Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Caffeina - L'avvocato di Scattone liquida con una battuta i dubbi sul caso Marta Russo

“Più che di un delitto perfetto, parlerei di una perfetta idiozia”

di Rachele Faggiani
Condividi la notizia:

Caffeina - Il dibattito sul caso Marta Russo

Caffeina – Il dibattito sul caso Marta Russo

Caffeina - Il perito balistico Martino Ferneti

Caffeina – Il perito balistico Martino Ferneti

Caffeina - Francesco Petrelli, avvocato di Giovanni Scattone

Caffeina – Francesco Petrelli, avvocato di Giovanni Scattone

Caffeina - Luca Petrucci avvocato della famiglia di Marta Russo

Caffeina – Luca Petrucci avvocato della famiglia di Marta Russo

Caffeina - La giornalista di Quarto Grado Alessandra Viero

Caffeina – La giornalista di Quarto Grado Alessandra Viero

Caffeina - Francesco Petrelli, avvocato di Giovanni Scattone con la giornalista di Quarto Grado Alessandra Viero

Caffeina – Francesco Petrelli, avvocato di Giovanni Scattone con la giornalista di Quarto Grado Alessandra Viero

Caffeina - La gionalista Alessandra Viero giornalista-Quarto-grado-Luca-Petrucci-avvocato-Marta-Russo-Martino-Farneti-Perito-Balistico

Viterbo – “Più che di un delitto perfetto, parlerei di una perfetta idiozia”. Francesco Petrelli, avvocato di Giovanni Scattone, non ha dubbi sulla terribile vicenda che ha visto morire quasi per gioco Marta Russo.

Nel Cortile Holden a piazza San Carluccio, decine di persone assistono al confronto tra Petrelli, Luca Petrucci, l’avvocato della famiglia di Marta Russo, e Martino Farneti, il consulente balistico della procura di Roma. È il primo salotto giudiziario ospitato da Caffeina, moderato dalla giornalista di Quarto Grado Alessandra Viero.

“Spesso accade che un caso travalichi le mura di un tribunale ed entri nelle nostre vite, nelle nostre case.” Alessandra Viero introduce il dibattito sul caso Marta Russo. La studentessa della Sapienza è morta il 14 maggio 1997, dopo essere stata ferita da un colpo di pistola nel cortile della città universitaria cinque giorni prima.

La ragazza stava passeggiando con una sua amica nel cortile dell’università, quando all’improvviso si è accasciata. Un malore, forse? No, un colpo di pistola alla nuca. Nessun rumore, nessuna esplosione. Un esperimento di delitto perfetto? Un caso di superomismo? Un delitto senza movente e in cui l’arma non si trova.

Parla per primo Farneti, che all’epoca si era occupato della perizia balistica per conto della procura.

“Innanzitutto bisogna pensare che l’attività scientifica è un’attività che necessita sempre di essere approfondita. È un discorso di carattere tecnico che si impara giorno per giorno. E non si hanno sempre gli strumenti per accertare i fatti”, dice Farneti, quasi a giustificare il fatto che le conoscenze non erano adeguate quando ha esaminato il caso.

La prima ipotesi è che lo sparo fosse partito da una finestra del primo piano o del piano terra. Non è certo, perché il corpo umano è in continuo movimento e la ragazza stava probabilmente girando la testa mentre camminava. La pistola è una calibro 22, presumibilmente una Bernardelli. Sul davanzale della finestra dell’aula 6, l’aula assistenti dell’istituto di filosofia del diritto, viene anche trovata una particella di bario-antinomio che viene identificata come residuo dello sparo. Farneti però chiarisce subito che potrebbe essere stata lasciata da qualche poliziotto o investigatore che si era affacciato.

Petrelli si concentra sul fatto che in realtà non c’era nessuna prova contro Scattone e il suo presunto complice, Salvatore Ferraro. La questura di Roma aveva fretta di trovare un capro espiatorio. Era reduce di due casi irrisolti, il delitto di via Poma e il delitto dell’Olgiata. Non poteva permettersene un terzo. “Più passava il tempo, più trascorrevano i giorni e gli investigatori non erano in grado di dare delle risposte, nemmeno parziali, e più cresceva il malumore – dice Petrelli -. Si veniva da due vicende processuali che erano state 2 fallimenti”.

E i testimoni? La Viero è curiosa di sapere cosa i suoi ospiti hanno da dire al riguardo. Tre sono le persone che hanno affermato di essere entrate nell’aula 6 e di aver visto Scattone e Ferraro al davanzale. L’usciere Francesco Liparota, la segretaria Gabriella Alletto e la studentessa Maria Chiara Lipari.

“La super-teste Gabriella Alletto è stata sottoposta a una serie di interrogatori di polizia che oggi, quando sarà varata la legge sulla tortura, non sarà difficile definire una tortura”, sostiene Petrelli. Su 5 interrogatori, infatti, alcuni si sono svolti di notte. La donna veniva prelevata mentre dormiva e interrogata per 6-7 ore consecutive. “Una qualsiasi persona, sottoposta a questa tortura, avrebbe fatto non solo il nome di Scattone e Ferraro, ma anche del suo più caro amico” conclude Petrelli.

Il microfono passa a Petrucci, ma sul palco si percepisce una certa tensione. “È vero che la presunta particella di bario-antimonio trovata sul davanzale dell’aula 6 oggi non sarebbe considerata univoca dello sparo – dice Petrucci -, ma lì c’era un particolare che non andava sottovalutato: all’interno della borsa di Ferraro, dove l’Aletto aveva detto di aver visto riporre la pistola, c’era la stessa particella. Questa era una coincidenza che lasciava perplessi”.

Petrelli scuote la testa, non è d’accordo. Prende la parola per rispondere e tira in ballo una perizia fatta dalla corte d’Assise: “Quell’unica particella, trovata sul davanzale o non si sa dove, aveva un picco di ferro che la rendeva incompatibile con lo sparo”.

Non è stata nemmeno toccata la teoria del terrorismo, forse per il momento delicato, ma si è parlato molto della fondazione Marta Russo, associazione che tutela e istruisce gli italiani sulla donazione degli organi. Marta aveva espresso la volontà di donare i propri in un tema del V ginnasio. I genitori si sono ricordati di questo desiderio e hanno deciso di esaudirlo fondando questa associazione.

Rachele Faggiani
Tusciaweb Academy


Condividi la notizia:
25 giugno, 2017

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/congratulazioni-per-questo-meraviglioso-traguardo-raggiunto/