Orte – Trovata morta nella culla. Solo l’autopsia potrà dire come (video – fotocronaca – slide ).
La piccola Giulia non è vissuta che cinque mesi. A febbraio, la mamma Mariana Golovataia la stringeva tra le braccia col sorriso luminoso e stremato di chi ha compiuto il miracolo della vita. Ieri, il padre Ghenadie Stavila l’ha trovata cadavere nella loro casa a Orte Scalo, civico 85 di Corso Garibaldi.
Tornava dal lavoro. Sotto i suoi occhi, un dramma senza fine quando ha aperto la porta di casa. La figlia morta. La moglie priva di sensi. Il figlio di 5 anni superstite, rinchiuso in camera in stato confusionale.
Da ieri, Mariana Golovataia è in rianimazione all’ospedale Belcolle. In coma, ma non sarebbe in pericolo di vita. I carabinieri sorvegliano la sua stanza. Avrebbe ingerito una grande quantità di farmaci antidepressivi in pasticche. Alcune scatole trovate in casa sono state portate via per analizzarle.
Il marito Ghenadie Stavila, trentenne, ingegnere moldavo, lavora per una società del gruppo Eni. Ieri è stato ascoltato per ore come persona informata sui fatti. Entrato alle 19 nella caserma di via del Crocefisso, è uscito solo dopo le 22.
Subito dopo, sono stati ascoltati i sanitari del 118 per verbalizzare ogni passaggio dei soccorsi. Una ricostruzione lunghissima davanti al pm Franco Pacifici, al colonnello Mauro Conte, al maggiore Anna Patrono e agli uomini del nucleo investigativo viterbese.
Dopo l’allarme di Ghenadie Stavila, verso le 17,20, Corso Garibaldi si è riempito di ambulanze e macchine dei carabinieri da Orte, Civita Castellana e Viterbo.
Mariana Golovataia è stata portata a Belcolle. Il figlio al pronto soccorso e poi dalla nonna. La salma della piccola Giulia in caserma per le prime analisi del medico legale Alfredo Canonici. Da qui la bara è stata poi trasferita all’obitorio in serata, in attesa dell’autopsia che il pm ha già disposto, affidando formalmente l’incarico al medico legale nelle prossime ore.
Si indaga a tutto campo, soprattutto sulla dinamica della morte della neonata. Tra le ipotesi non si escluderebbe l’annegamento, mentre andrà verificato se anche il fratello maggiore, oltre alla madre, abbia ingerito farmaci.
Gli investigatori, al momento, lavorerebbero principalmente sull’ipotesi dell’omicidio – tentato suicidio, forse scatenato da una depressione post-partum della giovane donna. Il pm la interrogherà appena le sue condizioni di salute miglioreranno.
Una famiglia serena, stimata e integrata, che viveva a Orte da anni. Lei casalinga, lui ingegnere. Una coppia felice con una vita normale, secondo gli abitanti del palazzo e i loro conoscenti in paese. “Questa notizia triste ha sconvolto tutta la comunità”, commenta il sindaco Angelo Giuliani.
Stefania Moretti
Raffaele Strocchia
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