San Lorenzo Nuovo – “Una scena apocalittica, le persone fermavano le macchine, al buio. Molti erano nudi, altri con la pelle bruciata, tutti in preda al panico in mezzo al nulla”. Piero Crucitti ha un’attività proprio accanto alla struttura di accoglienza per migranti nella zona industriale di San Lorenzo Nuovo, spazzata via da una violentissima esplosione di cui carabinieri e magistratura stanno indagando le cause. Sul posto, nella nottata di ieri, anche vigili del fuoco, ambulanze ed elicotteri per soccorrere le 31 persone, tra cui alcuni bambini, investiti dall’onda d’urto con tutto ciò che si è tirata appresso, arredi, calcinacci, infissi, vetri, porte. Assieme a Crucitti anche Patricia Nelson.
“Un miracolo – dicono entrambi – che non sia morto nessuno”. Una trentina le persone ferite, due in gravi condizioni, una di queste tra la vita e la morte.
San Lorenzo Nuovo – Piero Crucitti
“Siamo venuti da queste parti – raccontano poi Crucitti e Nelson – attorno alle 7 e mezza di sera. Dovevamo prendere delle cose dentro al nostro magazzino. E già a quell’ora abbiamo sentito una forte puzza di gas, al punto che abbiamo chiamato il proprietario dell’edificio che ospitava la struttura sentendoci rispondere che al suo interno non si utilizzava il gas ma solo l’elettricità. Poi attorno alle 11 ci hanno telefonato alcuni amici dicendoci che stava succedendo il finimondo e siamo corsi subito a vedere. Saranno state le 11 e mezza, la gente era per strada, mezza nuda, qualcuno aveva perso la pelle, qualcun altro ce l’aveva bruciata, molti avevano della polvere bianca su tutto il corpo. Tutti erano in preda al panico e cercavano di fermare le macchine che passavano, completamente al buio perché i lampioni della zona non funzionano. Abbiamo iniziato a telefonare a chiunque e una mezzoretta dopo sono arrivati i primi soccorsi. Da quello che ci hanno detto le persone che ci hanno chiamato prima che arrivassimo, l’esplosione potrebbe essere avvenuta intorno alle 10”.
Esplosione a San Lorenzo Nuovo in una struttura per migranti
Uno spicco di zona industriale a un paio di chilometri di distanza dal centro abitato di San Lorenzo, al confine con Umbria e Toscana. I lampioni pare che non funzionino, le strade sono piene di buche, alcune vere e proprie voragini. Buttate in un prato anche un paio di macchine abbandonate, con i vetri rotti. Tutt’attorno una serie di capannoni rimasti senza elettricità fino a tarda mattinata, senza poter lavorare. Qui stava la struttura per accoglienza per migranti, una trentina di persone “provenienti – come hanno fatto notare Crucitti e Nelson – un po’ da tutto il mondo, Africa, Ucraina, diversi sono tunisini e nigeriani”.
San Lorenzo Nuovo – Patricia Nelson
“Il botto s’è sentito fino a San Lorenzo – fa presente Cesare Canepuccia della protezione civile -. All’inizio pensavo fosse un temporale in lontananza. A quel punto ho chiamato i colleghi che a loro volta immaginavano fosse un terremoto, ma in chat non c’era nessun avviso. Ho capito quello che era successo solo questa mattina, quando ho riacceso il cellulare”.
San Lorenzo Nuovo – Cesare Canepuccia
La struttura, posta immediatamente sotto sequestro dai carabinieri, è stata letteralmente rasa al suolo. Le macerie sono ovunque. Resta in piedi solo lo scheletro dell’edificio pieno di crepe. Alcuni infissi, per la violenza dell’esplosione, si sono staccati di netto andando ad infrangersi sul muro di cinta che si trova di fronte. Non c’è rimasto quasi più niente.
San Lorenzo Nuovo – Domenico Bulla
Una fuga di gas, questa l’ipotesi che circolava. Ma non dove si trovavano i migranti. “La struttura funzionava solo con elettricità – ha subito chiarito Sebastiano Sani, avvocato di Domenico Ciuchini, proprietario dell’immobile che ospitava le persone coinvolte da quanto accaduto – Esclusa la presenza di una stufetta a gas. La società Ospite Srl era dotata di tre appartamenti con l’affido di 30 persone extracomunitarie da parte della prefettura di Viterbo. Noi, per scelta aziendale, come da dichiarazione fatta in prefettura, abbiamo solo ed esclusivamente utilizzato elettricità sia per il riscaldamento – con fancoil caldo-freddo – che per le piastre elettriche con cui nelle tre cucine venivano preparati i pasti da parte delle persone che erano sì, in prima accoglienza, ma in appartamento. Non erano in un centro collettivo. Vista la zona e visti gli impianti, fu scelto di dotare il tutto esclusivamente con elettricità. Solo questo noi avevamo”.
Fuori dall’area posta sotto sequestro potrebbe però esserci “un vecchio bombolone del gas – come ha sottolineato Domenico Bulla, insegnante di musica alle scuole medie di Bolsena e San Lorenzo Nuovo -. Un bombolone vuoto che si dovrebbe trovare lì vicino”.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotocronaca: Esplosione a San Lorenzo Nuovo in una struttura per migranti – Video: Il comandante dei carabinieri Friano:”31 feriti di cui uno grave, immediato intervento dei soccorsi” – Esplosione a San Lorenzo Nuovo in una struttura per migranti – L’intervento dei vigili del fuoco – San Lorenzo Nuovo, il disastro fatto dall’esplosione
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