Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tragedia di Orte - La donna, totalmente incapace di intendere e di volere, è stata trasferita a Frosinone da Villa Rosa

Affoga la figlia, mamma in residenza di sicurezza sanitaria

Condividi la notizia:

Tragedia di Orte - Mariana Golovataia

Tragedia di Orte – Mariana Golovataia

 

Tragedia di Orte Scalo -Il pm Franco Pacifici

Tragedia di Orte Scalo – Il pm Franco Pacifici

 

Orte Scalo - Il luogo della tragedia

Orte Scalo – Il luogo della tragedia

Orte – E’ stata trasferita in una residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria (rems) la mamma assassina di Orte Scalo.

Mariana Golovataia, la 35enne che lo scorso 20 luglio ha affogato la figlia Giulia, di appena 4 mesi, durante il bagnetto, si trova da circa un mese nella struttura di Pontecorvo, in provincia di Frosinone. E’ stata la prima rems inaugurata nel Lazio, il primo aprile 2015, il giorno dopo la chiusura per legge dei vecchi “manicomi giudiziari”, gli opg, ospedali psichiatrici giudiziari. Le rems, residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria, sono strutture in cui garantire ai pazienti l’esecuzione della misura di sicurezza e al tempo stesso l’attivazione di percorsi terapeutico riabilitativi. 

Niente carcere, come si ricorderà, per la donna, colpita da un raptus di follia innescato da una gravissima forma di depressione post partum curata con gli psicofarmaci. L’incidente probatorio ha cristallizzato la totale incapacità di intendere e di volere della mamma, ricoverata per tre mesi nel reparto di medicina protetta di Belcolle e poi da ottobre fino a poche settimane in custodia protetta presso il reparto psichiatrico di Villa Rosa. La 35enne è accusata di omicidio volontario per la morte della piccola Giulia e del tentato omicidio del primogenito di 5 anni. Il gip Stefano Pepe, stabilita la totale incapacità di intendere e di volere della donna, ha restituito gli atti al pm Franco Pacifici per i successivi adempimenti.

I difensori Marco Valerio Mazzatosta e Giovanni Zerbini sono pronti al rito abbreviato, durante il quale chiederanno la non imputabilità e di conseguenza la non punibilità a causa dell’infermità mentale, accertata sia dal neurologo Antonio Maria Lanzetti, sia dal consulente di parte, il professor Marco Zanasi dell’università di Tor Vergata. Quest’ultimo intervenuto a titolo gratuito, perché colpito dalla tragedia umana.

Nessuna condanna, mentre era scontata l’applicazione di una misura di sicurezza, presso una struttura specializzata, con finalità terapeutiche, rieducative e risocializzanti. “Io e il collega Zerbini ci siamo recati nei giorni scorsi a farle visita presso la Rems di Pontecorvo. Tutto sta proseguendo nel migliore dei modi. Il professor Zanasi è convinto che, se seguita in maniera adeguata, Mariana possa recuperare”, è l’auspicio dell’avvocato Mazzatosta.

La struttura del frusinate è nata per ospitare 11 donne, trasferite dagli ospedali psichiatrico giudiziari di Castiglione dello Stiviere e dalla casa di cura e custodia di Solliciano. In precedenza era un Spdc, servizio psichiatrico di diagnosi e cura. Presto un’altra Rems, per altre 20 donne, sarà realizzata a Rieti. La Regione Lazio è stata tra le prime ad applicare la riforma nei tempi stabiliti dalla legge nazionale. Quattro le strutture provvisorie aperte due anni fa per 79 ospiti, 68 uomini e 11 donne, residenti nel Lazio, provenienti dagli Opg di Aversa, Napoli, Montelupo Fiorentino, Reggio Emilia e Castiglione delle Stiviere. Oltre a Pontecorvo, ci sono anche Ceccano, Subiaco e Palombara Sabina, riservate agli uomini. 


Condividi la notizia:
21 marzo, 2017

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/via-sandro-pertini-strada-pubblica-chiusa-con-sbarra/