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Duplice omicidio - Martedì scorso a Gradoli - In carcere da 13 anni, è stato condannato in via definitiva all'ergastolo per l'uccisione di moglie e figlia
Paolo Esposito intervistato da Franca Leosini a Storie Maledette
Gradoli – Prima volta fuori dal carcere per Paolo Esposito, okay al permesso di uscire per i funerali del padre. In carcere da 13 anni, è stato condannato in via definitiva all’ergastolo per il duplice omicidio di moglie e figlia. Non ha mai confessato il delitto e continua a proclamarsi innocente.
E’ la prima volta che Esposito, 53 anni, l’elettricista di Gradoli condannato all’ergastolo per il duplice omicidio e l’occultamento dei cadaveri di Tatiana e Elena Ceoban, lascia il carcere di Mammagialla, dove è recluso da 13 anni.
Il permesso straordinario è stato accordato dal magistrato di sorveglianza su istanza dello stesso detenuto, assistito dagli avvocati Marco Valerio Mazzatosta e Luca Ragonesi, dopo avere saputo della morte del genitore.
Enrico Esposito è morto domenica sera a Belcolle, dove era ricoverato, ed è uno degli ultimi anziani vittime del Covid nel Viterbese, secondo il bollettino della Asl.
I funerali dell’anziano, carabiniere in congedo, si sono svolti martedì pomeriggio nella chiesa di Santa Maria Maddalena a Gradoli e il figlio è stato autorizzato a seguire il feretro all’interno del piccolo cimitero del centro dell’Alta Tuscia dove è stato tumulato.
Oltre a Paolo, il novantenne lascia la moglie Maria e una nipote, Erika, figlia di Paolo e Tatiana che però non ha più rapporti coi nonni da quando, bambina, fu affidata a una famiglia di Bologna dopo la scomparsa della madre e della sorella e l’arresto del padre e della zia Ala. Quest’ultima condannata in via definitiva a 8 anni per favoreggiamento e rispedita in Moldavia una volta finito di scontare la pena.
Paolo Esposito e Ala Ceoban
Paolo Esposito è stato arrestato il primo luglio 2009, un mese dopo la scomparsa della moglie 36enne e della figlia 13enne, svanite nel nulla il 30 maggio. Il successivo 5 agosto è stata arrestata anche Ala, la cognata-amante, oggi 37enne, motivo per cui il delitto è stato fin dall’inizio associato alla “coppia diabolica”.
Al giallo di Gradoli, il 21 marzo 2020, in pieno lockdown, è stata dedicata l’ultima delle cinque puntate della miniserie “Delitti: famiglie criminali” su Crime+Investigation.
Il 25 marzo 2018, invece, Paolo Esposito è stato ospite di Franca Leosini che, per Storie Maledette, su Rai 3, ha ottenuto il permesso di intervistarlo nel carcere di Mammagialla.
Alla domanda “ma Tatiana ed Elena che fine hanno fatto?”, ha risposto: “Me lo domando anche io. L’idea che mi sono fatto è che sono scomparse, e nessuno le ha cercate né le sta cercando”.
Tre anni fa c’era stato un tentativo di far ottenere all’ergastolano un permesso premio, in virtù della buona condotta. Permesso negato dal magistrato di sorveglianza di Viterbo il 14 agosto 2019 e poi ancora nei successivi gradi di giudizio. Negato perché il 53enne continua a proclamarsi innocente nonostante una condanna definitiva lo inchiodi alle sue responsabilità quindi potrebbe essere socialmente pericoloso, come si legge nella motivazioni della sentenza del 2 febbraio 2021 con cui anche la cassazione ha rigettato il ricorso della difesa.