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Tribunale - Operazione Led - Si è chiuso dopo 5 anni il processo per turbativa d'asta - In corso altri due procedimenti, a Viterbo e a Terni

Appalti truccati, condannati i fratelli Tramannoni e Massimiliano Sanzogni

di Silvana Cortignani
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Operazione Led

Operazione Led – Le intercettazioni ambientali


Civita Castellana – Turbativa d’asta nell’appalto per la pubblica illuminazione di Civita Castellana, sono stati condannati i fratelli Alessandro e Luca Tramannoni, rispettivamente amministratore delegato e socio della Cpm Gestioni termiche, con sede amministrativa a Recanati (Macerata) e sede legale a Terni, e il direttore commerciale di Area Tirrenica Massimiliano Sanzogni. La “banda degli onesti”, come li hanno chiamati i difensori.

Si è chiuso ieri, dopo cinque anni, davanti al giudice Silvia Mattei, con la condanna dei tre imputati, tutti arrestati nel blitz del 17 febbraio 2016, uno dei tre processi, due a Viterbo e uno a Terni, scaturiti dall’operazione Led. 

Nessuna accusa di corruzione nei confronti dei tre imputati del filone principale, per i quali è stato disposto il giudizio immediato, contestato fino all’ultimo dalle difese, che a suo tempo ottennero dalla cassazione l’annullamento dell’ordinanza con cui il gip aveva disposto la misura di custodia cautelare.

Sanzogni è stato condannato a un anno, un mese e 500 euro di multa (la procura aveva chiesto due anni, due mesi e 1400 euro di multa). Alessandro Tramannoni è stato condannato a un anno e 400 euro di multa (il pm Stefano D’Arma aveva chiesto un anno, dieci mesi e mille euro di multa). Luca Tramannoni, assolto da uno dei capi d’imputazione, è stato condannato a otto mesi e 250 euro di multa (l’accusa aveva chiesto anche per lui un anno, dieci mesi e mille euro di multa). Per tutti e tre il giudice ha disposto la sospensione condizionale della pena. 


Massimiliano Sanzogni

Massimiliano Sanzogni


Per la procura la Cpm si sarebbe aggiudicata gare a raffica con procedure non proprio trasparenti, tra capitolati scritti insieme agli imprenditori e consigli su come impostare l’offerta per vincere. 

Tra gli appalti incriminati il più succulento era quello di Civita Castellana, sui cui nel 2014 si accesero i riflettori di carabinieri e forestali.

“Il valore complessivo era di 4,7 milioni di euro per 15 anni, e la possibilità di aumentare la posta in gioco fino a circa 700mila euro annui, dai 315mila euro iniziali – ha spiegato nel corso del processo il sovrintendente De Carli, ricapitolando le indagini – una prima gara, con importo da 2,5 milioni, andò deserta. La seconda, maggiorata a oltre 4 milioni e mezzo, imponeva tempi stretti se non si voleva rischiare di perdere il finanziamento regionale”.


Alessandro Tramannoni

Alessandro Tramannoni


Tre i presunti appalti pilotati per l’illuminazione pubblica e impianti termici a Civita Castellana, Villa San Giovanni in Tuscia e Grotte di Castro. All’intraprendenza degli imprenditori sarebbe seguita l’accondiscendenza di alcuni dipendenti pubblici dei comuni interessati, molti dei quali finiti nei guai.

A tal proposito, riprenderà il 12 luglio il processo in cui sono imputati di turbativa d’asta in concorso anche Mario Giulianelli e Sergio Annesi, rispettivamente ex sindaco di Villa San Giovani in Tuscia ed ex assessore comunale ai lavori pubblici di Civita Castellana, per fatti risalenti al 2014-2015. Sono tra i 10 imputati del secondo processo scaturito dall’operazione Led. Gli altri sono il presidente della Cpm, Renzo Tramannoni; il responsabile dell’ufficio tecnico di Civita Castellana, Giovanni Te’; l’ingegnere Piero Peri, consulente esterno del comune civitonico; Angelo e Nazareno Del Soldato, zio e nipote, uno consulente del comune di Grotte di Castro, l’altro addetto all’ufficio tecnico; l’ingegnere Giorgio Bianchi, sempre per il comune di Grotte di Castro; gli altri due sono Antonio Bianchi e Alessio Gigli

E’ finito invece a Terni il terzo filone, per corruzione, la cui esistenza è stata rivelata ieri durante la discussione dagli stessi difensori, che non hanno risparmiato critiche agli inquirenti viterbesi. Al centro “una cena di pesce, pagata dalla Cpm con la carta di credito offerta a 6-7 amministratori”. Più volte i legali hanno definito i propri assistiti “banda degli onesti”


Renzo Tramannoni

Renzo Tramannoni


Appalto da 5 milioni a Civita Castellana

A Civita Castellana l’appalto più succulento, 4,7 milioni di euro per 15 anni, che ha fatto finire sul registro degli indagati anche l’assessore ai lavori pubblici Sergio Annesi e per l’appunto il responsabile dell’ufficio tecnico di Civita Castellana Giovanni Te’.

Secondo la difesa degli imputati del filone principale, il comune, all’epoca, avrebbe gestito da solo la manutenzione della pubblica illuminazione, servendosi dei suoi addetti e di un’impresa del posto per quella ordinaria. Ma non sarebbe bastato cambiare le lampadine, serviva una riduzione dei consumi e l’urgente messa in sicurezza di impianti fatiscenti.

Per non perdere i finanziamenti europei, dopo un primo bando andato a vuoto, Sviluppo Lazio ottenne delle proroghe, sollecitando correttivi e di sondare altre imprese, a livello locale, indicendo nuove gare per esternalizzare il servizio, tra cui fu sentita la Cpm, che già si occuopava degli impianti termici. 


Appalto da 66mila euro a Villa San Giovanni

L’appalto di Villa San Giovanni in Tuscia finito al centro dell’inchiesta è un appalto biennale: 66mila euro per la gestione dell’illuminazione pubblica del paese. Alla stesura del bando sarebbero seguite le trattative illecite tra la Cpm e le altre imprese invitate a presentare offerte per mettersi d’accordo e lasciare campo libero all’azienda marchigiana.


Appalto da 197mila euro a Grotte di Castro

Nel caso dell’appalto di Grotte di Castro, del valore di circa 197mila e 500 euro, sarebbe stato fornito l’elenco delle ditte da invitare ad Angelo Del Soldato, consulente del comune e membro della commissione aggiudicatrice, a suo tempo indagato a piede libero insieme allo zio Nazareno Del Soldato, impiegato dell’ufficio tecnico, e a Renzo Tramannoni della Cpm.

Silvana Cortignani


Video: Carabinieri e forestale; “Smantellato un sistema”  – Le immagini dell’operazione Led


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6 febbraio, 2021

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