Viterbo – Operazione Led, è guerra sulle intercettazioni. La difesa dice che non ce la fa ad ascoltarle tutte e chiede la trascrizione generale. L’accusa solo delle intercettazioni rilevanti. Anche perché, nel mare magnum, ci sono altri 4-5 filoni d’indagine e personaggi che non hanno a che fare col processo. Imponente la mole di un anno e mezzo di captazioni. I difensori, venuti apposta dalle Marche, hanno impiegato un giorno interno solo per ascoltarne 35 su 200.
Il processo per il solo reato di turbativa d’asta (senza corruzione) entrerà nel vivo con i primi testimoni soltanto a ottobre, ma nel frattempo non si fermano le schermaglie tra il pm Fabrizio Tucci e i difensori dei tre imprenditori finiti ai domiciliari nel febbraio 2016 con l’accusa di turbativa d’asta per tre appalti sospetti nel Viterbese.
Al centro tre gare pubbliche, tra il 2014 e il 2015, a Grotte di Castro, Villa San Giovanni in Tuscia e l’illuminazione pubblica a Civita Castellana.
Davanti al giudice Silvia Mattei, doveva essere la giornata della nomina del perito per la trascrizione delle intercettazioni. Un atto che non è stato una semplice formalità.
I difensori dei dirigenti della Cpm gestioni termiche di Recanati, Alessandro e Luca Tramannoni, e del direttore commerciale Massimiliano Sanzogni, hanno infatti chiesto che venissero trascritte tutte le intercettazioni e non solo quelle alla base del provvedimento restrittivo.
“Ci è stato detto che potevamo ascoltare tutte le intercettazioni e segnalare per la trascrizione quelle utili alla difesa. Ma solo per sentire 35 intercettazioni su 200 c’è voluta un’intera giornata”, hanno spiegato i difensori.
“Nell’ordinanza si fa espresso riferimento a ‘un’ampia attività di captazione’, che riguarda anche altre persone e altri 4-5 filoni d’indagine. Per un anno e mezzo gli investigatori sono andati a caccia di corruzione e concussione che non c’erano, chiedendo proroghe su proroghe, e alla fine hanno derubricato in turbativa d’asta. Gli imputati hanno diritto di potersi difendere. Dalle intercettazioni può emergere un quadro diverso, la buona fede degli interlocutori”, hanno ribadito i legali.
Tagliente il pm Tucci. “In un anno non ho visto un’istanza di copia dei supporti informatici – ha detto – è un onere della difesa che non ha esercitato un suo diritto. Non c’è stata nessuna istanza di estrapolazione di file informatici”. Concorda sul diritto d’ascolto, non sulla trascrizione di tutto: “Va anche tutelata la riservatezza delle altre persone che sono state intercettate”.
Salomonica la decisione del giudice Mattei. “Le difese hanno diritto ad avere copia delle intercettazioni alla base della misura cautelare e di tutte le altre che riterranno utili, con la possibilità di ascoltare tutto. Capisco la difficoltà di ascoltare ore e ore di registrazioni, nonostante abbiate già avuto un anno. Ma si trascrivono solo quelle rilevanti”, ha concluso, dicendosi disponibile ad accogliere istanze motivate anche nel prosieguo del processo.
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