Viterbo – “Amate la vostra città e prendetevene cura” (fotogallery: la vestizione – slide – la sfilata – slide – video: la vestizione dei figuranti – la sfilata per le vie della città).
E’ un messaggio semplice che invita all’unità quello del vescovo di Viterbo Lino Fumagalli. Le sue parole sono intense e rivolte ai viterbesi che, come ogni anno, si stringono con devozione intorno alla piccola santa che domani percorrerà le vie della città durante il trasporto di Fiore del cielo.
“Non è sufficiente lamentarci di ciò che non va – ha aggiunto Fumagalli -. Dobbiamo renderci protagonisti della società per migliorarla con l’impegno solidale di tutti. Santa Rosa, infatti, ci dice di prenderci cura di Viterbo e di non mandarla in rovina. Rendiamola allora più buona e bella. Un compito che possiamo portare a termine solo avvicinandoci a Dio e al suo amore, senza rendere vana la devozione nei suoi confronti che deve invece guidarci e illuminarci.
Stiamo per accompagnare il cuore di Santa Rosa nella tradizionale processione – ha concluso Fumagalli -. Il cuore è il centro degli affetti della persona. e vorrei dunque che condividessimo il cuore di santa Rosa nel suo grande amore per Dio e per la chiesa di Viterbo. Ritroviamo la nostra fede e la nostra pratica di vita cristiana“.
Il silenzio del vescovo è stato seguito dal grido “Evviva santa Rosa”. Incitamento al quale i facchini, in piazza, hanno risposto con un sentito “Evviva”. Presenti anche molte autorità tra cui il sindaco Leonardo Michelini, il vice Luisa Ciambella, il presidente della Provincia Marcello Meroi, il prefetto Antonella Scolamiero, i sindaci di Vitorchiano Olivieri e quello di Soriano Menicacci, il consigliere comunale Giulio Marini e il consigliere regionale Daniele Sabatini.
Dal sagrato di piazza del Duomo, la sfilata ha ripreso la processione verso via San Lorenzo e piazza del Comune. Attimi di preoccupazione quando la teca col cuore ha oscillato rischiando di cadere. Non appena è stata fissata bene, il baldacchino è ripartito ed è dunque tornato alla basilica di Santa Rosa, passando da via Ascenzi verso via Marconi. A gruppi di undici e, dandosi il cambio per otto volte, durante il percorso, i facchini lo hanno trasportato a spalla fino alla chiesa dedicata alla piccola patrona di Viterbo.
La processione del cuore della santa, è stata preceduta dal tradizionale corteo storico che ha riempito le vie del capoluogo. Alle 14, i figuranti si sono ritrovati nella chiesa di Santa Rosa per la solenne vestizione.
Partenza, fissata alle 17,30, dal sagrato della chiesa di Santa Rosa. Con una novità, in rappresentanza di Soriano nel Cimino, infatti, hanno partecipato la contrada San Giorgio con costumi del 1300 e il “Gruppo Fedeli di Vitorchiano” con costumi di scuola Michelangelesca della fine del 1600.
Da lì sono partiti i figuranti, preceduti dalle piccole rosine che, con in mano cesti di fiori, dividevano i diversi secoli. Il percorso si è snodato dal centro al quartiere San Pellegrino, fino a piazza del Duomo. Gente fuori dai negozi e sopra i muretti. Arrampicata in ogni angolo e coi cellulari e le macchine fotografiche in mano per assistere alla suggestiva sfilata.
In silenzio i protagonisti hanno attraversato la città. Un silenzio interrotto solo dagli applausi dei viterbesi. Sette secoli di storia che hanno percorso le vie del capoluogo.
La sfilata si è aperta con il secolo dell’orgoglio viterbese, quello di Rosa e del cardinal soldato Capocci, l’uomo che tenne testa a Federico II. Con il secolo seguente, il XIV, arrivano i protagonisti delle lotte intestine e che condussero alla reciproca distruzione Gatti, Tignosi e rispettivi vassalli. Sfilano poi gli anni dell’“anonimato in Tuscia”, il XVII e XVIII secolo, quando Viterbo era una piccola città del Patrimonio di S. Pietro.
Sono poi riproposti, idealmente, i personaggi che amministrarono la vita pubblica nel primo decennio di Viterbo italiana, a partire dal 1870.
Il due di settembre rivivono idealmente Angelo Mangani, primo sindaco di Viterbo, insieme al rappresentante del governo centrale, il Sottoprefetto conte Pallotta.Con loro “passeggiano” nuovamente per S. Pellegrino anche il conte Mario Fani, fondatore dell’Azione Cattolica e Giuseppe Cencelli, primo parlamentare viterbese.
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