Orte – Una mezzaluna rosa per sempre con Giulia. E’ il peluche che il fratellino di cinque anni ha lasciato sul feretro della sorellina. Un dono spontaneo e delicato, durante i funerali della bimba di cinque mesi trovata morta in casa.
Multimedia: L’addio alla piccola Giulia – slide – video
Ieri l’addio nella chiesa di sant’Antonio a Orte Scalo, a pochi passi dall’appartamento del dramma. Le esequie sono state celebrate con rito ortodosso. “Giulia è senza peccati nel regno celeste”, dice il sacerdote.
Poche parole in italiano, rivolte ai tanti cittadini di Orte che si sono stretti intorno al dolore di papà Ghenadie Stavila. Gli occhi di chi è in chiesa sono rossi e pieni di lacrime. E’ a loro che il sacerdote chiede di non lasciare mai sola questa famiglia.
“C’è bisogno di assistenza spirituale – continua -. Incontriamoci tutti i mesi per pregare e restare uniti. Facciamolo in chiesa, perché qui c’è la luce e la pace. Gesù Cristo è il dio della pace e noi dobbiamo vivere nel suo amore. Un amore che viene dal cielo”.
Il rito è stato celebrato in moldavo. Una preghiera più che un funerale, che si è ripetuta per quasi un’ora. Sul feretro, ricoperto di fiori bianchi, l’offerta liturgica del fumo dell’incenso. Accanto una rosa rossa. E intorno la delicata luce delle candele.
Papà Ghenadie è straziato. E’ stato lui mercoledì sera a fare la macabra scoperta. Tornava a casa dal lavoro quando sotto i suoi occhi si è trovato un dramma senza fine. La piccola Giulia senza vita. La moglie Mariana Golovataia in coma. Il figlio di cinque anni in stato confusionale.
C’è anche lui ai funerali. La sua mano stretta, stretta a quella della nonna. E’ lei ad accompagnarlo accanto al feretro della sorellina. Con un gesto delicato e pieno d’amore, lascia accanto alla bara un peluche rosa. E’ una mezzaluna, dalla bocca sorridente e con il naso enorme. Il giocattolo preferito da Giulia.
Intanto papà Ghenadie abbraccia, per l’ultima volta, la sua piccola. Si dispera e si piega sul feretro. La nonna bacia la foto della sua nipotina. La ritrae sorridente e con due occhioni azzurri. Addosso la sua tutina rosa. La nonna l’accarezza e ripete: “Non ti dimenticheremo mai”.
Al termine della funzione sono stati lanciati in aria dei palloncini, che tanto piacciono ai bimbi. Sono tutti bianchi. Ma uno è rosso, ed è a forma di cuore. Poi la processione, fino a piazza 29 agosto 1943. Qui la benedizione, con il feretro di Giulia stretto tra le braccia del sacerdote.
La bara della piccola è stata poi portata al cimitero di Orte, tumulata nell’area speciale dedicata ai bambini. Ora Giulia è un angelo tra gli angeli, con una mezzaluna rosa stretta nella sua manina.
Raffaele Strocchia
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