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Caffeina - La potenza dei danzatori dervisci ha mostrato cosa può essere l'Islam quando esprime armonia, bellezza e pace

Dio ieri sera sorrideva a piazza San Lorenzo…

di Carlo Galeotti
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Caffeina - I dervisci rotanti

Caffeina – I dervisci rotanti

Caffeina - I dervisci rotanti

Caffeina – I dervisci rotanti

Caffeina - I dervisci rotanti

Caffeina – I dervisci rotanti

Caffeina - I dervisci rotanti

Caffeina – I dervisci rotanti

Caffeina - I dervisci rotanti

Caffeina – I dervisci rotanti

Caffeina - I dervisci rotanti

Caffeina – I dervisci rotanti

Caffeina - I dervisci rotanti

Caffeina – I dervisci rotanti

Viterbo – Se un dio c’è, ieri sera doveva essere particolarmente compiaciuto. Ieri anzi m’è parso di vederlo sorridere divertito a piazza San Lorenzo, davanti allo spettacolo dei dervisci egiziani. Lo spettacolo del Sufiu Tannoura Dance deve averlo particolarmente rallegrato. E sì, perché ieri sera, sul palco di Caffeina, è andata in onda tutta la potenza di una cultura forte e antica. Fatta di colori, movimento e musica ancestrale. Quella musica che è madre di tutti noi popoli del mediterraneo.


Multimedia: I dervisci rotanti – slidevideo


La danza dei dervisci, ieri sera, non solo ha ipnotizzato le oltre mille persone che erano in piazza, ma è stata un momento altissimo di felice spiritualità. Verrebbe da dire che se dio esiste, deve essere un danzatore sufi. Deve essere un uomo di spettacolo, come i danzatori del balletto di Stato Egiziano. Grandi. Grandissimi.

E i dervisci si sono mossi per oltre un’ora nei loro ieratici costumi che, d’un tratto, diventavano colore, danza e musica. Qualcosa che ti prende e ti percuote, fino alle midolla dell’anima. Ammesso che ci sia…

Ma ieri sera il gusto dello spettacolo, che è pura spiritualità quando è a certi livelli, ha toccato vette inimmaginabili. Il primitivo suono delle percussioni, solo a tratti addolcito dai fiati squillanti e provocatori, ha stordito non solo le coscienze, ma persino gli occhi, che non riuscivano, frastornati dai colori, a seguire il ruotare continuo dei formidabili danzatori. Mai stanchi.

Se un dio esiste, ieri sera avrà disdetto tutti gli impegni e si sarà messo lì, in prima fila, a vedere i suoi dervisci. Che ruotavano, ruotavano, ruotavano, ruotavano per compiacerlo. E siccome, se un dio esiste, deve essere dotato di non poco humor, anche i danzatori hanno giocato sul palco con ammiccamenti, sfottò sonori e di colori. Col vecchio derviscio che, con i suoi campanelli, faceva danzare a suo piacimenti e al suo ritmo questo o quel danzatore. 

E quelle mani alzate al cielo dei dervisci rotanti, il loro sorriso, il loro divertimento non potevano non essere che un gioco con dio. Se esiste.

Persino il suono ancestrale dell’arabo ci ha riportato indietro nel tempo, quando dio ancora si degnava di frequentare questa strana schiatta di uomini.

Ma lo spettacolo è spettacolo. E quando si è nati danzatori si vorrebbe far danzare il Mondo. E i dervisci, a soppressa, questo hanno fatto, alla fine di un’ora e mezza di rotazioni impossibili. Di rotazioni che sono l’essenza stessa dell’universo.

Con le loro “gonne” coloratissime e rotanti sono scesi tra il pubblico, che li ha accolti con continue ovazioni e abbracci. Persino il sindaco Michelini è finito, insieme a un danzatore derviscio, sotto una ruota di tessuto smagliante di tinte divine. 

Insomma. Ieri sera la cultura islamica ha mostrato di cosa è capace. E’ capace di bellezza. Di potenza. Di armonia. Di danza. Di visione del cosmo affascinante. Di dolcezza e perfino di giocosa ironia. Di pace. E’ questo l’Islam che amiamo. E quando si assiste a tanta armonia e bellezza verrebbe da dire: Non possiamo non dirci islamici.

Consapevoli che ieri sera, per credenti e non, i dervisci con la loro danza antica hanno voluto insegnarci ancora una volta come funziona il cosmo, con i suoi centri e le sue stelle che non possono non danzare.

Hanno voluto mostrare come ci si comporta davanti a un dio. Attraverso quali vie della bellezza lo si può incontrare. Se esiste…


Il video dello spettacolo dei dervisci a Caffeina



Va detto che questi straordinari danzatori ci riconciliano con tutta la raffinata cultura islamica. Che quando si mostra nella sua forma più elegante e dolce non possiamo non sentire nostra.

Da ieri sera, ci lega alla cultura islamica, quando è cultura di pace, non solo Abū al-Walīd Muḥammad ibn Aḥmad Ibn Rušd, detto Averroè, che è uno dei padri delle nostre radici culturali, ma anche la danza mistica dei dervisci, che è la madre del nostro sentire l’universo. Dio, per chi crede…

Carlo Galeotti


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26 giugno, 2017

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