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Tragedia di Orte - Stamattina doppio incidente probatorio

Neonata uccisa dalla madre, ascoltato il fratellino

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Tragedia di Orte - Mariana Golovataia

Tragedia di Orte – Mariana Golovataia

Orte - Mariana Golovataia con Giulia

Tragedia di Orte – Mariana Golovataia con Giulia

Tragedia di Orte Scalo - Il pm Franco Pacifici con i carabinieri

Tragedia di Orte Scalo – Il pm Franco Pacifici con i carabinieri

Tragedia di Orte Scalo - Il colonnello dei carabinieri Mauro Conte

Tragedia di Orte Scalo – Il colonnello dei carabinieri Mauro Conte

Orte – Quasi due ore a ripercorrere quel pomeriggio. La madre che ha cercato di ucciderlo, ha ucciso la sorellina Giulia di cinque mesi e tentato il suicidio.

Andrea (nome di fantasia, ndr) ha 5 anni e combatte già contro mostri più grandi di lui. 

E’ sopravvissuto al raptus della mamma, Mariana Golovataia, 35enne moldava che vive in Italia da anni, a Orte Scalo, col marito e i figli. Ora resta solo Andrea, perché Giulia, nata a febbraio, è morta il 20 luglio, probabilmente annegata dalla madre.

Andrea è l’unico testimone. Stamattina, all’incidente probatorio davanti al giudice Stefano Pepe, ha raccontato di nuovo tutto quello che ha visto quel giorno a casa, in un’aula blindatissima a porte chiuse. Il piccolo è stato ascoltato in audizione protetta per un’ora e mezzo circa. Avrebbe risposto alle domande del gip senza esitare: i ricordi di quel giorno sarebbero ancora tragicamente intatti.

Lo ha accompagnato il papà Ghenadie Stavila. La madre, Mariana Golovataia, è ancora ai domiciliari in una struttura protetta. Indagata per omicidio e tentato omicidio.

Quello di stamattina è stato un doppio incidente probatorio: sul piccolo, per accertarne la capacità di testimoniare, e sulla madre per valutare lucidità, imputabilità e pericolosità sociale.

I periti del gip (la psicologa Laura Ballarè per la testimonianza del bimbo e il neurologo Antonio Maria Lanzetti per la perizia psichiatrica sulla madre) torneranno in aula a novembre per tirare le somme. La difesa della donna, rappresentata dagli avvocati Marco Valerio Mazzatosta e Giovanni Zerbini, ha nominato un consulente, il professor Marco Zanasi dell’Università di Tor Vergata, sia per la perizia psichiatrica che per l’attendibilità del bambino. 

Le relazioni dei periti incideranno profondamente sul futuro delle indagini. Di fatto, qualora per il dottor Lanzetti Mariana Golovataia fosse non imputabile e incapace di intendere e di volere, la giovane madre non subirebbe alcun processo.

Un epilogo più che probabile: la 35enne era in cura per depressione post-partum, dopo la nascita di Giulia. Anche a distanza di giorni, durante il suo ricovero in ospedale, Mariana Golovataia non riusciva a realizzare la tragedia che ha travolto lei e i suoi bambini.


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23 agosto, 2016

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