rappresentare un freno alla competitività logistica dei nostri prodotti”.

Come valuta l’impatto delle politiche nazionali e regionali sullo sviluppo delle imprese locali negli ultimi mesi?
“L’impatto è stato complessivamente positivo, ma con margini di miglioramento. I bandi della Regione Lazio per l’internazionalizzazione e la digitalizzazione sono stati ossigeno puro per il nostro tessuto produttivo. A livello nazionale, l’attuazione del PNRR ha iniziato a dare frutti visibili in termini di rigenerazione urbana e infrastrutture immateriali. La preoccupazione è che secondo me ci si sta preparando poco per il dopo PNRR, a livello nazionale da più parti si stima un PIL negativo al netto di questo straordinario investimento e ciò preoccupa per il futuro. Inoltre, chiediamo ancora con forza una maggiore semplificazione burocratica: le imprese hanno bisogno di velocità, non di incertezze ed iter infiniti”.

Quali settori si sono dimostrati più resilienti e quali invece hanno incontrato maggiori difficoltà?
“Sicuramente il commercio al dettaglio, soprattutto quello di piccole dimensioni sta soffrendo pesantemente in particolare quello presente nei centri storici. Anche l’edilizia, pur restando un volano, ha subito un rallentamento fisiologico dopo la stagione dei superbonus, necessitando di una riconversione verso la riqualificazione green e soprattutto desta diverse preoccupazioni con l’avvio della chiusura degli investimenti sul Pnrr. Tra i settori più resilienti troviamo sicuramente l’agroalimentare di qualità che, nonostante alcune problematiche congiunturali connesse con i raccolti di colture importanti, come la nocciola e l’olivo, si conferma tendenzialmente il cuore pulsante della Tuscia, insieme al turismo d’esperienza, che pensiamo abbia beneficiato molto dell’offerta che si sta strutturando in provincia di Viterbo. Dopo anni in sofferenza, anche la manifattura in generale dalle prime stime sembra stia evidenziando dati positivi per il 2025, su questo fronte di grande interesse la crescita dell’export per il settore della ceramica nei primi tre trimestri del 2025, +2,9% rispetto allo stesso periodo del 2024, settore alle prese con problematiche di consumi interni e con quelle derivanti dalla complessa situazione geopolitica internazionale e del commercio mondiale”.

Quali strategie o iniziative ritiene siano necessarie per favorire una crescita più sostenuta e duratura delle aziende?
“Dobbiamo puntare su tre pilastri: Aggregazione: le nostre imprese sono piccole; devono imparare a ‘fare rete’ per competere sui mercati esteri. Formazione: potenziare la sinergia con l’Università della Tuscia e gli Its per creare competenze locali. Digitalizzazione e sostenibilità: non è più un’opzione, ma una necessità per ogni bottega artigiana e azienda agricola. Come Camera di commercio, continueremo a finanziare voucher digitali e servizi di orientamento”.

Un augurio e una previsione per il nuovo anno.
“La mia previsione – conclude Merlani -, ma soprattutto il mio auspicio per il 2026 è di una stabilità matura. Mi aspetto che i frutti degli investimenti del Pnrr diventino strutturali e che a livello internazionale si arrivi ad una stabilità geopolitica. Il mio augurio agli imprenditori viterbesi è di mantenere l’orgoglio delle proprie radici unendolo al coraggio dell’innovazione. La Tuscia ha tutte le carte in regola per essere non solo una terra di storia, ma un laboratorio di economia sostenibile. Guardiamo al nuovo anno con la fiducia di chi sa di avere basi solide”.


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11 gennaio, 2026

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