San Lorenzo Nuovo – Centro di accoglienza sventrato da una esplosione di gas seguita da un incendio, sarebbero quattro gli indagati per cui l’inchiesta della procura starebbe per chiudersi con il 415 bis che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Nel frattempo, tra gli ultimi atti, ci sarebbe l’acquisizione, da parte della pm Paola Conti, della documentazione sanitaria relativa ai feriti, alcuni dei quali furono ricoverati in gravissime condizioni presso ospedali specializzati.
Esplosione a San Lorenzo Nuovo in una struttura per migranti
Sarebbe dunque destinato a salire da tre a quattro il numero degli indagati che potrebbero finire a processo, dopo le due operatrici del centro di accoglienza e il proprietario della palazzina di due piani in località Metata, i primi ad essere individuati nell’ambito dell’inchiesta per lesioni, danneggiamento e incendio colposi nonché violazione della normativa antincendio.
Oltre quaranta le parti offese che potrebbero costituirsi parte civile in caso di giudizio. Tra lori gli imprenditori titolari delle adiacenti attività di falegnameria e imbottigliamento vini, assistiti dagli avvocati Vincenzo Dionisi e Angelo Di Silvio.
La sera dello scoppio, i 31 ospiti del centro di accoglienza furono trasferiti presso gli ospedali di Acquapendente, Orvieto e Viterbo. Solo quattro rimasero illesi, 27 furono feriti, 4 dei quali ustionati gravemente, due trasferiti all’ospedale di Pisa e due all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, mentre altri due, per la gravità delle lesioni riportate, furono ricoverati al policlinico Gemelli di Roma.
Per questo la pm avrebbe deciso di chiedere, prima di chiudere il fascicolo, l’acquisizione delle cartelle cliniche aggiornate relative a tutti i pazienti, in particolare i più gravi.
Tra i feriti una famiglia nigeriana, composta da padre, madre e due figli minori. Gli altri sono di varie nazionalità, la maggior parte provenienti dalla Tunisia tra i quali un bambino di quattro anni e tre fratelli di 5, 12 e 15 anni, ma anche quattro adulti in fuga dal conflitto in Ucraina. Tra i minorenni un pakistano non ancora maggiorenne la sera dell’esplosione.
Relativamente ai danni alla falegnameria e all’azienda di imbottigliamento vini, sopralluoghi sono stati chiesti sia dalla società che gestiva il centro di accoglienza che dai titolari delle imprese adiacenti la palazzina.
Dalla relazione del consulente tecnico della procura, l’ingegnere Rodolfo Fugger, che ha effettuato due sopralluoghi con vigili del fuoco e carabinieri il 15 novembre 2023 e il 12 marzo 2024, energie che la tragedia si poteva evitare.
“È evidente – si legge – che, se a fronte delle segnalazioni dei migranti, si fossero aperte tutte le finestre e porte verso l’esterno, lo scoppio sarebbe stato evitato”.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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