Viterbo -“Oggi deposito il ricorso”.
L’avvocato Remigio Sicilia annuncia battaglia contro l’ordinanza del gip di Viterbo Franca Marinelli che ha portato in carcere i suoi assistiti.
Dei nove indagati per il raid di domenica allo stadio di Magliano Romano, sono finiti a Mammagialla il 32enne Ervin di Maulo, il candidato sindaco di CasaPound Diego Gaglini e il 24enne sorianese Edoardo Fanti. Gli altri (Roberto Spolverini, Jacopo Magnani, Giovanni Lupidi, Leonardo Ercolani, Federico Miralli e Alessio Reinkardt), per ora, restano ai domiciliari, in attesa che il giudice si esprima sulle altre richieste del pm Chiara Capezzuto. Lo farà entro oggi.
“Non riesco a capire – afferma il legale -. Il carcere è stato chiesto per pericolo di reiterazione del reato. In questo caso, la custodia cautelare non è permessa perché per il pericolo di reiterazione del reato è prevista solo per un minimo di cinque anni, mentre qui la pena massima è quattro anni”.
Per il legale, non sarebbe la prima volta che un suo assistito viene messo in carcere ingiustamente. “A Ervin Di Maulo è già successo – afferma -. Per una rissa a Santa Rosa, anni fa, è stato in carcere tre mesi e poi prosciolto senza neanche bisogno del processo. Da un altro episodio, l’aggressione a cinturate a dei ragazzi a San Pellegrino, è stato assolto, ma in fase di indagini era rimasto per due mesi a Mammagialla”. Alle sue spalle resta il patteggiamento per la mega rissa tra ultrà a Montepulciano.
La maggior parte degli indagati, secondo il legale, è incensurata.
Il fascicolo è comunque destinato a trasmigrare alla procura di Tivoli per competenza territoriale: anche se i nove indagati viterbesi sono stati fermati a Civita Castellana, l’aggressione ai tifosi romani dell’Ardita San Paolo, è avvenuta all’interno dello stadio di Magliano Romano. L’ingresso di una ventina di persone incappucciate, armate di spranghe e bastoni, che hanno iniziato a colpire e tifosi, ha causato la sospensione del match.
Sette persone sono finite in ospedale. Quasi tutte con ferite al viso e alla testa.
Per gli investigatori, il movente è politico: i presunti aggressori militano negli ambiente dell’estrema destra, mentre i tifosi dell’Ardita sono vicini alla sinistra dei centri sociali. Sicuramente c’è stato un precedente: uno scontro violento in un pub a giugno al quartiere Garbatella a Roma. Episodio che potrebbe aver esacerbato gli animi al punto da cercare vendetta.
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