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Giallo di Ronciglione - Alla Vita in diretta la madre di Andrea Landolfi, indagato per omicidio dopo la morte della fidanzata caduta dalle scale: "Non avrebbe mai fatto del male a Maria Sestina"

“Mio figlio era innamorato, la voleva sposare e avere un bambino da lei”

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Il Giallo di Ronciglione alla Vita in diretta

Il Giallo di Ronciglione alla Vita in diretta

Il Giallo di Ronciglione alla Vita in diretta

Il Giallo di Ronciglione alla Vita in diretta

Il Giallo di Ronciglione alla Vita in diretta

Il Giallo di Ronciglione alla Vita in diretta

Giallo di Ronciglione - Il fratello e la cugina di Maria Sestina Arcuri alla Vita in diretta

Giallo di Ronciglione – Il fratello e la cugina di Maria Sestina Arcuri alla Vita in diretta

Ronciglione – “Mio figlio sta male, non per l’accusa di omicidio ma perché non ha più Sestina. Dice: Mi manca giorno e notte. La voleva sposare, voleva avere un bambino da lei. Era solo un ragazzo innamorato, non avrebbe mai fatto del male a Sestina”.

Inizia così l’intervista rilasciata alla Vita in diretta da Roberta, la mamma di Andrea Landolfi Cudia, il 30enne indagato per l’omicidio volontario della fidanzata. Maria Sestina Arcuri, 25 anni, morta dopo essere caduta dalle scale dell’abitazione della nonna di Landolfi Cudia. A Ronciglione, dove la coppia stava trascorrendo il primo weekend di febbraio.

La signora Roberta non compare in video. La Vita in diretta, programma pomeridiano di Rai 1, ha ricostruito l’intervista. Recitata da un’attrice, è stata accompagnata da dei disegni. La mamma di Landolfi Cudia racconta di aver saputo della tragedia da sua madre. 80 anni, era anche lei in casa quando Maria Sestina e il nipote sarebbero precipitati da quesi sedici gradini che portano al secondo piano. “Mi ha telefonato mia madre – dice la signora Roberta -. Ha visto Andrea e Sestina cadere dalle scale. È una donna di 80 anni, ha visto e non può mentire. Non credo certo che l’abbia ammazzata lui come stanno dicendo tutti quanti. Una mamma non può pensare che il figlio abbia fracassato la testa alla propria ragazza che amava più della sua vita”.

La sera di domenica 3 febbraio, poche ore prima della tragedia, Andrea, Sestina e il figlio piccolo di lui, nato da una precedente relazione, hanno trascorso un paio d’ore nel pub Il Castello di Ronciglione. Qui la coppia avrebbe discusso. “Sestina – sostiene la madre di Landolfi Cudia – aveva messo il broncio perché, secondo lei, Andrea aveva scherzato con la cameriera. Tra i due a essere gelosa era lei. Quella sera ho fatto una videochiamata sul telefono di Sestina. Lei, Andrea e il piccolo stavano andando verso Ronciglione con la macchina. Erano felicissimi, lei era sorridente”.

La signora Roberta parla anche alla madre di Maria Sestina. “Che potrei dire a una mamma che ha perso una figlia? L’abbraccerei, ma non me ne danno la possibilità. Io sarei pronta a prendere il primo treno e andare a Nocara”. A Nocara, in provincia di Cosenza, Maria Sestina è nata. Giovanissima, si è trasferita a Taranto e poi a Roma per inseguire il suo sogno: quello di diventare parrucchiera.

Alla Vita in diretta è tornato a parlare anche il fratello della 25enne, William. Così ha commentato il racconto della madre di Landolfi Cudia: “È normale che una mamma difendi il figlio”. Su Rai 1 è intervenuta pure Carmen, la cugina di Maria Sestina. Della famiglia del 30enne dice: “Non sono stati presenti. Né con una lettera, né con un telegramma, né con un fiore. Sono spariti”. E sul feretro della cugina aggiunge: “Ho tolto il lenzuolo e ho subito notato che sul corpo non aveva lividi. Ma aveva l’occhio tumefatto. Come ce lo spiegate?”.


Multimedia: Fotocronaca: I Ris nella casa della tragediaVideo


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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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20 febbraio, 2019

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