Cronaca Giudiziaria

Truffe on line - Chi l'ha visto fa appello a chi sa - L'associazione per le vittime di raggiri informatici: "Bande di malavitosi dietro le manipolazioni affettive"

Suicida dopo amore virtuale con “fidanzata fantasma”, nuovo appello a due anni dalla morte del camionista

Chi l'ha visto - Simone Casini con il suo camion Viterbo - Suicida dopo l'amore virtuale con una "fidanzata fantasma", nuovo appello di Chi l'ha visto a due anni dalla morte del camionista 43enne che avrebbe dato alla "donna" 70mila euro in otto anni. Sul caso indaga la procura di Siena. A Milano altra inchiesta per la morte di un 59enne. A Orte indagata una trentenne. 

Barcellona Pozzo di Gotto - Ugo Manca davanti al gup a settembre - Presunte vittime di atti persecutori i genitori del giovane medico, secondo la famiglia ucciso dalla mafia

Caso Attilio Manca, imputato di stalking il cugino dell’urologo di Belcolle trovato morto alla Grotticella

Attilio Manca Barcellona Pozzo di Gotto - Veleni nel giardino di casa dei genitori di Attilio Manca, al via a settembre l'udienza preliminare a carico del cugino Ugo Manca imputato di stalking.

Operazione "Cappuccetto Rosso" - Viterbo - L'allevatore pronto a fare appello - Intanto ha querelato un'animalista e denuncia i molteplici attacchi sui social

Cani incrociati coi lupi, Tiberi su Facebook: “Tutti i cecoslovacchi hanno sangue di lupo”

La diretta Facebook dell'allevatore Armando Tiberi Viterbo - Cani incrociati coi lupi, la verità dell'allevatore Armando Tiberi nel corso di una lunga diretta Facebook: "Tutti i cecoslovacchi hanno sangue di lupo". Il quarantenne è pronto a ricorrere in appello contro la condanna. Nel frattempo ha querelato per diffamazione aggravata un'animalista e denuncia i molteplici attacchi sui social: "Anche nei confronti della proprietaria di un cane cecoslovacco nato nel mio allevamento". 

Corte di assise - Per la procura è il prezzo chiesto dal sicario Antonio Bacci per l'agguato mortale

Omicidio Bramucci, medico del Gemelli in aula: “Nessun intervento da 30 mila euro per Elisabetta Bacchio”…

Le auto del commando armato - Nel riquadro: Salvatore Bramucci Soriano nel Cimino - Processo per l'omicidio di Salvatore Bramucci, vedova da un professore del Gemelli subito dopo l'arresto della sorella. Ma non è lui il "dottore" che "costicchia".

Tribunale - Imputata una docente di 64 anni - Sospesa subito dal servizio - Parti civili i genitori delle piccole vittime

Dà degli imbecilli agli scolaretti, maestra rischia il processo

Maltrattamenti all'asilo - La maestra in aula Viterbo - (sil.co.) - Diceva agli scolaretti “non sei nessuno” e “non capisci niente”, maestra d’asilo davanti al gup. Benedette le telecamere. Installate dalla procura a scuola dopo le segnalazioni di alcuni genitori e della dirigente, a tempo di record hanno smascherato la maestra d'asilo 64enne.- Diceva agli scolaretti “non sei nessuno” e “non capisci niente”, maestra d’asilo davanti al gup Video: Maltrattamenti all'asilo, bambini strattonati e le urla della maestra

Cassazione - Confermato il dissequestro di 94 articoli, anche se riportano sulla confezione immagini riconducibili alla bandiera italiana

Tricolore a parte, si capisce che sono “cinesi”: materiali elettronici restituiti al punto vendita

Roma - Corte di cassazione Viterbo - (sil.co.) - Tricolore a parte, si capisce che sono "cinesi": materiali elettronici e accesori restituiti al punto vendita.  Confermato dalla cassazione il dissequestro di 94 articoli, anche se riportano sulla confezione immagini riconducibili alla bandiera italiana. 

Cassazione - Per i giudici, il mafioso al 41bis non corre alcun rischio che la sua grafia possa risultare incomprensibile

Macchina da scrivere in cella, no al boss ergastolano che chiese il suicidio assistito

Il boss Giovanni Di Giacomo Viterbo - (sil.co.) - Bocciato dalla cassazione il ricorso di un ergastolano detenuto al 41 bis, il boss palermitano Giovanni Di Giacomo, che chiedeva la macchina da scrivere in cella. A proposito di missive scritte di suo pugno, Di Giacomo, a febbraio 2023, nei giorni caldi del caso "Cospito", scriveva, nell'ambito del dibattito sull'ergastolo ostativo: "Per disperazione ho chiesto al magistrato di sorveglianza di Viterbo di poter accedere al suicidio assistito". - Boss mafioso chiede di uscire in permesso nel “giardino” del carcere…

Cassazione - Imputato un 68enne - La sentenza di primo grado risale al 2014

Condanna a 24 mesi di carcere per furto pluriaggravato diventa definitiva dopo dieci anni

Corte di Cassazione Viterbo - (sil.co.) - Definitiva dal primo luglio la condanna a due anni di reclusione e 400 euro di multa per furto pluriaggravato inflitta in appello il 9 dicembre 2022 a un 58enne originario dell'est europeo. La sentenza di primo grado è del 15 ottobre 2014. 

Tribunale - Imputato un 22enne - Vittima il 49enne Alessandro Salvaggio

Detenuto strangolato in carcere, giudizio immediato per l’omicida

Viterbo - Il carcere di Mammagialla - Nel riquadro: Alessandro Salvaggio Viterbo - (sil.co.) - Lo scorso 19 dicembre ha ucciso il compagno di cella strangolandolo, a processo per omicidio volontario il detenuto 22enne di origini bulgare Tsvetkov Krasimir Ilyianov.

Corte di assise - Omicidio di Soriano nel Cimino - Sabrina Bacchio, cognata di Salvatore Bramucci, si difende in aula - Con l'aiuto del sicario Tonino Bacci avrebbe procurato duemila euro di cocaina da mettere sull'auto della vittima

“Mia sorella Elisabetta non voleva uccidere il marito, voleva incastrarlo con la droga…”

Soriano nel Cimino - Omicidio Salvatore Bramucci Soriano nel Cimino - "Mia sorella Elisabetta Bacchio non voleva uccidere il marito, voleva incastrare con la droga mio cognato Salvatore Bramucci".  n tribunale la versione alternativa di Sabrina Bacchio. Con l'aiuto del sicario Tonino Bacci avrebbe procurato duemila euro di cocaina da mettere sull'auto della vittima, Nessuno dei sei imputati di omicidio volontario pluriaggravato in concorso ha confessato il delitto. 

Tribunale - Operazione "Cappuccetto Rosso" - Dovrà pagare 18mila euro di multa e 10mila euro agli animalisti

Cani incrociati coi lupi, allevatore condannato a 4 mesi per vendita di animali pericolosi…

Carabinieri - Operazione Cappuccetto Rosso Viterbo - Cani incrociati coi lupi: all'allevatore 4 mesi di arresto, 18mila euro di multa e 10mila euro agli animalisti. Quattro mesi di arresto e seimila euro di multa al coimputato, che dovrà versare all'Enpa 5mila euro di risarcimento. È stata inoltre disposta la confisca e la devoluzione al ministero dell'ambiente dei dodici esemplari di pastore cecoslovacco posti sotto sequestro sull'Amiata in seguito all'operazione Cappuccetto Rosso del Cites del 15 aprile 2021 e affidati in custodia all'allevatore l'anno scorso.

Tribunale - Parte civile la vittima, un imprenditore edile costretto a dichiarare fallimento - Prosciolto dal gup il presunto complice, un ex magistrato diventato notaio

Quattro milioni di immobili “smarriti” tra cui una villa in Sardegna, manager a processo per usura

Tribunale di Viterbo Viterbo -  (sil.co.) - Al via martedì davanti al collegio il processo per usura aggravata a un "manager" 65enne di Magliano Sabina, rinviato a giudizio il 7 ottobre 2021, quando fu assolto dal gup il presunto complice, un ex magistrato romano diventato notaio. La presunta vittima, un imprenditore edile, avrebbe "smarrito" un patrimonio immobiliare del valore di quattro milioni di euro tra cui una villa in Sardegna.

Tribunale - Operazione "Cappuccetto Rosso" - Intervista ad Armando Tiberi alla vigilia della sentenza - Chiesta condanna per detenzione di animali di specie considerata pericolosa per la salute e la pubblica incolumità, in condizioni incompatibili con la loro natura - VIDEO

L’allevatore accusato di incrociare cani con lupi: “Nessuno è stato mai registrato alla Asl come pericoloso, mordace o aggressivo”

Armando Tiberi - I cani cecoslovacchi tornati all'allevamento Viterbo - L'allevatore accusato di incrociare cani con lupi: "Nessuno è stato mai registrato alla Asl come pericoloso, mordace o aggressivo". Intervista ad Armando Tiberi alla vigilia della sentenza. Chiesta condanna per detenzione di animali di specie considerata pericolosa per la salute e la pubblica incolumità, in condizioni incompatibili con la loro natura. 

Tribunale - Parti civili Lav e Accademia Kronos - Vittima una femmina di pastore del Caucaso - La bestiola è stata strozzata dal guinzaglio fissato al gancio di traino

Uccise un cane trascinandolo col fuoristrada, ottantenne condannato a 8 mesi e a risarcire gli animalisti

Intervento dei carabinieri - nel riquadro il cane Sheila Montefiascone - Uccise cane trascinandolo col fuoristrada, ottantenne falisco condannato a 8 mesi per maltrattamenti aggravati dalla morte e a risarcire gli animalisti di Lav e Accademia Kronos che si sono costituiti parte civile. 

Tribunale - Netturbino stupratore - Vittime consenzienti, secondo il 59enne agli arresti da dieci mesi - Ha fornito una spiegazione pure per le gocce di benzodiazepine

Ubaldo Manuali nega di essere un maniaco seriale: “Non sono un mostro”

Ubaldo Manuali Viterbo - "Erano consenzienti". Si è difeso così davanti al collegio Ubaldo Manuali, il netturbino 59enne ai domiciliari da settembre, presunto stupratore seriale di almeno tre donne conosciute su Facebook che avrebbe drogato, violentato, fotografato e filmato, condividendo le immagini con gli amici. "Non sono un mostro - ha proseguito - ho sessanta anni, manco fossi Rocco Siffredi".

Tribunale - Operazione "Cappuccetto Rosso" - Durante la discussione, particolari raccapriccianti sui due cuccioli e la femmina morti sull'Amiata dopo il sequestro

Cani incrociati coi lupi, chiesta la condanna dell’allevatore

Carabinieri - Operazione Cappuccetto Rosso Viterbo - Cani incrociati coi lupi, chiesta la condanna dell'allevatore mentre la difesa vuole l'assoluzione piena. Stessa sorte per il coimputato. Scatanati i legali degli imputati. Durante la discussione sono stati rivelati particolari raccapriccianti sui due cuccioli e la femmina morti sull'Amiata dopo il sequestro. Gli esemplari sopravvissuti sono stati riaffidati dal giudice in custodia all'imputato. Lunedì prossimo la sentenza. 

Tribunale La vittima cinquantenne viterbese difesa dalla figlia adolescente - Nel vivo l'ennesimo processo per maltrattamenti in famiglia

“Quando il padre è tornato a casa all’alba coperto di sangue, io e mia figlia abbiamo detto basta…”

Intervento dell’ambulanza e della polizia - Foto di repertorio Viterbo - (sil.co.) - Dopo 18 anni di convivenza e una figlia insieme, lo ha lasciato la mattina che è tornato a casa all'alba tutto insanguinato dopo l'ennesima notte brava senza nemmeno dirle che stava uscendo. Ha chiamato l'ambulanza, poi si è recata in questura con la figlia quindicenne e lo ha denunciato per maltrattamenti in famiglia.

Tribunale -Imputato un trentenne ricoverato in Rems

Armato di machete rapinò supermercato, lo psichiatra: “Colpa di droga e alcol, tolti i quali è tornato se stesso”

Tribunale - Carabinieri Civita Castellana - (sil.co.) - Armato di machete rapinò un supermercato ai Civita Castellana mentre erano in corso i festeggiamenti di Carnevale, ma non andrà in prigione. Secondo l'ultimo psichiatra che lo ha visitato: "Colpa di droga e alcol, tolti i quali è tornato se stesso". 

Tribunale - Imputato di maltrattamenti aggravati in famiglia un quarantenne - Prematuro uno dei piccoli, perché l'avrebbe costretta a passeggiare nonostante la gravidanza a rischio - Vittima costretta a concepire il terzo figlio

Padre di tre figli alla moglie: “Non sei una madre, perché hai partorito col cesareo e non hai sofferto”

Violenza - immagine di repertorio Viterbo - (sil.co.) - Costringe la moglie incinta a uscire a passeggio, nonostante la gravidanza a rischio. Lei si sente male per strada e finisce al policlinico Gemelli di Roma, dove partorisce un figlio prematuro, avendo per fortuna entrambi salva la vita. La coppia, residente in un centro della provincia, ha tre figli di 12, 8 e 6 anni, nati col cesareo. Motivo per cui il quarantenne avrebbe aggredito la moglie dicendole frasi del tipo: "Non sei una madre perché hai partorito col cesareo e non hai sofferto".

Tribunale - Cumulo di pene definitive per il "bossetto" 24enne di Montefiascone

In carcere il pusher-rapper che spacciava ai minorenni, deve scontare 3 anni e 8 mesi

Montefiascone - Spaccio di droga ai giardinetti Montefiascone - (sil.co.) - In carcere a Orvieto il "bossetto" di Montefiascone. Il pusher-rapper 24enne si è costituito lui stesso, sapendo di dover scontare dietro le sbarre un cumulo di pene per un totale di tre anni e otto mesi di reclusione. In pratica fino al 2028. Lo scorso 27 maggio aveva evaso l'obbligo di dimora per andare a Ischia di Castro. Rinviato il processone, cui devono testimoniare anche dei minorenni. 

Tribunale - Si è presa lei tutte le colpe - Presunta vittima una cinquantenne - Dopo la denuncia per maltrattamenti, è scappata a Londra coi figli

“Presa a bastonate da mio marito, anzi no”, lo fa assolvere ma ora rischia la falsa testimonianza

Viterbo - Il tribunale Fabrica di Roma - (sil.co.) - Finita al pronto al pronto soccorso dell'ospedale Andosilla di Civita Castellana con una prognosi di 40 giorni, al processo ritratta le accuse contro il marito che viene assolto dall'accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate. Ora rischia di essere processata lei, per falsa testimonianza.

Montefiascone - Luca Ferri e Adriano Menichelli accusati dalla procura di omicidio e lesioni colposi - La tragedia il 18 giugno 2023

Crollo al Miralago chiusa l’inchiesta, due indagati per la morte di Paolo Morincasa e il ferimento del cuoco Massimo Pini

Montefiascone - Crollo in via Bandita - Nel riquadro: Paolo Morincasa Montefiascone - (sil.co.) - Crollo al Miralago, inchiesta chiusa con l'invio a due indagati su tre dei temuti 415 bis che preludono alla richiesta di rinvio a giudizio. Rischiano il processo per omicidio colposo nonché per violazioni della normativa sulla sicurezza nel lavoro. La tragedia risale a domenica 18 giugno 2023 quando, verso le 11, una frana travolse il noto ristorante, dove erano in corso dei lavori di sbancamento in vista dell'ampliamento, uccidendo il titolare Paolino Morincasa e ferendo gravemente il cuoco Massimo Pini. Video: Crollo di un costone di terra, morto il titolare del ristorante Miralago Fotocronaca: I soccorsi sul posto e le operazioni di recupero – Crolla costone di terra

Corte di assise - Omicidio di Soriano nel Cimino -Un messaggio pieno di minacce a Salvatore Bramucci - Vittima convinta che fossero stati la moglie o i suoceri a rubargli 100mila euro murati in giardino

Un pizzino al posto dei soldi nella casa degli intrighi: “Brutto bastardo, te la faremo pagare”

Omicidio Bramucci - Nel riquadro, da sinistra in alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci Soriano nel Cimino - Un pizzino al posto dei soldi nella casa degli intrighi: "Brutto bastardo, te la faremo pagare". Di movente in movente, di mezzo ci sono sempre i "risparmi" che la famiglia avrebbe bramato da Bramucci. Denaro in contanti, nascosti non sotto il materasso, ma sottovuoto sottoterra oppure nei muri. Ieri un'udienza ricca di colpi di scena. In tribunale anche il 118, per la ex di uno degli imputati, la cui testimonianza "surreale" ha insospettito sulle sue condizioni di salute. Dava anche del tu ai magistrati. 

Tribunale di Perugia - Cinque mesi in primo grado per accesso abusivo al sistema informatico al magistrato Stefano Rocco Fava - Fatti successivi alla maxi inchiesta sul ministero delle politiche agricole - Assolto il coimputato Luca Palamara

Condannato il pm del caso “Centurione”, nove arrestati per corruzione tutti assolti tra i quali il viterbese Oliviero Sorbini

Oliviero Sorbini Perugia - Condannato il pm del caso "Centurione", nove arrestati per corruzione tutti assolti tra i quali un viterbese. Cinque mesi in primo grado per accesso abusivo al sistema informatico al magistrato Stefano Rocco Fava, Fatti successivi alla maxi inchiesta sul ministero delle politiche agricole. Assolto il coimputato Luca Palamara.

Tribunale - Imputati di omicidio colposo due medici e un penitenziario. ma il processo non decolla - Parti civili 13 familiari secondo cui non si sarebbe mai tolto la vita - FOTO

Impiccato in cella a 36 anni, Andrea Di Nino scriveva a compagna e cinque figli: “Vorrei stare con voi a tempo pieno”

Il carcere di Viterbo - Nel riquadro Andrea Di Nino Viterbo - (sil.co.) - Non decolla il processo per omicidio colposo per la morte di Andrea Di Nino, il 36enne romano detenuto per spaccio padre di cinque figli che fu trovato impiccato in una cella d'isolamento del carcere di Viterbo la sera del 21 maggio 2018.

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