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Estate viterbese - Intervista all'ex pm al Dopofestival di Caffeina - Questa sera invitati Nadia Toffa, Antonio Pennacchi, Aldo Nove e Alberto Angela

Arriva Ingroia l'”amerikano”…

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Antonio Ingroia

Antonio Ingroia

Antonio Ingroia intervistato da Carlo Galeotti

Antonio Ingroia intervistato da Carlo Galeotti

Viterbo – “I protagonisti della politica italiana? Un comico, un ex pianista da piano-bar, l’ex sindaco di Firenze che non è niente altro che un Berlusconi, diciamo, di “sinistra”. Un Renzi che proprio non mi piace”.

Le sorprese del Dopofestival di Caffeina sono infinite, ieri sera, Antonio Ingroia, nonostante la fretta di tornare a Roma, si è fermato e ha parlato di politica e giustizia rispondendo alle domande del direttore di Tusciaweb, Carlo Galeotti.

Un Ingroia in vena di parlare.

Avete visto l’imitazione di Crozza? Scordatevela, l’Ingroia vero è tutt’altra cosa e soprattutto ha posizioni inaspettate, molto, molto… americane sulla giustizia.

E proprio sulla giustizia l’ex pm ha detto le cose più rilevanti. A partire dal suo modo di fare l’avvocato, lo spunto era stato dato dal caso Manca, “un omicidio di mafia”, per Ingroia, “del quale si dovrebbe occupare la procura nazionale antimafia”. Dopo aver ribadito il suo giudizio negativo sull’inchiesta coordinata dalla procura di Viterbo, l’ex pm ha sottolineato come lui svolga il suo lavoro di avvocato alla Perry Mason. “In Italia gli avvocati basano tutto il loro lavoro – ha spiegato – sull’oratoria nel momento del dibattimento. E’ tempo che si alzino dalla sedia e facciano anche le indagini. Un po’ come faceva Perry Mason. Vi ricordate? A me del lavoro di avvocato interessa anche la parte investigativa”.

Sulla riforma della giustizia che Renzi sta preparando va giù duro. “I dodici punti delle linee guida – ha sottolineato Ingroia – sono una serie di banalità da bar. Su cui tutti sono d’accordo. Chi non vuole ridurre i tempi della giustizia civile? Chi non vuole che la carriera dei magistrati si basi sul merito? Chi non vuole reintrodurre il reato di falso in bilancio? Il problema è che Renzi non farà la riforma perché non gliela faranno fare, se gli alleati di maggioranza sono quelli che sono”. Come dire: bocciato!

Ma Ingroia ha una sua ricetta per uscire dai tempi infiniti della giustizia italiana che incassa condanne della Cedu (Corte europea dei diritti dell’uomo). Una ricetta semplice targata Usa. “Per accelerare i tempi della giustizia va abolito l’appello, riducendo i gradi di giudizio a due. Primo grado e cassazione. Magari con un filtro per il ricorso in cassazione. Come accade per la corte suprema negli Usa. Ora in Italia si può arrivare a sette gradi di giudizio.

Poi va abolita la prescrizione una volta che il processo è partito. Se lo stato decide di andare a processo, deve farlo fino in fondo. In questo modo verrebbero eliminati tutti i tentativi di dilazionare, di allungare i tempi”.

Per quanto riguarda la politica, dopo l’esperienza non esaltante di Rivoluzione civile, Ingroia vede positivamente il risultato della lista Tsipras, “da cui si può ricominciare per fare qualcosa di diverso nella sinistra italiana”.

E sulla scelta di uscire dalla magistratura: “Beh, veramente sono stato costretto. Mi hanno cacciato, impedendomi di fare il mio lavoro, i vari colli della politica italiana”.

Infine andando su qualcosa di più leggero: l’imitazione di Crozza.

“Come spettatore – racconta Ingroia – mi sono divertito. Come politico ho fatto con i miei un’analisi e pensiamo che la cosa ci abbia danneggiato soprattutto al nord. Ha alimentato lo stereotipo del meridionale scansafatiche. Una immagine che a me non si attaglia. Basterebbe passare un giornata con me per capire la mole di lavoro svolta. Credo pure di aver capito da dove nasca quella parodia. Quando annunciai la mia candidatura andai in televisione appena tornato dal Guatemala ed ero sotto effetto jet lag. Quel giorno ero un po’ rallentato, ma io non sono così normalmente”.

Insomma, un Ingroia a tutto campo. Un Ingroia molto diverso dalla figurina che appare in televisione. Un Ingroia che appare come una vera risorsa per la politica Italiana, soprattutto per questioni che riguardano la giustizia.

Il Dopofestival di Caffeina, a piazza del comune dalle 24, vede invitati oggi Nadia Toffa, Antonio Pennacchi, Aldo Nove, Alberto Angela. Sul palco per la favola della mezzanotte Antonello Ricci e a sorpresa un artista di strada.


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2 luglio, 2014

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