San Lorenzo Nuovo – (b.b.) – Esplosione al centro di accoglienza di San Lorenzo Nuovo, nelle perizie tecniche la ricerca della verità e di possibili responsabilità. È agli accertamenti svolti dai vigili del fuoco nell’immediatezza dell’accaduto e a quelli che verranno effettuati nelle prossime ore dall’ingegner Rodolfo Fugger che la procura di Viterbo si affida per fare piena luce su quanto accaduto nella tarda serata di venerdì scorso, quando un’improvvisa e violenta deflagrazione ha distrutto la struttura di prima accoglienza in località Metata. All’interno 31 ospiti, tra cui sette minori.
Esplosione a San Lorenzo Nuovo in una struttura per migranti
Questa mattina la procura nominerà come proprio consulente tecnico l’ingegner Rodolfo Fugger – lo stesso che si è occupato dei rilievi per il crollo al ristorante Miralago, in cui perse la vita il proprietario Paolino Morincasa -, poi un nuovo sopralluogo nell’area del disastro. Assieme alla pm Paola Conti, titolare dell’indagine, saranno presenti anche carabinieri e vigili del fuoco.
Sul tavolo del magistrato al momento c’è un fascicolo per disastro colposo, ma dagli uffici del palazzo di via Falcone e Borsellino non sarebbe partito alcun avviso di garanzia. Ancora nessun indagato quindi per quell’esplosione che ha provocato il crollo della struttura e il ferimento di tutti gli ospiti.
Rodolfo Fugger
Resta però da capire cosa abbia causato l’improvvisa deflagrazione, il cui boato è stato avvertito dall’intero paese. Al momento l’ipotesi più accreditata è quella di una fuga di gas. Una ricostruzione che corrisponderebbe a quanto emerso dalle prime testimonianze raccolte dagli inquirenti: un forte odore di gas avvertito nell’aria attorno alla struttura già da diverse ore prima dell’esplosione. Fuoriuscito però da dove?
“La struttura funzionava solo con elettricità – aveva chiarito sabato Sebastiano Sani, l’avvocato di Domenico Ciuchini, proprietario della struttura che ospitava i migranti -. Elettricità che veniva usata sia per il riscaldamento, sia per cucinare. Non è stata rilevata la presenza di stufe o bombole portate all’interno degli appartamenti”. Nelle pertinenze del centro sarebbe però stato rilevato un bombolone.
Esplosione a San Lorenzo Nuovo in una struttura per migranti
Nel frattempo 21 delle 31 persone che abitavano nei tre appartamenti e che sono rimaste ferite, sono state dimesse. Tra questi anche tutti i bambini. I pazienti rimasti in ospedale sono monitorati per ustioni, con due persone in terapia intensiva: una donna in condizioni gravissime e un ragazzo sedato per i forti dolori da ustioni. Ospita srl, la struttura che ospitava gli immigrati, ha ricollocato tutti i richiedenti asilo – 24 adulti e 7 minori – in una nuova sistemazione.
Esplosione a San Lorenzo Nuovo in una struttura per migranti
I fatti
Nella serata di venerdì 10 novembre, un’esplosione ha distrutto il centro di prima accoglienza a San Lorenzo Nuovo, portando a un’indagine da parte dei vigili del fuoco e della procura.
Il boato è stato avvertito da tutto il paese e i detriti sono volati anche a duecento metri di distanza.
Il pm Paola Conti ha aperto un fascicolo per disastro colposo, cercando di fare luce sulla dinamica dell’incidente.
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