Viterbo – (g.f.) – Per il prossimo anno una nuova Macchina di santa Rosa, il più possibile viterbese.
Il sesto trasporto di Fiore del cielo è ancora nella mente di tutti, ma l’amministrazione comunale, avendo deciso che è stato l’ultimo per la creatura di Arturo Vittori non può perdere tempo.
Anche se al tre settembre 2015 manca un anno, le procedure sono lunghe e molte e tanti sono i soldi che servono e che vanno trovati.
Michelini lo sa. Ce la farà? Le idee ci sono, i fatti arriveranno. “Lo abbiamo già detto – ribadisce il sindaco Michelini – faremo la Macchina nuova. Intanto inizieremo con il trovare quanto necessario, finanziariamente parlando.
La regione vuole contribuire, durante il trasporto me lo ha confermato pure il consigliere Enrico Panunzi. E noi metteremo quello che serve”.
I tempi restano stretti. “Partiamo subito – anticipa Michelini – nel giro di un mese. Il concorso d’idee è già stato finanziato ed entro l’anno dobbiamo averlo chiuso”.
In bilancio ci sono ventimila euro.
Entro febbraio va cominciata la costruzione della nuova Macchina. Almeno sei mesi di tempo occorrono.
“Se dovessero essere necessarie modifiche – prosegue il sindaco – nella procedura, vedremo. Sono passati sei anni dall’ultima volta, va riletta”.
Il Sodalizio auspica di far parte della commissione chiamata a scegliere la prossima Macchina. “Valuteremo tutte le ipotesi – prosegue – ma quello che conta è che la viterbesità, termine che io uso poco, sia presente.
Una sorta d’ispirazione sul progetto. Che venga da chi è viterbese o da chi comprende appieno cosa rappresenta la Macchina per la città. Più c’è di viterbese, secondo me, e meglio è.
Solo chi ha partecipato al trasporto e la vive, capisce appieno il significato. Del resto questo è il simbolo della città, in cui tutta la città s’identifica”.
Un aspetto che deve fare i conti con le procedure, i bandi europei.
“La procedura sarà quella prevista dalle leggi, però si può anche prevedere qualche aspetto innovativo che la leghi alla dimensione di comunità.
Allo scenografo premio Oscar Quaranta, ospite del comune al trasporto, piacerebbe partecipare. Lui l’ha vissuto il trasporto.
Non si può realizzare stando fuori. Quelle storiche, Acenzi, Cesarini, Andreoli, Russo, Valeri, sono espressione della città.
Per carità, anche l’ultima va bene, ma chi veramente la sente, interpreta meglio il senso della Macchina”.
Con il bando europeo, tutti possono partecipare. Anche se il territorio ha professionalità all’altezza del compito.
“Non dimentichiamoci che Spirale di Fede, minimacchina del Pilastro, è stata realizzata da un’impresa di Viterbo”.
L’idea del sindaco è far sposare ideatore con costruttori, per evitare che si verifichi di nuovo quanto accaduto con Fiore del Cielo, prima che arrivassero Fiorillo e Cesarini.
“Si può bandire il concorso d’idee, da cui emerga un certo numero, tra, quattro, cinque modelli. Da vedere. Poi selezionati per la gara.
L’ultima Macchina i problemi li ha avuti. Impresa e ideatore devono essere in sintonia.
Ecco perché il concorso deve servire a selezionare alcuni possibili modelli. Quindi si mette a bando la realizzazione e l’impresa individua quale realizzare.
Devono unirsi e andare d’accordo. Progettista e ditta devono stare insieme, collaborare per migliorare nel tempo”.
Tornando alla sera di due giorni fa, un ciuffio, Marco Calevi è stato sostituito per l’ultimo tratto, quello in salita verso santa Rosa. Schiacciamento di una vertebra. A lui sono arrivati gli in bocca al lupo per una pronta ripresa da parte dei suoi colleghi facchini e sottinteso, un grazie per l’impegno e il sacrificio che ha messo, da parte di tutta la città.
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