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Giallo di Gradoli - La vicenda per molti versi oscura oggi a Fatti di Nera - Mai ritrovati i resti di madre e figlia, nonostante le condanne definitive degli amanti diabolici Paolo Esposito e Ala Ceoban - Lei è stata rispedita in Moldavia coi suoi segreti - FOTO

Duplice femminicidio senza cadaveri, il mistero della scomparsa di Elena e Tatiana

di Silvana Cortignani
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Gradoli – Duplice femminicidio senza cadaveri, oggi a Fatti di Nera il mistero della scomparsa di Elena e Tatiana. Mai ritrovati i resti di madre e figlia, nonostante le condanne definitive degli amanti diabolici Paolo Esposito e Ala Ceoban. Lui è in carcere, lei è stata rispedita in Moldavia coi suoi segreti.


Su Sky il giallo di Gradoli - Ala Ceoban

Ala Ceoban – Scontati otto anni per favoreggiamento, è stata espulsa e rispedita in Moldovia


A distanza di oltre 16 anni dalla scomparsa di Elena e Tatiana Ceoban, madre e figlia di 36 e 13 anni d’origine moldava, il giallo di Gradoli resta tale in seguito al protrarsi del mancato ritrovamento dei resti delle due donne, nonostante la condanna all’ergastolo per duplice omicidio del compagno-patrigno delle vittime Paolo Esposito e per favoreggiamento nell’occultamento dei cadaveri della cognata-amante Ala Ceoban.

Solo loro sanno, ma non parlano. Un caso che continua a suscitare curiosità e interesse a livello nazionale e che questo venerdì pomeriggio, dalle 15 alle 16, sarà approfondito in televisione, su Canale 122, nell’ambito della puntata odierna del programma quotidiano Psiche Criminale-Scomparsi, Fatti di nera, condotto da Cinzia Scaglione, che ospiterà tra gli altri gli avvocati Luigi Sini e Paolo Pirani.

Nel frattempo, più nessuno dei familiari coinvolti nella vicenda vive nel pittoresco borgo affacciato sul lago di Bolsena. 


Giallo di Gradoli - Tatiana ed Elena Ceoban

Giallo di Gradoli – Tatiana ed Elena Ceoban


“Chi altri se non loro?”, disse il pm Renzo Petroselli, ottenendo in primo grado l’ergastolo per entrambi i componenti della coppia di amanti diabolici. Ma a distanza di oltre 16 anni resta irrisolto il mistero di dove siano finiti i corpi di madre e figlia. Si disse sepolte in uno dei fitti boschi dell’Alta Tuscia, gettate in fondo a un pozzo o nelle profondità del lago di Bolsena o di quello di Mezzano. 

Elena e Tatiana sono scomparse da Gradoli il 30 maggio 2009 e Esposito non ha mai confessato il delitto. E nemmeno la sua amante, della quale nel frattempo si è persa traccia.

L’ex elettricista di Gradoli – oggi 56enne, detenuto modello nel carcere Nicandro Izzo di Viterbo – non ha mai smesso di proclamarsi innocente, così come non ha mai ammesso il suo coinvolgimento del duplice omicidio e nell’occultamento dei cadaveri della nipote e della sorella Ala Ceoban, oggi 40enne, che dopo avere  scontato otto anni di prigione a Civitavecchia è stata espulsa dall’Italia e rimpatriata in Moldavia.


Giallo di Gradoli - Paolo Esposito con, da sinistra, Ala e Tatiana Ceoban

Giallo di Gradoli – Paolo Esposito con, da sinistra, Ala e Tatiana Ceoban


Tra i più stretti congiunti degli imputati c’è ancora Erika, rispettivamente figlia di Esposito e nipote diretta di Ala Ceoban. Erika, che all’epoca era una bambina di appena 5 anni e oggi ne ha 21, nata dall’unione con Tatiana, non avrebbe più ripreso i rapporti con la famiglia paterna interrotti quando, iscritta alla prima elementare, fu affidata a una famiglia di Bologna, città dove lavorava la nonna materna, Elena Nechifor, nel frattempo anche lei deceduta, il 2 gennaio 2017, poco più che sessantenne. Sono invece morti rispettivamente il 6 marzo 2022 e il 28 marzo 2024 i nonni paterni con cui ha trascorso la prima infanzia, ovvero gli anziani genitori di Paolo Esposito, il padre Enrico e la madre Maria Lorenzini. 


Giallo di Gradoli - Da sinistra, Paolo Esposito nel 2009 e in una foto del 2018

Giallo di Gradoli – Da sinistra, Paolo Esposito nel 2009 e in una foto del 2018


Gli amanti diabolici furono traditi da filmini hard e migliaia di sms. Messaggi scambiati al ritmo di una media di trenta al giorno alla vigilia del duplice delitto. Più eloquenti, secondo l’accusa, della confessione che non c’è mai stata. Liberarsi di Elena e Tatiana per loro era diventata un’ossessione.

 Solo da giugno a ottobre 2007 Paolo e Ala si sono scambiati sui tredicimila sms, centinaia al giorno, in maniera esagerata anche per un adolescente. Dal primo al 30 maggio 2009 si sono scambiati oltre duemila sms, più di trenta al giorno di media. Nessuna chiamata alla compagna da parte di Paolo, era sempre lei che lo cercava. Non l’ha cercata neanche la sera della scomparsa e nei giorni successivi. 

La coppia era legata da una relazione clandestina maledetta, all’insegna di rapporti sessuali spinti e disinibiti. Lui aveva all’epoca il doppio di anni di lei, quaranta contro i venti della ragazzina moldava il cui arrivo in Italia ha stravolto la vita della sorella. Nessun dubbio, per l’accusa, sul movente passionale del delitto, la volontà da parte di Esposito di disfarsi della compagna e della figliastra, ingombranti per il prosieguo del suo legame malato con la cognata Ala, che si sarebbe voluta sostituire alla sorella, facendo suoi l’amante e la figlioletta naturale della coppia. 


Giallo di Gradoli - Paolo Esposito e Ala Ceoban

Giallo di Gradoli – Paolo Esposito e Ala Ceoban


Paolo e Ala hanno negato che tra loro ci fosse una relazione clandestina. Un castello di bugie caduto quando l’avvocato di parte civile Luigi Sini ha rivelato l’esistenza di un filmino a luci rosse della coppia, usato tra il 2007 e il 2008 dalla vittima Tatiana per convincere Paolo a rinunciare all’affidamento esclusivo della loro bimba in caso di separazione, dopo la scoperta del rapporto morboso esistente tra il compagno e la sorella

Come detto, i corpi potrebbero essere stati scaraventati in un dirupo, in fondo a un pozzo, in una buca scavata apposta in precedenza oppure potrebbero nascondersi nei fondali del lago di Bolsena o sulle pendici del Monte Amiata, dove Ala faceva la badante presso un’anziana di Santa Fiora. Dietro la villetta di Gradoli dove sarebbero state uccise, prima la figlia e poi la madre, ci sono boschi, voragini, i cadaveri ancora oggi possono nascondersi in qualsiasi posto.

In base ai tabulati, che non mentono, la sera del 30 maggio 2009 Paolo e Ala erano insieme nella villetta in località Cannicelle a ripulire la scena del delitto. Pochi giorni dopo la scomparsa di Elena e Tatiana, durante il sopralluogo dei Ris del 23 giugno 2009, il ritrovamento dei loro documenti nella villetta ha fatto venir meno l’ipotesi dell’allontanamento volontario sostenuta da Esposito. Nel giro di poche settimane erano entrambi in carcere per duplice omicidio: Paolo dal primo luglio, un mese dopo Ala.

Silvana Cortignani


Su Sky il giallo di Gradoli - Paolo Esposito con Elena (alla sua destra) e la figlia avuta da Tatiana

Paolo Esposito con Elena (alla sua destra) e la figlia avuta da Tatiana


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1 agosto, 2025

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