San Lorenzo Nuovo – Tragedia sfiorata la sera del 10 novembre 2023, chiuse le indagini della procura sul centro di accoglienza sventrato da una esplosione di gas seguita da un incendio a San Lorenzo Nuovo. Quattro le persone raggiunte dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari della pm Paola Conti, ovvero il temuto 415 bis che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, nell’ambito del fascicolo aperto un anno e mezzo fa per lesioni, danneggiamento e incendio colposi nonché violazione della normativa antincendio.
Il bilancio fu di 31 feriti, tra cui 7 bambini, alcuni gravissimi. Danni ingenti anche per le adiacenti attività di falegnameria e imbottigliamento vini. Agghiaccianti le conclusioni del consulente tecnico della procura, ingegnere Rodolfo Fugger: “È evidente che, se a fronte delle segnalazioni dei migranti, si fossero aperte tutte le finestre e porte verso l’esterno, lo scoppio sarebbe stato evitato”.
Rischiano il processo: Domenico Ciuchini, 72anni, di Gradoli, proprietario dell’immobile in località Metata, affittato per 6mila euro all’anno per sei anni, dal 1 ottobre 2017, a Rosanna Streni; la locatrice Rosanna Streni, 68 anni, di Gradoli, che ha subaffittato i locali alla società Ospita, operante nel settore di soggetti rifugiati politici, con contratto dal primo febbraio al 30 novembre 2022, prorogato di un anno; Pierina Ceccarini, 61 anni, di Onano, operatrice del centro; Rosario Boglioli, 57 anni, di Castel Viscardo, referente per la prefettura della società Ospita.
Il proprietario e la locatrice, in particolare, sono accusati di non avere in sicurezza il serbatoio di gpl presente nel terreno adiacente all’immobile, trovato con il rubinetto aperto e con la presenza di gpl all’interno, non ponendo in sicurezza la valvola di intercettazione dei termoconvettori all’interno dell’immobile, che risultavano alimentati con gpl contrariamente da quanto previsto nel contratto.
Lo scoppio si è verificato a causa di una fuga di gpl, che è iniziata nella giornata stessa, fino a che, verso 23,15, ha raggiunto la soglia di deflagrazione, e a fronte della creazione di una scintilla elettrica, si è verificata l’esplosione della miscela aria-gpl. Dalle dichiarazioni raccolte dai carabinieri risulta che certamente alle ore 20 del 10 novembre 2023 si avvertiva forte odore di gas anche all’esterno della palazzina. Fugger sottolinea nella sua relazione come alcuni ospiti della struttura avrebbero avvertito odore di gas già dal mattino. L’esplosione è avvenuta in uno dei due locali del piano terra, adibiti a locale comune e stanza per rifugiati occupata da una famiglia ucraina.
Se a fronte delle segnalazioni intercorso dalle ore 20 in poi, si fosse provveduto ad un riscontro dello stato dei luoghi attraverso l’apertura di tutte le finestre e porte verso l’esterno, l’esplosione sarebbe stata evitata. Oltre quaranta le parti offese che potrebbero costituirsi parte civile in caso di giudizio. Tra loro gli imprenditori titolari delle adiacenti attività di falegnameria e imbottigliamento vini, assistiti dagli avvocati Vincenzo Dionisi e Angelo Di Silvio.
Solo quattro illesi su 31. La sera dello scoppio, i 31 ospiti del centro di accoglienza furono trasferiti presso gli ospedali di Acquapendente, Orvieto e Viterbo. Solo quattro rimasero illesi, 27 furono feriti, 4 dei quali ustionati gravemente, due trasferiti all’ospedale di Pisa e due all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, mentre altri due, per la gravità delle lesioni riportate, furono ricoverati al policlinico Gemelli di Roma.
Tra i feriti una famiglia nigeriana, composta da padre, madre e due figli minori. Gli altri sono di varie nazionalità, la maggior parte provenienti dalla Tunisia tra i quali un bambino di quattro anni e tre fratelli di 5, 12 e 15 anni, ma anche quattro adulti in fuga dal conflitto in Ucraina. Tra i minorenni un pakistano non ancora maggiorenne la sera dell’esplosione.
Silvana Cortignani
Esplosione a San Lorenzo Nuovo in una struttura per migranti
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY